La Linea dell'Inutile

Testina – Milano

Posted in food by maurozz on ottobre 8, 2016

La torta fatta in casa, croce e delizia del vorrei ma non posso.

Che poi non e’ mica cosi’ difficile no ? E’ solo un pranzo di lavoro, nessuna pretesa gourmet o che.

Pero’ … ecco, se fai cosi’ te le tiri addosso.

Perche’ se la torta della nonna fatta in casa (“che mi e’ rimasta solo l’ultima fetta”) e’ una Bindi o simile, e me lo sottolinei anche che e’ fatta in casa …

E niente, cosi’ mi motivi proprio capisci ?

E allora via la pasta al tonno tristemente scotta che si capisce anche a vederla passare. Non serve mangiarla, e in ogni caso l’abbiamo mangiata. Caz.. era proprio scotta.

La costoletta alla Milanese, quella tradizionale, quella mitica di Milano, anche se nella sua versione sottiletta … vedi come sei ? si puo’ fare un disastro con la costoletta, tanto nella versione alta quanto in quella sottiletta. Invece la tua stava insieme, andava bene, considerato il contesto.

Ma perche’ mi devi prendere per i fondelli con la torta fatta in casa ? Daiiiiii !!

Testina, sei davvero evitabile ma se capito li’, in un rarissimo momento di calo di zuccheri, magari in compagia di un diabetico in quasi crisi ipoglicemica, dopo un lungo peregrinare cittadino in pieno luglio … e muoio di fame …

… ecco allora magari una fetta di torta della Bindi la prendo volentieri.

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Spazio – Milano

Posted in food by maurozz on aprile 20, 2016

Molte luci e poche ombre.

Ma solo in senso letterale. Mentre in quello cucinifero …. Visitato in pieno Fuori Salone, pirla io come al solito a non rifletterci, fatichiamo a raggiungere il terzo piano (non il 72esimo, il terzo) causa concomitanza “inaugurazione” di noto marchio dell’arredamento plasticoso. Per poi fiondarci prima in bagno, nel senso che sbagliamo direzione, e poi finalmente nello Spazio, non brutto, solo un po’ cosi’, molto “milanese”.

Ma la lista non delude, e nemmeno il rabarbaro caramellato di benvenuto. Cosi’ pure il brodo vegetale. Buona idea per lavarsi prima di mangiare.

E a dirla tutta anche la zuppa di pecorino non sarebbe male, pero’ perche’ non osare con la menta ? due foglie di quasi inutilita’ quando il sapido che incontra il balsamico e’ cosi’ un bel momento ?

Allora via alle tagliatelle con Parmigiano, pepe, limone e menta. Sono in un momento molto formaggioso e quindi mi va bene quasi tutto e quasi sempre quando c’e’ un formaggio. Quasi. Un allegro limone bilanciato non riesce, povera stella, a mitigare un parmigiano esagerato. Di quelli che dopo un po’ ti lega la gola. Complice, e’ vero, una porzione generosa. Ah, c’era la menta ?

Allora la seppia, dai … sulla seppia arrosto con estratto di seppia cosa potrai mai dire ?

Niente. Appunto. Poca personalita’, pochissima.

Chiude il cremoso di mandorle, gel di limone e frolla integrale salata, e chiude con gentilezza.

 

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Trippa – Milano

Posted in food by maurozz on dicembre 8, 2015

Su le mani ! Chi pensava che si puo’ tranquillamente mangiare con assennato gusto a Milano con 50 euro vino incluso alzi pure la mano. E pure in zona movidosa.

Funziona cosi’ invece da Trippa in quell’angolo di Porta Romana che si e’ riempito di ogni sorta di locale piu’ o meno sensato.

Messo in lista dopo una lettura da qualche parte che non ricordo, ci sono finalmente andato e, s-centrato tiramisu a parte, ho mangiato bene.

Antipasto di asinella in tartare ben equilibrata e servita alla temperatura giusta, che pare ovvio ma no, non lo e’.

E poi, poco incline ai secondi, ho scelto un doppio primo. Una sapida zuppa di cannellini e cavolo nero casalinga il giusto.

E soprattutto una pasta limone candito, guanciale e cime di rapa; a parte la mia perversione per il minuto in meno di cottura, l’inatteso effetto del limone candito fa girare il piatto su un piano diverso dalla semplice somma dei suoi ingredienti.

Su tutto un Pignatello di Barraco, che tanto io i vini rossi non li capisco. Anche se, ciucciato un po’ in bocca, questo si lascia andare a qualcosa di selvaggio piuttosto affascinante. O semplicemente giovane.

Gia’ detto del tiramisu s-centrato (poca materia liquida) non resta che riguardare lo scontrino: 50 euro a testa. Vedi tu.

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Contraste – Milano

Posted in food by maurozz on novembre 9, 2015

stolen @ Agrodolce.it

La cosa più bella di Contraste è il lampadario rivestito a un kitchissimo rosso. Anzi: i lampadari.
La cosa più brutta di Contraste è la nuvola azzurrognola sul tavolo. Anzi: le nuvole.
E Contraste è un ristorante, anzi il ristorante, di Matias Perdomo & friends. Non bastasse lo sguardo fisso e ammonitore della sfinge all’ingresso, ci pensano pure quegli altri dettagli a disorientare, anche se in precisa salsa bauscia meneghina. Quindi non troppo, che il troppo stroppia.
L’ingresso è di un modesto quasi mesto, con una singola lampadina una piccola targhetta sul cancello pedonale. Vien voglia che ci sia la nebbia per vedere l’effetto che fa. (more…)

Yuzu – Milano

Posted in food by maurozz on ottobre 3, 2015
stolen @ Wikipedia

stolen @ Wikipedia

Il “giapponese più buono del mondo” non è Yuzu. Mi aveva attratto con la frase altisonante il fu oggetto del mio desiderio, “fu” da tempo talmente immemore che ormai …

Ma ci sono andato, e quindi è un po’ colpa mia, non sua, arzilla adolescente 40enne inutilmente entusiasta come solo qualche creativo milanese può essere.

Yuzu è per l’appunto un posto che più milanese non c’è – e quindi un probabile investimento azzeccatissimo – su un filone giappo che tira parecchio, sulla scorta di un paio di nomi di altro pianeta (lo stellato Iyo su tutti).

Se poi aggiungi la spesa sugli 80 euro non ci torni, oppure si ma solo per lo spuntino pre-cena, ma a un pre-cena a un giappo ? Non tutto da buttare comunque: il ceviche più che discreto con il solo pol(i)po da addentare e riaddentare e riaddentare … senza che la gommosità’ cenni a diminuire. E poi va bene essere un piatto freddo, ma non essere un piatto gelido, altrimenti quel pol(i)po lo si deve proprio sparare, come il maiale.

Quel che invece non torna è un sapore sottotraccia, lievemente dolciastro e troppo ricorrente che rende le portate addirittura simili tra loro, e una mancanza di sapidità da materia prima che testardamente mi rifiuto di correggere con la soia. Che con la soia sarebbe saporito anche il cartone.

E’ vero, alcune salsine sono belle e buone ma non basta, spiacente.

Quindi: monotonia sopravvalutata e modaiola (di ritorno) unita a una carta vini di scarso coraggio. E per fortuna ho saltato il dolce e l’ignobile vin-liquorino finale.

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Filippo La Mantia – Milano

Posted in food by maurozz on giugno 27, 2015

Prima di capire che il ristorante di Filippo La Mantia a Milano si chiamasse proprio come il cuoco ci ho messo un po’; storture da web-economy che ormai ci portano a pensare che un cuoco possa o debba avere anche un ricchissimo angolo web personale.
Scoperto l’arcano, e passato il nodo alla gola per doversi recare in un luogo che già fu moda prima che cibo (il tristo Gold di D&G), cerco e trovo un menu pretenziosetto nei termini, ma meno nel contenuto. Con in bella mostra lo statement della casa: “qui non si cucina con cipolla e aglio”.
Con il senno di poi un peccato, perché’ la mente si sarebbe un bel po’ arrovellata sul cercar di capire cosa mancasse in certi condimenti, o cosa permettesse alle assenze di lasciare in libera uscita altri sapori, più delicati e di solito sbattuti in secondo piano dai prediletti della nonna. (more…)

Ristorante Berton – Milano

Posted in food by maurozz on settembre 26, 2014

vacca piccolaTre ore dopo essermi seduto mi alzo, un po’ stanco ma con la tracotante esclamazione che di solito accompagna le cene soddisfacenti: “si però adesso andiamo che mi sono rotto il …”

Maître e cameriere sorridono, chissà se avranno sentito o se solo per mestiere. Maître che assomiglia a qualcuno e cameriere ben bravo al quale consiglierei solo un lieve rallentamento nell’esposizione dei piatti.

Il nuovo Ristorante Berton, che il precedente era al Trussardi in ambiente tanto glaciale quanto respingente, è più alla mano, elegante anche qui nella location di Porta Nuova, ma più discreto e nelle tonalità che fanno appunto eleganza senza impegno (in gergo “topone”, in italiano marrone tortora). Tavoli distanziati e un po’ di rumore quando è a tutto vapore. Toilette molto bella.
E anche qui funziona meglio se prendi il menu degustazione, disponibile anche nella versione “in brodo”, che comunque non è quello della nonna. (more…)

Innocenti Evasioni – Milano

Posted in food by maurozz on agosto 1, 2014

Non mi e’ piaciuto, e non capisco perche’.

Quindi non scrivo nulla, a parte che le acciughe non erano male.

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Princi (Pepe) – Milano

Posted in food by maurozz on maggio 22, 2014

WP_20140521_21_54_24_ProMa dai ok, c’erano le telecamere vero ?? era una candid-camera ? uno scherzone dei miei amici, su cui ho un po’ insistito per provare questa pizza cosi’ bistrattata. E’ cosi’ dai, lo dite, lo scherzo e’ finito e tutti a casa. Poi si torna per provare quella vera.

E invece mi sa di no, mi sa che la pizza e’ proprio cosi’, gommosetta, umidiccia, anzi proprio irrorata di umidita’.

Lo spicchio che non sta dritto non si puo’ proprio vedere in una pizza curata da 14 euro, e se si puo’ vedere non vengo certo qui a vederlo, e non a 14 euro.

Ci pensa il tiramisu a non farmi ammosciare troppo ma per forza di cose mi trovo a pensare a Dry, e a pensare cosa puo’ mai succedere in 500 metri scarsi a un’idea di pizza.

E bene han fatto a regalare i campioncini in foto prima di entrare 🙂

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Ristorante Daniel – Milano

Posted in food by maurozz on dicembre 26, 2013

DANIEL_CANZIANColin Farrell. Di certo non a quello dei Pooh. Comunque a qualcuno assomiglia questo Daniel Canzian. Secondo me e’ Colin Farrell. E poi perche’ deve comunque esserci un #pirla al tavolo che dice la cosa piu’ ovvia e inutile (quella dei Pooh) anche se tutti sanno che e’ ovvia e lui sa che tutti sanno che e’ ovvia ?

Con Colin Farrell ho appena visto “Sette psicopatici” e quindi secondo me lui assomiglia a Colin Farrell, peraltro l’unico non psicopatico del film.

Il sito, ecco, il sito web pare invece essere opera di uno psicopatico moderato, che abbia concluso l’opera prima di cominciarla, incapace di rimandare in un sito web una filosofia di cucina di non facile lettura. Che di primo acchito lascia un po’ li’.

Il sottotitolo di “Cucina Italiana Contemporanea” non giova, spostando le aspettative la’ dove in realta’ non servirebbe, e predispondendo a una mezza delusione quando non sembra essere il caso. Non allarmino i cromatismi del sito stesso, che sul posto risultano meno spigolosi e invadenti e che, insieme a spaziature dei tavoli importanti, permettono cene tranquille e piu’ o meno a prova di urlatori di professione. O cafoni. (more…)