La Linea dell'Inutile

Estate sul caicco – Gaby Hauptmann

Posted in libri by maurozz on settembre 1, 2011

Girate alla larga !!!! Pessimo tentativo di noiretto estivo da parte della scrittrice tedesca, piu’ “nota” per le sue descrizioni ironiche del maschio medio.

Traduzione ridicola con pounti esclamativi a ogni frase … se traduci in italiano traduci in italiano !!!

Una palla clamorosa.

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Assassinio di lunedi – Dan Turell

Posted in libri by maurozz on luglio 18, 2011

30 anni fa circa, questo tizio scriveva questo noir. Ben prima di Stieg Larsson che pure ho letto con immonda ingordigia. 30 anni fa circa, questo era danese, quindi scandinavo. 30 anni fa questo inzeppava di umorismo “fuori luogo” un noiretto metropolitano, con inflessioni nell’animo umano, ma senza esagerare.

Esagerando potrei dire che 30 anni fa questo scriveva avendo letto qualcosa di JP Manchette. Invece probabilmente scrissero contemporaneamente.

Perdas de Fogu – Mama Sabot

Posted in libri by maurozz on giugno 28, 2011

Tra i non meglio meno riusciti del collettivo (e di Massimo Carlotto) … sarebbe un buon (buonissimo ?) documentario ma non un noir mediterraneo, come invece ama definirisi.

Anche se …

“… ma arriva un momento in cui bisogna assumersi le proprie responsabilità”.

“Belle parole. Peccato che non abbiano alcun senso”

Sezione suicidi – Antonin Varenne

Posted in libri by maurozz on giugno 6, 2011

Ci ho messo un po’ a riprendermi da questo libro. Di noir ne ho letti parecchi e ancora ne leggero’ perche’ e’ il genere che preferisco.

Ci sono tanti sottogeneri del noir,  che si accomunano nel fatto che i buoni non sono solo buoni. E qualche volta i cattivi non sono solo cattivi.

C’e’ JP Manchette, che rimane inarrivabile per ferocia dell’introspezione, e anche perche’ lo leggi in un paio d’ore.

Poi ci sono quelli come questo Antonin Varenne (filosofo di mestiere), che scrive di un buono che mette talmente a disagio che quasi quasi tieni per i cattivi. Il pappagallo enigmatico e rompicoglioni, la madre zoccola e la solitudine delle 4 di mattina, l’ufficio nascosto e la Parigi che fa noir a se’.

Alla fine il buono implode ? E il tonto ? Si sveglia ? E i cattivi ?

Imperdibile, poca violenza esplicita e un lavoro infinito dentro la testa del tenente. Crampi allo stomaco di disagio.

Fred Vargas

Posted in libri by maurozz on aprile 9, 2011

Io a questa qui la volevo mettere alla prova da un po’. Perche’ quelli famosi e bravi mi stanno antipatici, perche’ sono invidioso.

Allora ho compato uno dei suoi polizieschi intellettuali. L’ho spostato per casa almeno 7-8 mesi.

Poi l’ho letto e mi e’ piaciuto. Il commissario con le paturnie mi e’ piaciuto. L’ambientazione mi e’ piaciuta. La storia mi e’ piaciuta. L’assassino, che l’hanno scoperto mi e’ piaciuto. Le vittime mi sono piaciute.

Che palle, adesso ne dovro’ comprare ancora.

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La bellezza e’ un malinteso

Posted in arte, libri by maurozz on dicembre 11, 2010

Lo sfintere ...

E’ il libro del Socio, trasferito nelle vesti dark-emo della giovane disadattata.

Una bella malinconia, che aiuta a dimenticare la tua oppure te la fa venire se sei astemio. Gli anni che passano, il posto dell’amore (cazzo, di una moglie addirittura !) che diventa sempre piu’ grande. Fino a che ti interessa piu’ della tua vita.

Corroborante o mainstream ?

Piccolo indizio … e’ l’ultimo con il Socio ? … solo perche’  lo impallinano ?

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La ragazza che giocava con il fuoco

Posted in cinema, libri by maurozz on ottobre 2, 2009

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Erika e’ rimasta bruttarella, smorfiosetta e saccentona. Mikael e’ rimasto grassottello, butterato e con lo spazio tra gli occhi piu’ piccolo del mondo. Lisbeth e’ cambiata.

Abbandonati i toni punk piu’ duri nell’abbigliamento, pare avere interiorizzato quella cattiveria e, a fronte della bella frangetta, Lisbeth si e’ incazzata.

Il film numero 2 della serie abbandona decisamente i toni aperti, da paesaggio nordico, del film numero 1 per avvicinarsi a inquadrature e ritmi noir su trama quasi classica da giallo metropolitano.

Peccato per un paio di cose:

  • il cattivone Zala assomiglia vagamente a Massimo Boldi, ma basta anche quel poco per renderlo un po’ meno credibile;
  • la “resurrezione” di Lisbeth vista su  schermo e’ davvero poco credibile.

Il libro numero 2 e’ stato decisamente il migliore della triade, il film numero 2 e’ stato molto bello ma piu’ “standard” del film numero 1 … che se non avesse smielato troppo alla fine avrebbe vinto sul filo di lana.

In generale, a mente fredda, Stieg Larsson scriveva bene, per farsi leggere veloce e con uno stile tutto sommato classico.

Dimenticato: la scena saffica di Lisbeth e Miriam ha scatenato la parte femminile della coppia che avevo di fianco … “che schifo, che schifo” mugolava lei. La scena, invero, e’ piuttosto casta.

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Maldivian lectures

Posted in libri, viaggi by maurozz on maggio 2, 2009

Cioe’: i librotti che mi hanno condotto per le due settimane di tragicomica vacanza maldiviana.

Reuccio della situazione: Che ne e’ stato di te Buzz Aldrin ? di Johan Harstad.

Piccolo grande libro, che ho trovato da Hoepli autografato dall’autore. Bella storia di vinti dalla vita che non si arrendono, o meglio: che si arrendono ma ripartono, non che poi arrivino. Commovente a tratti, grottesco altrove, all in all molto divertente, anche se l’argomento e’ bello pesante.
Riassunto: prima o poi la devi piantare di fuggire da tutto e tutti e tentare di trovare una situazione dalla quale non tenterai piu’ di scappare semplicemente perche’ ti ci troverai bene.
Caldamente consigliato ai duri di cuore, ai facinorosi sociali, a quelli che gli altri non servono a niente, a quelli che sto bene da solo e chissenefrega del resto.
E agli amanti della letteratura nordica, qui ben temperata da un certo spirito latineggiante.
Matti o presunti tali che si ingegnano a nuova vita aiutati da un medico psichiatra ex alcolizzato, non so come si potrebbe far di meglio.
E sullo sfondo, sempre, Buzz Aldrin, il secondo uomo a calpestare il suolo lunare.

James Crumley invece scrive, scriveva perche’ e’ recentemente passato a miglior vita, roba che scotta, si direbbe hard-boiled in gergo. “Il caso sbagliato” e’ una di quelle storie un po’ sudate, un po’ lente, un po’ Texas sudista, che quasi pare di leggere un Lansdale al rallentatore. Come spesso capita leggo la data di prima pubblicazione solo dopo aver letto il libro: 1975. E capisco da dove arriva una certa letteratura di Lansdale.

Giancarlo de Cataldo e’ noto per la strapaesana saga di “Romanzo criminale“, di cui ho molto apprezzato la trasposizione cinematografica prima e quella televisiva poi. Ma che non ho mai letto, vittima del mio solito conformismo anticonformista. Ragion_per_cui questo “Il padre e lo straniero“, che ho presuntuosamente subito collocato tra le opere minori del Gianca, l’ho preso d’impulso. Bellissima storia srotolata quasi sottovoce, nonostante la violenza profusa a pieni gomiti. Storia di diversi, di handicap e di immigrazione, di amicizia ed emarginazione. Una piccola lezioncina per gli obesi da xenofobia.

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