La Linea dell'Inutile

Breve variazione su minchiatina giovanilistica – Quattordici gradi

Posted in food by maurozz on settembre 2, 2010

Non e’ chiarissimo il motivo per cui uno dovrebbe andare a Cernusco S/N (Milano), e pensare di bere un buon bicchiere in un posto affollato e musical-rumoroso stile New York anni 80. Ma la brutta e stramba (una volta era anche nebbiosa) periferia della grande mela qualche volta si lascia a queste sorprese.

Tutto merito del Walter, creatore di quell’esperienza smaccatamente lussuriosa e contadina che fu (siccome immobile …)  l’Alieno (ALImentari ENOteca) ormai chiuso da tempo e non ancora pianto abbastanza.

“Sex and the city” riportato a Cernusco fa sbellicare ma parcheggi subito ed e’ anche facile da trovare, sotto la torre colorata dell’hotel. No, non e’ quello con le palme illuminate, quella e’ la sala Bingo. E’ anche pieno di splendide donne e l’italiota medio non puo’ che bearsene. Se proprio proprio chiudi occhi, orecchie e naso la serata di fine agosto potrebbe sembrarti una roba da Maldivette in saldo, con il patio di legno sotto i piedi e le piante che chiudono il breve orizzonte.

Il Derthona Timorasso ti strappa via il naso e con muscolosa suadenza convince anche il resto, le bruschette semplici olio e sale ti ricordano che il Walter ne sa, e la coppa nostrana ti convince che ne sa davvero. Non amo il salame nostrano ma i commensali lo spariscono in tempo record.

Adesso, ancora, non posso scrivere dello Chablis perche’ dopo averlo snasato per una mezz’ora, con intima e dolorosa soddisfazione ho solo affondato il becco. E non ricordo l’etichetta. Pazzesco.

Riassumendo: aperitivo mandatorio ! sarei cauto sulla cena che non ho azzardato, ma che sara’ certo meglio del non distante centro commerciale.

PS: si narra di rum paradisiaci, non ne ho provati ma la fonte dell’informazione e’ (per solito) limpida … e il Walter, lui primo colpevole del mio amore per Caroni, anche su questo fronte non tradisce (per solito).

Antica Locanda del Falco

Posted in food by maurozz on marzo 23, 2010

(questo e’ un post a cui tengo molto perche’ e’ stata l’ultima avventuretta culinaria prima dell’avvento della solita “the thing”, che, tesoro lei, ha resettato le mie papille gustative, azzerato l’alcool ingerito e abituato al saporitissimo cibo ospedaliero :-); il post e’ datato perche’ scritto a ottobre 2009 e rileggendolo cambierei parecchie cose, ma lo lascio cosi’ com’era … ideale prosecuzione della giornata “frollocconi on the road“)

Antica, tradizionale, moderna … mi hanno un po’ rotto tutti codesti aggettivi a prefissare i nomi dei ristoranti. Tutti quanti sono antichi, storici … blablabla.

L’Antica Locanda (ecco, anche Locanda mi ha un po’ smonato) del Falco (Falco, no , Falco va bene) a Rivalta di Gazzola segue pedissequa la logica e si chiama appunto cosi’.

Si atteggia anche un po’ da ruffiana la Locanda del Falco, perche’  sita nel castelluccio restaurato dei colli piacentini  … e pur non raggiungendo le vette patino-turistiche del non lontano Grazzano Visconti  ne segue fedele le orme … tutto molto levigato, anche i sassi storti dei vialetti. Ma pur sempre storico … del 1400 se non erro. Nel parcheggio Maserati e altri macchinozzi di una terra che pare produca, lavori e consumi.

Fine del preludio altezzoso.

Il negozietto  che trovi appena entrato non puo’ non farti lacrimare, salumi appesi e tagliati in bella vista, formaggi puzzosi e a forti tinte gialle che le papille cominciano a emettere fluidi imbarazzanti. Troverai poi qui, tra mille bottiglie dai prezzi assurdi, uno degli ultimi Caroni 1982 full proof …  che acquisterai un po’ sospettoso, quasi lieto di farti fregare almeno 20 euri sui prezzi online. Che poi capirai che non e’ vero, perche’ il suddetto e’ praticamente esaurito, anche online. In ogni caso il Samaroli Demerara ti costerebbe 240 euri e non ti senti ancora pronto per una cifra del genere.

Il pane che trovi in tavola invece non e’ ruffiano, e’ pessimo. Ed e’ l’unica nota negativa della festa, i funghi fritti essendone l’unica anonima e inutile.

I salumi invece spaccano, la coppa su tutti, seguita da pancetta e salame, genere che per solito non amo. I sottoli sorpassano i salumi, e le zucchine battono la pancetta sul fil di lana. E’ un testa a testa anche fra le melanzane e la coppa, ma vince la piacentina, di misura. Li’ di fianco, serafici, i porcini freschi in insalata attendono l’ultimo giro per lanciare lo sprint.

Non resisti alla Fassona piemontese e il carpaccio con porcini freschi arriva a insatollarti in men che non si dica … dall’altra parte del tavolo un maialino da latte con una bella cera. Contorno inutile di funghi fritti, molto meglio le semplici patate al forno.

Al momento dei dolci il maestro di vita ne azzecca finalmente una e crede in un assaggio di tortelli di magro … WOW … doppio.

Poi arrivano i dolci veri … che ci spingono a meditare sulla eventuale quarta stella per questo posto che della tradizione rustica tenta di esaltare ovviamentre materie prime e qualche idea zuzzerellona: gelatina di agrumi con scaglie di cioccolato e tarte tatin di pere. Ma il pane ci tiene sulle 3 stelle e mezza.

Kante il pazzo ci accompagna indolente con una vitovska in solita bottiglia da litro a collo stretto. Ricarico molto basso, grande correttezza nell’avvisarci che il vino era da cantina e non da frigo (ricordate Le Fragole Rosse ?) e bella verticalita’ carsica … per 90 punti che Cellar Tracker registra appena rincasato.

Conto piu’ che giusto sui 60 euri.

Morto un Caroni …

Posted in food by maurozz on luglio 12, 2009

12072009289

se ne fa un altro.

Forse.

Tagged with: