La Linea dell'Inutile

SoundCloud of the day

Posted in musica by maurozz on gennaio 10, 2016
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Oinos – Torino

Posted in food by maurozz on dicembre 19, 2015

Commento quick & dirty: un posto nel quale probabilmente non sarei mai entrato volontariamente. A causa di uno slogan-nickname-pay_off o altro che dir si voglia, che piu’ orrendo non si puo’.

Il “susciliano”.

E invece: trovo un incrocio contaminante tra i Jappo di cui e’ piena Milano e, mi dicono, anche Torino e i ristoranti siciliani che pure non mancano qui a nord.

Con un Negramaro a macerare il polpo di antipasto, ma prima di cuocerlo.

E un tataki di ricciola “cotto” con tempi perfetti, e in porzione pantagruel, di bella consistenza per secondo.

Anche sul dolce fanno gli spiritosi con panne, cioccolato e cialde, ovviando bene a un punto debole dei Jappo classici.

Tornabilissimo.

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Osteria di Monteverde – Roma

Posted in food by maurozz on dicembre 14, 2015

1024px-Cut_of_veal_sweetbreadsDice qualche sito che un ex ingegnere di telecomunicazioni ha piantato li’ antenne, bit e lan per dedicarsi all’Osteria. Dico che ci ha preso, e non solo perche’ mia nonna avrebbe voluto me medico.

Posto piccolo significa prenotazione d’obbligo, e cucina che per capire che c’e’ devi proprio guardare bene, sembra un buco e invece fa da mangiare con le palle. Per dire, l’antipasto e’ una Animella Glassata con Porri Stufati Polentina Cremosa e Crema Inglese alla Carbonara. Mica cotiche. Spariscono un po’ i porri ma in compenso tutto il resto e’ ben li.

Poi c’e’ la cacio e pepe, che volevo rimangiare a Roma da circa 1 anno. Seria e composta, al limite dell’aulico, alla quale basta un cacio deciso per tenere il tono. Non di quelle che sbrodolano burro eh !

Poi mi sarei preso la Piovra Rosticciata con Borlotti, Puntarelle alla Romana e Stracciatella di Andria, non fossi gia’ stato satollo. Azz…

Chiudo con il semprecaromifu tiramisu, con una crema talmente impegnativa che fa capire subito l’inconsistenza delle varie interpretazioni panna-based.

Con acqua e un calice di vino, assai abbondante, siamo a 35 euro !

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Ristorante Oltremare – Fiumicino (Roma)

Posted in food by maurozz on dicembre 12, 2015

Uh che peccato, una bella e semplice idea come quella dispersa su una pasta all’uovo, per quanto fresca :-(. Vero che, forse, invece dei gamberetti l’idea si sarebbe meritata almeno un paio di gamberi veri ma anche con i gamberetti l’idea rimane. Ma che voglia di vederla su una di quelle paste al chiodo tipo, non so, anche i soliti paccheri. Paccheri, pistacchio e gamberi, perche’ no ?

Non e’ un paese per fighetti proto-milanesi in trasferta Fiumicino e va bene cosi’; il Ristorante Oltremare, di conseguenza, non e’ un ristorante per fighetti (accomodarsi da Pascucci nel caso, e prima o poi …).

Ma il tiramisu’ e’ sorprendente, gli altri dolci che spio mi salivano tutto e la lista vini curiosamente baricentrata tra Lazio e nord. Ah gia’! il totano pane e pistacchio soddisfacente e pure abbondante, anche se un filo elastico.

Il tutto gurdando il mare, non fosse stata sera. E scoprendo un vecchio vitigno laziale, il Bombino Bianco in versione Bio da Cantine De Sanctis.

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Trippa – Milano

Posted in food by maurozz on dicembre 8, 2015

Su le mani ! Chi pensava che si puo’ tranquillamente mangiare con assennato gusto a Milano con 50 euro vino incluso alzi pure la mano. E pure in zona movidosa.

Funziona cosi’ invece da Trippa in quell’angolo di Porta Romana che si e’ riempito di ogni sorta di locale piu’ o meno sensato.

Messo in lista dopo una lettura da qualche parte che non ricordo, ci sono finalmente andato e, s-centrato tiramisu a parte, ho mangiato bene.

Antipasto di asinella in tartare ben equilibrata e servita alla temperatura giusta, che pare ovvio ma no, non lo e’.

E poi, poco incline ai secondi, ho scelto un doppio primo. Una sapida zuppa di cannellini e cavolo nero casalinga il giusto.

E soprattutto una pasta limone candito, guanciale e cime di rapa; a parte la mia perversione per il minuto in meno di cottura, l’inatteso effetto del limone candito fa girare il piatto su un piano diverso dalla semplice somma dei suoi ingredienti.

Su tutto un Pignatello di Barraco, che tanto io i vini rossi non li capisco. Anche se, ciucciato un po’ in bocca, questo si lascia andare a qualcosa di selvaggio piuttosto affascinante. O semplicemente giovane.

Gia’ detto del tiramisu s-centrato (poca materia liquida) non resta che riguardare lo scontrino: 50 euro a testa. Vedi tu.

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Soul Kitchen River – Ostia

Posted in food by maurozz on dicembre 5, 2015

Che ci sia un’idea dietro si vede, che questa idea sbocci nei piatti non sempre. L’idea che c’e’ dietro e’ comunque molto decisa, quasi violenta, quei sapori che stroncano il palato ma almeno capisci cosa stai mangiando senza troppe pippe.

Posto da primavera estate piu’ che da autunno inverno ma posto bello (e grezzo ma non troppo), a una sassata dal luogo di perdizione di Pasolini.

Gli antipasti sono fin troppi, il salmone con scorza d’arancia, il fritto (e si fotta la glassa al balsamico, usate balsamico e basta se proprio dovete !), l’insalata di moscardini un po’ fredda. Tutto in quantita’ monstre.

La pasta poi, ecco quella e’ la cosa decisa che piu’ decisa non si puo’: guanciale abbrustolito, ragu’ di mare su paccheri che avrei tenuto piu’ indietro. Con un zic di peperoncino, che sgrassa la bocca. Non c’e’ spazio per altro.

Come poi ho detto: un posto che identifichi con questa cucina, quindi inutile tornare se vuoi infighettarti. Vieni quando vuoi sbafare roba con comunque un senso.

E con un conto che a Milano non paghi piu’ nemmeno in Autogrill.

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Contraste – Milano

Posted in food by maurozz on novembre 9, 2015

stolen @ Agrodolce.it

La cosa più bella di Contraste è il lampadario rivestito a un kitchissimo rosso. Anzi: i lampadari.
La cosa più brutta di Contraste è la nuvola azzurrognola sul tavolo. Anzi: le nuvole.
E Contraste è un ristorante, anzi il ristorante, di Matias Perdomo & friends. Non bastasse lo sguardo fisso e ammonitore della sfinge all’ingresso, ci pensano pure quegli altri dettagli a disorientare, anche se in precisa salsa bauscia meneghina. Quindi non troppo, che il troppo stroppia.
L’ingresso è di un modesto quasi mesto, con una singola lampadina una piccola targhetta sul cancello pedonale. Vien voglia che ci sia la nebbia per vedere l’effetto che fa. (more…)

Yuzu – Milano

Posted in food by maurozz on ottobre 3, 2015
stolen @ Wikipedia

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Il “giapponese più buono del mondo” non è Yuzu. Mi aveva attratto con la frase altisonante il fu oggetto del mio desiderio, “fu” da tempo talmente immemore che ormai …

Ma ci sono andato, e quindi è un po’ colpa mia, non sua, arzilla adolescente 40enne inutilmente entusiasta come solo qualche creativo milanese può essere.

Yuzu è per l’appunto un posto che più milanese non c’è – e quindi un probabile investimento azzeccatissimo – su un filone giappo che tira parecchio, sulla scorta di un paio di nomi di altro pianeta (lo stellato Iyo su tutti).

Se poi aggiungi la spesa sugli 80 euro non ci torni, oppure si ma solo per lo spuntino pre-cena, ma a un pre-cena a un giappo ? Non tutto da buttare comunque: il ceviche più che discreto con il solo pol(i)po da addentare e riaddentare e riaddentare … senza che la gommosità’ cenni a diminuire. E poi va bene essere un piatto freddo, ma non essere un piatto gelido, altrimenti quel pol(i)po lo si deve proprio sparare, come il maiale.

Quel che invece non torna è un sapore sottotraccia, lievemente dolciastro e troppo ricorrente che rende le portate addirittura simili tra loro, e una mancanza di sapidità da materia prima che testardamente mi rifiuto di correggere con la soia. Che con la soia sarebbe saporito anche il cartone.

E’ vero, alcune salsine sono belle e buone ma non basta, spiacente.

Quindi: monotonia sopravvalutata e modaiola (di ritorno) unita a una carta vini di scarso coraggio. E per fortuna ho saltato il dolce e l’ignobile vin-liquorino finale.

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Soffocare – Chuck Palahniuk

Posted in libri by maurozz on agosto 19, 2015

Disclaimer: Purtroppo commentare un libro di Chuck Palahniuk significa utilizzare almeno un centesimo dell’aulicita’ del suo linguaggio … minorenni, perbenisti e eventuali HR manager avvisati. Fine disclaimer. E la sinossi, se gradita, la cercate altrove.

Peraltro se conoscessi Palahniuk gli darei un calcio nelle palle. La fatica che si deve fare per finire un suo libro è tanta, a volte semplicemente troppa, per cui uno non comincia nemmeno. Infatti ho letto poco a dispetto di un certo rispetto per il tipo.

Ho preso questo solo per la sua estremamente vaga connessione con il cibo. Talmente vaga da non esserci proprio. Meglio così, perché invece ci sono connessioni a un sacco di altre belle cose. Le pietre, gli ospizi, i matti, i turisti, e Tracy naturalmente. Oh mio Dio Tracy !

La fatica grossa e’ levare di mezzo mentalmente tutti quei cazzi e quelle fighe, quei culi quelle tette e quei “soldatini bianchi”, sperma pareva brutto, in questa opera di bene. E trovare i molti significati dietro.

Qui ce ne sono, di quelli che stai li e ci pensi su bene. Tipo che se sei ancora legato a un concetto di accumulo e rincorsa non hai proprio capito un cazzo, tanto poi muori.

Oppure che “Il punto secondo me è che in America è così, cominci con una sega e ti trovi a fare le orge”. Beninteso che il problema non è mica l’America secondo me. “Perché se siamo arrivati al punto di ballare al ritmo degli allarmi antincendio allora il mondo è andato proprio a male.” E per quanto ti arrovelli mica lo capisci se Palahniuk ti sta prendendo per il culo.

Da leggere, anche per gli eventuali HR manager.

Filippo La Mantia – Milano

Posted in food by maurozz on giugno 27, 2015

Prima di capire che il ristorante di Filippo La Mantia a Milano si chiamasse proprio come il cuoco ci ho messo un po’; storture da web-economy che ormai ci portano a pensare che un cuoco possa o debba avere anche un ricchissimo angolo web personale.
Scoperto l’arcano, e passato il nodo alla gola per doversi recare in un luogo che già fu moda prima che cibo (il tristo Gold di D&G), cerco e trovo un menu pretenziosetto nei termini, ma meno nel contenuto. Con in bella mostra lo statement della casa: “qui non si cucina con cipolla e aglio”.
Con il senno di poi un peccato, perché’ la mente si sarebbe un bel po’ arrovellata sul cercar di capire cosa mancasse in certi condimenti, o cosa permettesse alle assenze di lasciare in libera uscita altri sapori, più delicati e di solito sbattuti in secondo piano dai prediletti della nonna. (more…)