La Linea dell'Inutile

Oca in onto by Nicola Cavallaro

Posted in food by maurozz on ottobre 11, 2011

Serata in scia all’esperienza fatta al Taste of Milano 2011: casino casino casino in sala, piena piena piena in verita’. Tempi complessi per la troupe di sala.

Troppe macchine fotografiche per sembrare una cena vera. Tutti conoscono tutti e io non conosco un cazzo di nessuno (amen).

Buoni i piattonzi, sopra a tutti il motivo della serata che poi sarebbe il titolo del post.

A pian terreno staziona appartata una coppia di ferro del fooddsimo bloggaro, illuminato e 2.0, mi avvicino e li tocco (non in parti intime) … sono veri.

Mi premeva l’impasto della pizza, e c’e’ motivo per farselo premere … anche se un pizzico di zenzero in piu’ dentro l’oca non avrebbe sfigurato.

Inutilissimo il Taurasi a corredo, da noi appositamente scelto con aria snob rispetto a quanto istruito nella pratica.

Taste of Milano 2011 – con le parole

Posted in food by maurozz on settembre 22, 2011

“Gradite dell’acqua ?”

“Piu’ di quella che viene giu’ da sola ?”

Se ne va con una faccia che nasconde con fatica la smorfia e un vaffa comunque ben chiaro. Non e’ possibile, non riesco proprio a essere simpatico, neanche quando voglio. Cosi’ e’ andata allo stand Sanpellegrino mentre si tentava una seduta a scrocco per sgranocchiare la Koppa di Knam (al finocchietto, caramellata e con altre due righe di descrizione … buona senza sfracelli) e il dolce di Knam (tris di cioccolato buono, classicheggiante crucco) sotto un po’ di pioggia ma neanche tanta. (more…)

Ancora su Nicola Cavallaro (via Thebigfood)

Posted in food by maurozz on gennaio 29, 2011

Uno che leggo spesso …

Ristorante Al San Cristoforo di Nicola Cavallaro Via Lodovico Il Moro 11, Milano – Tel: 02/89126060 Tutti ne parlano; i peana in suo favore vengono intonati da più parti; i fan non si capacitano del fatto che la Michelin continui a negargli l’assegnazione della prima stella. Negli ultimi tempi, Al San Cristoforo di Nicola Cavallaro, è uno tra i ristoranti più discussi (in positivo) di Milano. Anche noi abbiamo avuto il piacere di provare la cucina dello chef veneto, ormai meneghino d’adozione. … Read More

via Thebigfood

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Sempione 42

Posted in food by maurozz on dicembre 13, 2010

Una food farm (NON e' quella di Sempione 42 !!)

Arrivo eruttando gas, che non e’ cosa buona e giusta, ma la guida spericolosa della cavaliera di serata quella e’. Cedo il mio doppio pastrano pregando che non se ne sia accorto nessuno, mi si mostra indifferenza e apprezzo. Un servizio che abbiamo messo a dura prova anche dopo, facendo un casino fuori luogo, si confermera’ buono senza inutili stucchi veneziani.

E mi siedo. Bello arioso lo spazio, alla sinistra del quale pare lo chef intento a cazzeggiare rilassato (non ozioso) dietro un Mac-qualcosa, sponda laptop. Di lui (*) so solo che ha una faccia simpatica e che ogni tanto gigioneggia con Cavallaro su facebook. Piu’ tardi spadellera’. Due schermi rimandano foto b/n di zone milanesi in loop eterno, son qui ancora adesso che cerco di capire se mi sian piaciuti (gli schermi), le foto b/n sono sempre affascinanti. Nascoste dalle scalette le insegne (e/o gli articoli) delle guide, e quelle/quelli non mi piacciono. A destra la food farm, in parziale trasparenza. Mezza luce.

Belli i bicchieri dell’acqua e attraenti gli stuzzichini gia’ in tavola, con un accenno d’infatuazione per il parmigiano.

NON e' un bicchiere di Sempione 42

Si partisse dal dessert sarebbe una brutta partenza, perche’ l’ottima e amara salsa al caffe’ non riesce a convivere con il dolce (troppo) della meringa. Poi c’era anche la mousse di marroni, ma s’e’ confusa nella lotta meringa-caffe’.

Si parte invece dal welcome di cucina, flan di parmigiano e pere … ottimo, come quelle donne (o uomini) capaci di accendere fuochi senza saturare i sensi, e le curiosita’.

Gira la lista e si sceglie una Ribolla Il Carpino, del 2007. Non deludera’ la Ribolla (anche se meno “cattiva” di una recente sorella slovena by Nando), e fara’ sorridere la presenza di uno strano brand di acqua: Perier. (more…)

Nicola

Posted in food by maurozz on agosto 23, 2010

Di professione chef. Che sa anche rischiare.

Certo non tanto quanto quanto noi cinque deficienti che ___tutti___ abbiamo confuso Ripa di Porta Ticinese con via Lodovico il Moro (tutto a Milano naturalmente). Tronfi di aver parcheggiato comodi in piena zona navigli ce la scarpiniamo per 2.3 km (ci tengo alla precisione in questo caso) fino al ristorante che, paziente, ci aspetta per una mezz’ora abbondante. Amen, dopo una stretta di mano del padrone di casa. Ci vorrebbe anche una doccia nonostante la fresca estate lombarda, ma tant’e’.

Entree fredde degne di nota per via di un tondo, piccolo e piccante peperone ripieno di crema eterea di formaggio. Al tavolo qualche piccola stoviglia plasticosa, scelta davvero “curiosa”.

Omaggio caldo dalla cucina che costituisce il primo azzardo, non svelabile. E comunque la gelatina e’ un composto spesso inutile.

C’e’ del verde alle pareti e del marrone per terra, una musica rivedibile in background e suppellettili spigolate marroni anche loro. L’insieme e’ armonioso anche se gli esteti veri tra di noi passano da un esagerato “skifo totale” a uno stolto “non me ne frega niente tanto se mangio bene non mi accorgo dell’ambiente”. La questione e’ annosa: utile discutere con simili teste ? … creo seduta stante una nuova linea di pensiero: “va bene cosi’ anche se”. 3 a 2 per me alla fine, se non erro.

Vado sicuro per la degustazione mediana e nell’attesa apprezzo (senza sbavare) pani e (sbavando un po’) taralli.

Grande ricerca di delicatezza in tutto, a volte sposata con rischio allo stato puro (zuppa fredda di pomodori verdi e soprattutto altro), a volte con tradizione inattesa (sarde in saor).

Servizio rigoroso, brioso e curioso, comunque mai noioso anche se brutalmente messo alla prova da: “vorremmo un calice da abbinare a ogni piatto, si puo’ fare ? “Certo ! (omissis: poco importa che abbiate preso ognuno cose diverse, mi piacciono le sfide SGRUNT !)

Calice che mi concedo molto volentieri su uno chablis innominato, ma di chiara e meritata fama.

Piccola pasticceria finale tranquilla e gradevole, con una rischiosissima e molto apprezzata caramella all’olio d’oliva.

Dibattito tra attesa conto e taxi (per tornare alla macchina, sob), solita birra artigianale chiesta dal solito sborone … e’ meglio qui o alla Cuccagna ? (???) … per me e’ molto meglio Zazza (!!!!!!) … si vira sull’unica eventualmente utile domanda. Torneremmo ? Io si, anche se il conto e’ il giusto saporito per livello e posizione.

In taxi la splendida biondina, piu’ straripante del solito, mi fa notare una “piccolezza” … “certo che una visita al tavolo ce la poteva anche fare”. Concordo, ma senza malanimo.

Di professione chef, di cognome Cavallaro.