La Linea dell'Inutile

Ristorante Macelleria Motta – Bellinzago Lombardo (MI), ancora

Posted in food by maurozz on giugno 3, 2014

Cia’ dai rivediamo un po’ la Macelleria Motta, basilica della carne, con i quarti (non credo siano davvero quarti ma sono ignorante) che ti danno il benvenuto nella cella refrigerata, pero’ a vista.

Ci sono gia’ stato un paio di volte notando in sostanza l’assenza della cucina. Non che non ci fosse, ma era tutto un punto di luce (abbagliante pure) verso la carne, meglio se poco trattata.

Ecco, adesso la cucina c’e’.

C’e’ perche’ un tipo che avevo gia’ visto, prima si e’ rifugiato sui monti, e poi se ne e’ tornato in zona milanese, portando con se’ il suo amuleto: il pino mugo. Ma non la sera in cui c’ero io ūüė¶

La sera che c’ero io c’era anche, oltre a diverse regalie di ingresso, un crudo di manzo con uovo di quaglia, caviale, burrata e katsuobushi. Che e’ in pratica tonno essiccato. Avrei aggiunto, o tolto,¬† qualcosa perche’ la sensazione da piatto ben equilibrato e’ … che sia un filo troppo ben equilibrato e che la burrata si porti via la delicatezza del resto. Comunque un’idea impegnativa e curiosa.

Nella serata del non-mangiamo-troppo ho dovuto pensare piu’ del dovuto per¬† la crema di asparagi con animelle croccanti, piccoli canederli e bottarga di gallina; ho pensato molto e ho fatto bene. Piatto di sostanza e di impatto¬† ma neanche troppo, la crema riesce nel difficile lavoro di “alleggerire” animelle e canederli senza snaturarli.

Tiramisu finale un po’ da rivedere (troppi liquidi ?), pero’ un’ottima impressione generale. E finalmente con cucina, che¬† a partire dalla carne girovaga un po’ nell’intorno.

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Gatto’ – Milano

Posted in food by maurozz on febbraio 11, 2011

Devo parte della mia lista di desideri food anche a¬† un blog che e’ esattamente il contrario di Dissapore. Qua si filosofeggia anche sul maccherone transgenico invecchiato 28 anni e 1 mese in botti di rovere della Georgia orientale, la’ proprio no. Brevi descrizioni di ristoranti, un rapido giudizio e via. Prova o non prova vedi te.

Si chiama Ruttino, tema scurissimo e testo arancione.

Il Gatto’ di Milano l’ho visto li’, poi era chiuso per la pausona natalizia e poi ci siamo andati. Si parcheggia anche facile se ignori le righe gialle dei residenti.

Ruffianissimo l’ingresso tirato a second hand shop di abbigliamento, campanello utile perche’ lo staff e’ tutto nel locale dietro. E occhio allo scalino.

Ruffiano anche il resto, ma si mangia bene, forse anche un¬† po’ abbondante. Roba napoletana sistemata un po’ alla milanese, si poteva fare un disastro. Invece no.

Da considerare.

Poi certo … l”Alfieri e’ un’altra roba ūüôā

Sempione 42

Posted in food by maurozz on dicembre 13, 2010

Una food farm (NON e' quella di Sempione 42 !!)

Arrivo eruttando gas, che non e’ cosa buona e giusta, ma la guida spericolosa della cavaliera di serata quella e’. Cedo il mio doppio pastrano pregando che non se ne sia accorto nessuno, mi si mostra indifferenza e apprezzo. Un servizio che abbiamo messo a dura prova anche dopo, facendo un casino fuori luogo, si confermera’ buono senza inutili stucchi veneziani.

E mi siedo. Bello arioso lo spazio, alla sinistra del quale pare lo chef intento a cazzeggiare rilassato (non ozioso) dietro un Mac-qualcosa, sponda laptop. Di lui (*) so solo che ha una faccia simpatica e che ogni tanto gigioneggia con Cavallaro su facebook. Piu’ tardi spadellera’. Due schermi rimandano foto b/n di zone milanesi in loop eterno, son qui ancora adesso che cerco di capire se mi sian piaciuti (gli schermi), le foto b/n sono sempre affascinanti. Nascoste dalle scalette le insegne (e/o gli articoli) delle guide, e quelle/quelli non mi piacciono. A destra la food farm, in parziale trasparenza. Mezza luce.

Belli i bicchieri dell’acqua e attraenti gli stuzzichini gia’ in tavola, con un accenno d’infatuazione per il parmigiano.

NON e' un bicchiere di Sempione 42

Si partisse dal dessert sarebbe una brutta partenza, perche’ l’ottima e amara salsa al caffe’ non riesce a convivere con il dolce (troppo) della meringa. Poi c’era anche la mousse di marroni, ma s’e’ confusa nella lotta meringa-caffe’.

Si parte invece dal welcome di cucina, flan di parmigiano e pere … ottimo, come quelle donne (o uomini) capaci di accendere fuochi senza saturare i sensi, e le curiosita’.

Gira la lista e si sceglie una Ribolla Il Carpino, del 2007. Non deludera’ la Ribolla (anche se meno “cattiva” di una recente sorella slovena by Nando), e fara’ sorridere la presenza di uno strano brand di acqua: Perier. (more…)