La Linea dell'Inutile

The Hateful Eight

Posted in cinema by maurozz on marzo 2, 2016

8ful

Quasi un peccato non poter godere del discernimento di Tarantino & Co. nella scelta dei pezzi della soundtrack. Ma neanche troppo male il tema di Morricone, che alla sua eta’ si prende la soddisfazione dell’Oscar. Tema piu’ horror che western, e piu’ gotico che country. Letta una cosa interessante dopo l’oscar: sembra piu’ l’opera di un giovane sperimentatore che quella di un venerando maestro, Piovani credo.

Tre ore che non rompono, e quella e’ gia’ una notizia. E un film con l’intervallo, non ne ricordavo da un altro Tarantino: “From Dusk till Dawn” o “Dal tramonto all’alba” per i detrattori.

E come la’, anche qui l’intervallo segna un cambio brusco, forse non di trama, non del tutto, ma sicuramente di velocita’. Dopo opportuna tirata nubian-fallocentrica.

Sorprendono gli scarsi entusiasmi intorno a questo film, e’ una estremizzazione di tutto quel che si conosceva gia’ di sto matto. Grand guignol, dialoghi e monologhi, molta tensione e niente azione (primo tempo), sempre tensione ma scaricata con piu’ “azione” (secondo tempo). Un paio di doppiaggi discutibili, come spesso capita.E poi politica a manetta, razzismo a pioggia e lo scemo del villaggio che non manca mai.

Bello. E con ‘sta storia del Panavision e’ anche vero che nello schermo ci sta un sacco di roba. (anche questa l’ho letta).

Django Unchained

Posted in cinema by maurozz on settembre 29, 2013

Che poi, dopo aver visto Django unchained, benedici il fatto che esista il porto d’armi.

E poi cerchi la colonna sonora.

Carnage

Posted in cinema by maurozz on ottobre 6, 2011

Per certi versi mi ha ricordato i 3 uomini con la barca … la bibbia della vita mediocre che abbiamo tutti, anche quelli (i quali) che pensano di non averla.

Qualche dubbio sui tempi di innesco del parapiglia degenerativo ne fa un film molto bello ma non “da buttarsi per terra”. Di cui rimane molto fissata la sostanza, la paura e la mediocrita’ urlata.

Meno il trascinamento da commedia sugli orrori quotidiani.

E poi le due ragazze sono #figherrime.

Tarantino, scopritore di geniali acque calde, svetta su tutti. Ancora una volta.

Tagged with: ,

Frozen River

Posted in cinema by maurozz on settembre 29, 2009

frozen_river

Vincitore del Sundance Festival del 2008, dove un concitato e ovviamente fuori dalle righe Quentin lo annuncia, con una tagline banale e indovinata (Desperation knows no borders), questo DVD mi si e’ palesato in qualche scaffale poco frequentato di non so quale bene supermercato.

Non rinuncia al lieto fine, e questo forse e’ un male.

Perche’ la storia e’ proprio cupa e disperata e narra di una Melissa Leo che da povera madre di famiglia, naturalmente abbandonata dal marito giocherellone, coltiva i due bimbi come puo’, cerca di lavorare di piu’ sputtanando anche la collega ritardataria e lentamente, per sbarcare, si avvia alla delinquenza sottoforma di import di clandestini.

Storia di frontiera, quella USA-Canada, e di una terra di mezzo che poi e’ una riserva Mohawk, con le sue credenze, la sua personalizzata visione della giustizia, sempre in bilico tra succube accettazione e furba ribellione, e i suo circle tribali. Non mancano: il poliziotto tutto di un pezzo fanatico dei fanalini in perfetto funzionamento … e quello baffuto, pacioccone e comprensivo.

Poverta’ distribuita, mai urlata e sempre presente, accanimento terapeutico per mantenere una certa dignita’ e voglia di riscatto rassegnata.

Non ricordo una sola scena girata in una giornata con il sole pieno … potrei sbagliarmi.