La Linea dell'Inutile

La #passione secondo San Matteo

Posted in viaggi by maurozz on settembre 30, 2012

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Maldivian lectures

Posted in libri, viaggi by maurozz on maggio 2, 2009

Cioe’: i librotti che mi hanno condotto per le due settimane di tragicomica vacanza maldiviana.

Reuccio della situazione: Che ne e’ stato di te Buzz Aldrin ? di Johan Harstad.

Piccolo grande libro, che ho trovato da Hoepli autografato dall’autore. Bella storia di vinti dalla vita che non si arrendono, o meglio: che si arrendono ma ripartono, non che poi arrivino. Commovente a tratti, grottesco altrove, all in all molto divertente, anche se l’argomento e’ bello pesante.
Riassunto: prima o poi la devi piantare di fuggire da tutto e tutti e tentare di trovare una situazione dalla quale non tenterai piu’ di scappare semplicemente perche’ ti ci troverai bene.
Caldamente consigliato ai duri di cuore, ai facinorosi sociali, a quelli che gli altri non servono a niente, a quelli che sto bene da solo e chissenefrega del resto.
E agli amanti della letteratura nordica, qui ben temperata da un certo spirito latineggiante.
Matti o presunti tali che si ingegnano a nuova vita aiutati da un medico psichiatra ex alcolizzato, non so come si potrebbe far di meglio.
E sullo sfondo, sempre, Buzz Aldrin, il secondo uomo a calpestare il suolo lunare.

James Crumley invece scrive, scriveva perche’ e’ recentemente passato a miglior vita, roba che scotta, si direbbe hard-boiled in gergo. “Il caso sbagliato” e’ una di quelle storie un po’ sudate, un po’ lente, un po’ Texas sudista, che quasi pare di leggere un Lansdale al rallentatore. Come spesso capita leggo la data di prima pubblicazione solo dopo aver letto il libro: 1975. E capisco da dove arriva una certa letteratura di Lansdale.

Giancarlo de Cataldo e’ noto per la strapaesana saga di “Romanzo criminale“, di cui ho molto apprezzato la trasposizione cinematografica prima e quella televisiva poi. Ma che non ho mai letto, vittima del mio solito conformismo anticonformista. Ragion_per_cui questo “Il padre e lo straniero“, che ho presuntuosamente subito collocato tra le opere minori del Gianca, l’ho preso d’impulso. Bellissima storia srotolata quasi sottovoce, nonostante la violenza profusa a pieni gomiti. Storia di diversi, di handicap e di immigrazione, di amicizia ed emarginazione. Una piccola lezioncina per gli obesi da xenofobia.

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Enigma Handhufushi

Posted in viaggi by maurozz on aprile 18, 2009
Nessy, la tartaruga Ninja di Handhufushi

Nessy, la tartaruga Ninja di Handhufushi

(Tutte le foto del B side di Handhufushi pubblicate now su photobucket.)

L´enigma comincia ben prima della partenza per la solita vacanza maldiviana di primavera (non che ce ne sia poi una agostana, giusto per chiarire), allorquando il tour operator (TUI, Germania) ci informa che la prenotata Huvandhumaafushi non sara´ disponibile causa prolungamento dei lavori di approntamento. Veniamo dirottati su Handhufushi, e gigionando sul web trovo questo articolo che parla di uno sciopero (alle Maldive ?) dei lavoratori contro il management dell´isola per mancati pagamenti dello stipendio.

Uno sciopero ? alle Maldive ?!!!?? Permango in stato dubitativo per qualche giorno e poi mi dimentico del tutto, sereno al fatto che l´articolo data ormai gennaio 2009.

Viaggio

Gia’ quello, con il senno di dopo, e’ tutto un programma … dopo le solite 9/10 ore di volo dall’Europa qui trattasi di prendere un volo interno di circa 90 minuti, e non sul caratteristico e godereccio idrovolante. Nella baraonda all’uscita degli arrivi all’aeroporto di Male’, il riferimento del tour operator (ripeto: TUI, Germania) mostra di non sapere che pesci pigliare, inviandoci 2-3 volte ai banchi sbagliati. Un maldiviano sveglio ci vede (viceversa) un po’ intontiti e ci indica la via. Tempo di attesa del volo interno: 3 ore, approfittiamo per un club sandwich con patatine fritte al bar dell’aeroporto (sono le 8 di mattina). Arriviamo finalmente a Gan, l’altro aeroporto, usciamo e saliamo su una macchina che ci porta al porto, da li’ mezz’ora di speedboat e arriviamo a destinazione. Va bene, lo so: i minatori di Marcinelle fanno una vita peggiore … pero’ mica pagano per farla.

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