La Linea dell'Inutile

La Brioschina

Posted in food by maurozz on febbraio 7, 2011

Ci sono diversi modi di mostrare i muscoli, o tirar fuori i coglioni che dir si voglia. Si puo’ urlare al mondo la propria capacita’ di stupire, in cucina come nella moda, o sparandole grosse su un blog. Si possono tenere i prezzi alti, o spocchiarsi per selezionare solo clientela al vertice (che VIP non e’ piu’ di moda) . E ancora, si puo’ avere sede in Piazza della Scala a Milano (per dire).

Poi c’e’ un altro modo, silenzioso. Da movimento verso la periferia. Con affaccio su un cavalcavia e un parchetto un po’ triste, frutto anche della fantasia di un  Guccini, per esempio quello di Poveri bimbi di Milano. E magari ricavando un bel giardino, da dove non si sa. Misteri milanesi.

E’ duro quest’altro modo, qualche volta un pelo sbavato. Ma e’ dove sta La Brioschina.

Il scintillante ingresso e la trasparenza  attraverso cui si vede subito la cucina non corrodono una voglia di tradizione tradita solo da qualche crasi di troppo sul menu (tortoccheri e’ proprio bruttino, ma anche cototrippa reclama la sua vendetta). Neanche il pastello oro dell’ambiente ci riesce, a corrodere.

Lista in legno fronte-retro, dichiarazione di qualita’ indiscussa in basso a destra e via che si va. (more…)

Antica Locanda del Falco

Posted in food by maurozz on marzo 23, 2010

(questo e’ un post a cui tengo molto perche’ e’ stata l’ultima avventuretta culinaria prima dell’avvento della solita “the thing”, che, tesoro lei, ha resettato le mie papille gustative, azzerato l’alcool ingerito e abituato al saporitissimo cibo ospedaliero :-); il post e’ datato perche’ scritto a ottobre 2009 e rileggendolo cambierei parecchie cose, ma lo lascio cosi’ com’era … ideale prosecuzione della giornata “frollocconi on the road“)

Antica, tradizionale, moderna … mi hanno un po’ rotto tutti codesti aggettivi a prefissare i nomi dei ristoranti. Tutti quanti sono antichi, storici … blablabla.

L’Antica Locanda (ecco, anche Locanda mi ha un po’ smonato) del Falco (Falco, no , Falco va bene) a Rivalta di Gazzola segue pedissequa la logica e si chiama appunto cosi’.

Si atteggia anche un po’ da ruffiana la Locanda del Falco, perche’  sita nel castelluccio restaurato dei colli piacentini  … e pur non raggiungendo le vette patino-turistiche del non lontano Grazzano Visconti  ne segue fedele le orme … tutto molto levigato, anche i sassi storti dei vialetti. Ma pur sempre storico … del 1400 se non erro. Nel parcheggio Maserati e altri macchinozzi di una terra che pare produca, lavori e consumi.

Fine del preludio altezzoso.

Il negozietto  che trovi appena entrato non puo’ non farti lacrimare, salumi appesi e tagliati in bella vista, formaggi puzzosi e a forti tinte gialle che le papille cominciano a emettere fluidi imbarazzanti. Troverai poi qui, tra mille bottiglie dai prezzi assurdi, uno degli ultimi Caroni 1982 full proof …  che acquisterai un po’ sospettoso, quasi lieto di farti fregare almeno 20 euri sui prezzi online. Che poi capirai che non e’ vero, perche’ il suddetto e’ praticamente esaurito, anche online. In ogni caso il Samaroli Demerara ti costerebbe 240 euri e non ti senti ancora pronto per una cifra del genere.

Il pane che trovi in tavola invece non e’ ruffiano, e’ pessimo. Ed e’ l’unica nota negativa della festa, i funghi fritti essendone l’unica anonima e inutile.

I salumi invece spaccano, la coppa su tutti, seguita da pancetta e salame, genere che per solito non amo. I sottoli sorpassano i salumi, e le zucchine battono la pancetta sul fil di lana. E’ un testa a testa anche fra le melanzane e la coppa, ma vince la piacentina, di misura. Li’ di fianco, serafici, i porcini freschi in insalata attendono l’ultimo giro per lanciare lo sprint.

Non resisti alla Fassona piemontese e il carpaccio con porcini freschi arriva a insatollarti in men che non si dica … dall’altra parte del tavolo un maialino da latte con una bella cera. Contorno inutile di funghi fritti, molto meglio le semplici patate al forno.

Al momento dei dolci il maestro di vita ne azzecca finalmente una e crede in un assaggio di tortelli di magro … WOW … doppio.

Poi arrivano i dolci veri … che ci spingono a meditare sulla eventuale quarta stella per questo posto che della tradizione rustica tenta di esaltare ovviamentre materie prime e qualche idea zuzzerellona: gelatina di agrumi con scaglie di cioccolato e tarte tatin di pere. Ma il pane ci tiene sulle 3 stelle e mezza.

Kante il pazzo ci accompagna indolente con una vitovska in solita bottiglia da litro a collo stretto. Ricarico molto basso, grande correttezza nell’avvisarci che il vino era da cantina e non da frigo (ricordate Le Fragole Rosse ?) e bella verticalita’ carsica … per 90 punti che Cellar Tracker registra appena rincasato.

Conto piu’ che giusto sui 60 euri.

Osteria del Tram

Posted in food by maurozz on settembre 11, 2009

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L’Osteria del Tram, sita in Bettola di Pozzo d’Adda, e’ uno di quei posti che ti fa incaponire. Passata la sbornia di novita’ qualche anno orsono, ho smesso di frequentarla. Ma e’ sempre li’, che dici “vado o non vado” ? Anche perche’ e’ sul percorso casa-ufficio e non e’ che puoi non vederla.

E si che e’ bella, di design e ben congegnata con i suoi tre ambienti separati ma armoniosi. Giardino estivo quasi zen, interni hi-tech ma non gelidi, buonissima lista vini e barocca esposizione di bottiglie vuote ovunque. Si parcheggia anche facile.

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