La Linea dell'Inutile

Osteria del Pomiroeu – Seregno (MI)

Posted in food by maurozz on ottobre 20, 2014

WP_20131027_15_57_09_Pro (Medium)

Quel pezzo faceva cosi’: “La strada dalla Pennsylvania Station sembrava attraversasse il continente come se non tornasse più all’ indietro …”

E mi è tornato in mente mentre, guidando verso nord, raggiungevo il Pomiroeu a Seregno, e capannoni e fabbriche di lampadari e altro ancora mi scorrevano di fianco piuttosto tristi. Profonda Brianza. (more…)

Tagged with: , ,

La Braseria – Osio Sotto (BG)

Posted in food by maurozz on gennaio 18, 2013

Rimane nascosto in centro a Osio Sotto (BG) ma aggiunge un paio di camere, per i beoni immagino, perche’ non capisco chi possa voler soggiornare in questa periferia di Bergamo, che pur nel cuor mi sta.  Con la nebbia bella bassa acquista quel tocco li’ di fascino campagnolo e quindi si parcheggia facile.

All´ingresso rimane, oltre al campanello, la poltrona da barbiere del gia’  Civico 17 e immagino della gia’  Lucanda prima che facesse “carriera” trasferendosi al Devero Hotel di Cavenago Brianza. Che ebbi la fortuna e costanza di andare a sperimentare con perenne ricordo dei tortelli.

Ti apre lui dopo che hai suonato, lo chef patron Luca Brasi da Clusone, Valseriana, ti siedi e vedi la cucina, ma senti subito lo spiedone a legna, cioe’ lo senti anche se non ti siedi ma insomma vabbe’.

E’ cambiato tantissimo l’ambiente, dicono gli amici, mentre io dico nello stesso momento che non e’ cambiato affatto … mah, prima o poi mi devono spiegare se aver tolto le tovaglie equivale ad aver abbattuto 3-4 muri perche’ qui l’angolino di cortiletto interno si vede ancora, il muro con la cucina c’e’ ancora ma con un vetro e le tovaglie non ci sono piu’ in nome di una sobria eleganza, che si apprezza. (more…)

Osteria dell’Acquacheta – Montepulciano

Posted in food by maurozz on settembre 25, 2010

L’ Osteria dell’ Acquacheta e’ un posto che gia’ dal sito dice tutto, anzi’ e’ sufficiente la Sua foto; l’oste (che non e’ un uomo, e’ un’oste) ti attende sulla porta, ti caccia se non hai prenotato, ti guarda male se fai il fighetto e impersona il personaggio. Normalmente lo manderei a quel paese, lui, la sua parade di tic locali in proiezione business e il sito furbo, ma qualcosa di sinistro sembra averlo, quindi soprassiedo. E poi e’ il fido Bob che ci ha portati qui, di solito lui non sbaglia. Ha anche una bottiglia di Salco 2004, non paglia secca (non fatelo anche voi di portarvi il vino da casa, che il truculento oste potrebbe farvi a pezzi). Ma la kastigamatti teutonica apprezza l’atmosfera ventre a terra e gli americani USA king size con cui dividiamo (soccombendo) il tavolo sembrano a disneyland tanto si divertono.

Suggerisco di non scegliere la porta di ingresso piu’ bassa di Montepulciano per raggiungerla, pena una scarpinata memorabile.

La pasta e’ fresca (che il giorno dopo ne fanno di nuova al piano di sopra) e mi rendo conto, da padano ignorante,  di aver sempre intimamente coniugato anatra e porcini con la panna; qui invece il senso di pesantezza alla prima forchettata non esiste, il fungo sta li’ senza esagerare e l’assaggio diventa comune, svelto e ha l’effetto di un antipasto.

Ripassiamo la lezione durante la pausa pre-bisteccona, 2 chili in tre mi si dice essere la misura giusta. Arriva l’oste con la carne cruda, ce la sbatte sul tavolo e ci chiede (anche Foscolo faceva domande retoriche) se ci va bene.

(more…)

Civico 17 – Osio Sotto

Posted in food by maurozz on agosto 4, 2010

Il dramma di essere un dessert e’ che arrivi sempre per ultimo. Pance piene, mandiboloni stanchi, papille provate.

Indi percio’ … o sei proprio buono. O e’ davvero meglio che rimani in cucina. Perche’ potresti avere la pessima idea di far dimenticare …

Brutta vita quella del dessert … dalle tre stelle e mezzo mi abbassa a tre, sob.

Spiegata l’irritazione da fine cena, per un gelato Sammontana-like (copyright icona erotica in grandissimo spolvero) e una panna montata da bomboletta. Buone le fragole e il cioccolato di lacrima.

Il Caff dice di un gran futuro, sono assolutamente, completamente, supinamente d’accordo in parte.

Antipasto ineccepibile, con un crudo di storione bello e buono … tre grani tre di sale grosso l’avrei messo, ma comunque ci siamo. Splendida per vista e gusto la composizione di scampi e cappesante arrosto che l’icona erotica (gia’ detto in grandissimo spolvero ??)  e la moracciona fanno propria.

Il raviolo (o tortello, che non facciamo i fighetti) e’ un atto di coraggio visto che siamo nella casa del Brasi che del tortello e’ per me rimasto il re. I commensali lamentano un mandorlato dolce troppo presente, io invece stupisco un po’ per l’insistenza nella mancanza … di sprint salino. Ma la pasta e’ tosta.

Di buona routine i formaggi per chiudere l’ultimo spazio curioso.

Ci da’ il benvenuto un fragoroso temporale … e l’ambiente appare ben caldo, con ottimo angolo esterno su rudere e canne al vento.

Carta dei vini forse originale … essendo in stretto regime dietetico non mi permetto aspre critiche.

Ah, dimenticavo … che fretta abbiano nello svuotare la tavola non l’ho mica capito … un pizzico di studiata lentezza su un servizio gia’ buono, cortese ma non steccato, non guasterebbe.

Ciao Civico 17, lieto di averti dato i miei denari, invero neanche troppi.

Civico 17 – via Passione Gourmet

Posted in food by maurozz on luglio 30, 2010

Un post prima, vedremo poi stasera quando scrivere un post dopo 🙂

Civico 17 , Osio Sotto (BG) di Alberto Cauzzi Recensione ristorante. Piccoli Brasi crescono (ce lo auguriamo). Che bei ricordi la Lucanda di Osio Sotto. Cucina spumeggiante, intelligente ed elegante di un cuoco di cui si sente poco parlare, quel Luca Brasi che per me è sicuramente uno dei grandi talenti italiani. Qui, al civico 17 di Via Risorgimento, dopo il trasferimento della Lucanda al Devero Hotel in quel di Cavenago, hanno messo radici due giovani compagni, nella vita ed ai fornelli, c … Read More

via Passione Gourmet

La Lucanda

Posted in food by maurozz on agosto 26, 2009

Forse saranno stati i pantaloni a quasi zampa bianchi. O i sandali, rigorosamente Birkenstock e molto aperti, forse la solita incongrua, greve e tintinnante accozzaglia di catene, anelli e bracciali. Fatto sta che al Devero Hotel di Cavenago Brianza entro, con la simpatica (?) baldanza che sempre porto da casa, seguito, ma intellettualmente preceduto, dal maestro di vita. E fatto sta che in men che non si dica, nelle educate menti del personale, diventiamo una coppia di attempati frollocconi.

Il Devero Hotel e’ un blocco di cemento molto stylish (dentro) a mezzo sputacchio (piu’ cavalcavia) dal casello di Cavenago-Cambiago, sulla nostrana Route 66, la A4.

Il Devero Hotel ospita un ristorante che per anni ha rappresentato un tormentone, e che, per manifesta incapacita’ organizzativa e per certo timore reverenziale, non abbiamo mai visitato nella sua dimora storica in Osio Sotto, terra bergamasca.

Il ristorante si chiama La Lucanda.

(more…)