La Linea dell'Inutile

Enoteca dei Cento Barolo – Cologno Monzese

Posted in food by maurozz on marzo 22, 2014

Quindi cosa ci rimane di questo posto  figlio della fetta di periferia che lo ospita ? Un po’ di tristezza per l’occasione mancata, un giro di formaggi di tutto rispetto, una zuppa di finocchi gratinati allo zafferano troppo sapida (e con troppo zafferano).

Ma una carta dei vini molto voluminosa, da cui pompiamo fuori un Kante Chardonnay selezione 2000 (o era sauvignon ?) servito assai troppo caldo.

Pessima illuminazione e un oste da interpretare per non soccombere.

Si puo’ anche tornare, ma solo per salumi e formaggi.

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Antica Locanda del Falco

Posted in food by maurozz on marzo 23, 2010

(questo e’ un post a cui tengo molto perche’ e’ stata l’ultima avventuretta culinaria prima dell’avvento della solita “the thing”, che, tesoro lei, ha resettato le mie papille gustative, azzerato l’alcool ingerito e abituato al saporitissimo cibo ospedaliero :-); il post e’ datato perche’ scritto a ottobre 2009 e rileggendolo cambierei parecchie cose, ma lo lascio cosi’ com’era … ideale prosecuzione della giornata “frollocconi on the road“)

Antica, tradizionale, moderna … mi hanno un po’ rotto tutti codesti aggettivi a prefissare i nomi dei ristoranti. Tutti quanti sono antichi, storici … blablabla.

L’Antica Locanda (ecco, anche Locanda mi ha un po’ smonato) del Falco (Falco, no , Falco va bene) a Rivalta di Gazzola segue pedissequa la logica e si chiama appunto cosi’.

Si atteggia anche un po’ da ruffiana la Locanda del Falco, perche’  sita nel castelluccio restaurato dei colli piacentini  … e pur non raggiungendo le vette patino-turistiche del non lontano Grazzano Visconti  ne segue fedele le orme … tutto molto levigato, anche i sassi storti dei vialetti. Ma pur sempre storico … del 1400 se non erro. Nel parcheggio Maserati e altri macchinozzi di una terra che pare produca, lavori e consumi.

Fine del preludio altezzoso.

Il negozietto  che trovi appena entrato non puo’ non farti lacrimare, salumi appesi e tagliati in bella vista, formaggi puzzosi e a forti tinte gialle che le papille cominciano a emettere fluidi imbarazzanti. Troverai poi qui, tra mille bottiglie dai prezzi assurdi, uno degli ultimi Caroni 1982 full proof …  che acquisterai un po’ sospettoso, quasi lieto di farti fregare almeno 20 euri sui prezzi online. Che poi capirai che non e’ vero, perche’ il suddetto e’ praticamente esaurito, anche online. In ogni caso il Samaroli Demerara ti costerebbe 240 euri e non ti senti ancora pronto per una cifra del genere.

Il pane che trovi in tavola invece non e’ ruffiano, e’ pessimo. Ed e’ l’unica nota negativa della festa, i funghi fritti essendone l’unica anonima e inutile.

I salumi invece spaccano, la coppa su tutti, seguita da pancetta e salame, genere che per solito non amo. I sottoli sorpassano i salumi, e le zucchine battono la pancetta sul fil di lana. E’ un testa a testa anche fra le melanzane e la coppa, ma vince la piacentina, di misura. Li’ di fianco, serafici, i porcini freschi in insalata attendono l’ultimo giro per lanciare lo sprint.

Non resisti alla Fassona piemontese e il carpaccio con porcini freschi arriva a insatollarti in men che non si dica … dall’altra parte del tavolo un maialino da latte con una bella cera. Contorno inutile di funghi fritti, molto meglio le semplici patate al forno.

Al momento dei dolci il maestro di vita ne azzecca finalmente una e crede in un assaggio di tortelli di magro … WOW … doppio.

Poi arrivano i dolci veri … che ci spingono a meditare sulla eventuale quarta stella per questo posto che della tradizione rustica tenta di esaltare ovviamentre materie prime e qualche idea zuzzerellona: gelatina di agrumi con scaglie di cioccolato e tarte tatin di pere. Ma il pane ci tiene sulle 3 stelle e mezza.

Kante il pazzo ci accompagna indolente con una vitovska in solita bottiglia da litro a collo stretto. Ricarico molto basso, grande correttezza nell’avvisarci che il vino era da cantina e non da frigo (ricordate Le Fragole Rosse ?) e bella verticalita’ carsica … per 90 punti che Cellar Tracker registra appena rincasato.

Conto piu’ che giusto sui 60 euri.

Bg day 10 – domenicaaaaa e’ sempreee domeeeeenicaaaa

Posted in food, the thing by maurozz on novembre 1, 2009

In attesa di sapere a che ora magneticamente risuonero’ muovendomi (spero opportunamente sedato) mi godo una tarda e solitaria colazione, mentre l’autunno arriva e mi intinge in gola voglie di nebbiolina e osteria contadina … Fame ! … Ho ancora da qualche parte dentro di me il guizzo della coppa piacentina dall’ ultima cena in quel di Gazzola … Per non dire della vitovska di Kante !! Yummmmm !
Provo intanto ad aiutare la colored putzfrau con il suo telefonino, ma lo screen e’ scassato, gh’e n’e’ no de ball … My friend, better to get a new one, do not even try to repair it, i work in this business and I know how it works 😦
Piu’ facile con la signora volontaria dell’altra sera, tel nell’acqua …. Attenda fino a domani signora, poi lo rimonti, vedra’ che skeggia.

…. Scusate, arriva l’eco di bergamo gratuito, la domenica arriva prima … Corro a beccarmi la copia ….. Swooooosh…..

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La Lucanda

Posted in food by maurozz on agosto 26, 2009

Forse saranno stati i pantaloni a quasi zampa bianchi. O i sandali, rigorosamente Birkenstock e molto aperti, forse la solita incongrua, greve e tintinnante accozzaglia di catene, anelli e bracciali. Fatto sta che al Devero Hotel di Cavenago Brianza entro, con la simpatica (?) baldanza che sempre porto da casa, seguito, ma intellettualmente preceduto, dal maestro di vita. E fatto sta che in men che non si dica, nelle educate menti del personale, diventiamo una coppia di attempati frollocconi.

Il Devero Hotel e’ un blocco di cemento molto stylish (dentro) a mezzo sputacchio (piu’ cavalcavia) dal casello di Cavenago-Cambiago, sulla nostrana Route 66, la A4.

Il Devero Hotel ospita un ristorante che per anni ha rappresentato un tormentone, e che, per manifesta incapacita’ organizzativa e per certo timore reverenziale, non abbiamo mai visitato nella sua dimora storica in Osio Sotto, terra bergamasca.

Il ristorante si chiama La Lucanda.

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Audace Tergesteo

Posted in food by maurozz on febbraio 10, 2009

Il mondo non e’ piu’ quello di una volta, e le mezze stagioni nemmeno.

Adesso hanno anche aperto il Passante di Mestre … robb’ de matt ! E’ contronatura non rallentare, il cervello non ce la fa e comanda il piede … acceleratore, frizione, freno. Quattro frecce. Non sara’ piu’ cosi’ per milioni di draivers. Mi sono molto emozionato alla mia personale inaugurazione ieri.

E piove, a Trieste.

Fortuna che il Caffe’ Tergesteo (Kante e Zidarich in bella vista) e il Bar Audace ci ospitano per l’aperitivo; e che l’ormai trattoria di casa Ai Fiori sforni uno chardonnay in bottiglia da litri 1 di Kante.