La Linea dell'Inutile

La Lucanda

Posted in food by maurozz on agosto 26, 2009

Forse saranno stati i pantaloni a quasi zampa bianchi. O i sandali, rigorosamente Birkenstock e molto aperti, forse la solita incongrua, greve e tintinnante accozzaglia di catene, anelli e bracciali. Fatto sta che al Devero Hotel di Cavenago Brianza entro, con la simpatica (?) baldanza che sempre porto da casa, seguito, ma intellettualmente preceduto, dal maestro di vita. E fatto sta che in men che non si dica, nelle educate menti del personale, diventiamo una coppia di attempati frollocconi.

Il Devero Hotel e’ un blocco di cemento molto stylish (dentro) a mezzo sputacchio (piu’ cavalcavia) dal casello di Cavenago-Cambiago, sulla nostrana Route 66, la A4.

Il Devero Hotel ospita un ristorante che per anni ha rappresentato un tormentone, e che, per manifesta incapacita’ organizzativa e per certo timore reverenziale, non abbiamo mai visitato nella sua dimora storica in Osio Sotto, terra bergamasca.

Il ristorante si chiama La Lucanda.

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Weinwoche Wiesbaden

Posted in food, viaggi by maurozz on agosto 18, 2009

E’ il festival per eccellenza del Rheingau, quella zona in Germania dalla quale sgorga (direttamente dalla terra, non servono vendemmia e vinificazione) il riesling renano, vino verticale per eccellenza, nel senso che va dritto al punto senza menarla tanto. E dopo un po’ di legni e semilavorati mi andava proprio un tocco di acidita’ diretta.

Provati quest’anno.

Kessler Martinsthal Sekt Rose’ … piuttosto insolito che mi metta a bere bollicine, e per di piu’ rosa … ottimo invece, senza nessuna concessione al facile, serioso.

La Cave Vevey Montreaux, che non e’ una cantina in Germania, bensi’ una associazione di produttori in Francia, nazione ospite di quest’anno. Mi e’ parso un po’ piatto … cmq da rivedere, ero un po’ distratto.

Speicher Schuth Riesling Erste Gewaechse, che e’ stato un po’ come portarselo da casa. Uno dei piu’ interessanti riesling di zona.

Heinz Nikolai Riesling e Sauvignon, senza lode ne’ infamia. Pero’ ha vinto il titolo di migliore scenetta della serata, quando una “guardia” lo ha redarguito e minacciato di sanzioni per aver lasciato 4 scatole vuote (4) parcheggiate a lato strada su un carrellino. Mi vedo la stessa scena in Italia …

Weinbau Berg, ero gia’ piuttosto cotto e non ho capito se mi ha dato acqua o vino.

Non paghi, in settimana abbiamo anche fatto razzia al Kloster Eberbach, dove girarono a suo tempo Il Nome della Rosa … la cantina adesso e’ strapiena, tocca mettersi a bere sul serio.

E per contrasto non potevo mancare, la sera dopo, la bottiglia di Erre Punto Blanco (viura e malvasia) di Fernando Remirez de Ganuza, riposato in barrique.

Fine della settimana etilica.

La Morra

Posted in food, viaggi by maurozz on marzo 21, 2009

28022009153La cantina comunale di La Morra e’ sita in La Morra, via (immagino) Carlo (e son sicuro) Alberto al civico 2. A uno sputo c’e’ un bel belvedere, che spazia su buona parte delle Langhe e dove si possono ancora trovare quelle indicazioni molto seventies che ti dicono che in quella direzione a circa 3245 (punto 6)  km c’e’ il polo nord. O roba simile.

Tempo fa, in una giornata frizzante di finta primavera, alla cantina comunale di La Morra si presenta un tipo alto e allampanato, bello ma un po’ scalcagnato, sveglio, simpatico e piuttosto alticcio: io (Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio)

La secolare, proverbiale, insuperabile … aperta cortesia piemontese mi scruta da dietro il bancone, senza emettere suono alcuno. Mi guarda e non favella, novello Michelangelo.

Lo incalzo: non mi frega niente che siamo nelle Langhe, io voglio qualche bottiglia di bianco locale che sia decente, che abbia una personalita’ e che non costi 60 euri la bottiglia. Il tizio e’ in evidente difficolta’ … vuole provare un Barolo ??? Noooooooooo, ho detto biancooooooooooooooo. Ma forse un buon Nebbiolo ? Noneeeeeeeeeeeee’, ho detto biancoooooooooo.

Lo abbandono alla sua afasia e scelgo come al solito su un misto di cromia di vino e di etichetta, prezzo e sulle quattro note scarnite che trovi sul retro bottiglia. Si, poi guardo anche se per caso ti dicono di quale uva si tratti.

Ecco cosa ne esce.

Oddero Collaretto: orripilante.

SAS Eugenio Bocchino Riesling: decisamente il piu’ personale del gruppo, da ritrovare, anche se non pare piu’ in produzione. E poi il riesling (renano) e’ il riesling (renano). All’Eugenio ho permesso anche di farsi acquistare una bottiglia di Nebbiolo, che era buono e titanico (ma io il rosso non lo bevo mai).

Ballarin Langhe Bianco: ci puo’ stare, ma al posto dell’acqua.

Mauro Molino Chardonnay Livrot: c’ha il suo perche’ ma temo che la deriva chardonnay da queste parti non sia delle migliori.

Renato Ratti Monferrato Bianco: una curiosa interpretazione del sauvignon, anche questo sarebbe da riprovare.