La Linea dell'Inutile

Lavli Iteliens @ Lago d’Iseo

Posted in viaggi by maurozz on aprile 17, 2016

L’italia s’è desta!

Posted in viaggi by maurozz on gennaio 23, 2016

Le donne con le palle sono tornate a casa

CICLISTE PER CASO

Il colore è un bel rosso intenso e il cameriere mi spiega, in un misto di spagnolo e inglese rigirandosi la bottiglia tra le mani, che il Carmenere è molto simile al Merlot. Il cameriere è cileno ed è molto orgoglioso dei suoi vini, ne parla come fossero suoi figli e si prodiga a elencarne i pregi e le caratteristiche, che definisce uniche.
Quando gli chiediamo di consigliarci il suo miglior vino non ha esitazioni: Carmenere, appunto.

Siamo all’inizio del nostro viaggio in Patagonia mentre avviene questa scena.
Ora siamo tornate da qualche giorno a Milano, io e Silvia. E una delle cose che ci mancavano di più erano forse proprio i vini italiani. Certo anche il cibo, con tutte le prelibatezze che solo in Italia si trovano.
Ecco, non so se si capisce il tono di che solo in Italia si trovano, ma io quando sono in…

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Der Ampelmann rulez !

Posted in viaggi, world by maurozz on aprile 21, 2014

 

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Ossi, “by the grace of God” 🙂

 

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Falkenstein, vino … e basta

Posted in food, viaggi by maurozz on novembre 4, 2013

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Il bello e’ davvero tutto li’. Camminare con buona lentezza tra le vigne, vedere i tubi di irrigazione su pendenze non da rocciatore ma neanche da Maldive. Immaginare il lavoro dietro quei tubi. Spuntare la propria crapa da qualche buco di vegetazione e guardare la valle, con le altre vigne e con le carrrettate di mele.

Poi avvicinarsi quasi con sospetto alla “cantina”.

E constatare con una mezza illusione che e’ tutto li’, in quel piccolo capannone cubico neanche fossimo in Brianza. Solo decisamente meglio combinato con il paesaggio.

Tonnellate di marketing del vino spariscono, zero prosopopea, nessun cartellone, niente posizionamento sugli scaffali, niente enoteche, niente stelle michelin, niente Wine Spectator. Niente di niente.

Una cantina e’ solo la terra che la contiene.

Non serve essere un vero esperto per capirlo, basta quella testa tra la vegetazione.

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Wondergood – Frankfurt

Posted in food, viaggi by maurozz on agosto 21, 2013

Primo ristorante vegano che visito (Joia non fa testo), per di piu´all´estero.

Impressioni: si mangiano (piuttosto insospettabilmente per un mezzo ignorante come me) un casino di carboidrati, e le piu´ovvie proteine vegetali, ma non si mangia affatto male.

Servizio tentennante con sala piena, aperto da 1 mese, un po´di rodaggio non guastera´.

Mussaka buona ma Wan Tan super con generoso utilizzo di “aglio della regina”, dolce da condividere (risolatte con fragole).

Infuso alla menta con menta fresca e diversi tipi di caffe´, piuttosto ricercati direi.

Solo per cause di forza maggiore – Ikea @Wallau

Posted in food, viaggi by maurozz on agosto 16, 2013

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Mi faccio schifo.

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Ma quanto costa mangiare in Germania ?? – Domaene Mechtildhausen – Wiesbaden

Posted in food, viaggi by maurozz on maggio 18, 2013
stolen @ wikimedia.org

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112,80 Euro, questo e’ il conto per persone due, incluso di bevande. Abbiamo arrotondato a 120, abbiamo fatto bene ? Mah, e’ che non lo so mica, avranno dato davvero la mancia ai camerieri o i vili cassieri avranno stornato a loro solo ritorno ?

I dubbi sono un po’ tutti qui. perche’ il resto invece e’ tutto chiaro, e cosi’ e’ stato pedissequamente riportato nel conto finale, un foglio A4 che sembra una fattura fatta come si deve anziche’ un banale conto.

L’idea era: proviamo a fare un riassunto di cena a partire dal conto in un ristorante da 50 euro, tacciamo ora o per sempre i soliti pignolini, quelli dei conticini precisini precisini (dai non arrabbiatevi) che sembrano inorridire di fronte al fatto che mangiare fuori e’ soprattutto mangiare insieme. Siamo andati un pelino oltre la soglia euristica ma abbiamo mangiato quanto segue.

Un, anzi due,  cocktail di gamberetti molto eighties e molto dimenticabile come omaggio della cucina (meglio: del frigorifero della medesima). Unica preparazione non eseguita con ingredienti allevati o cresciuti in proprio.

Una tartare di formaggio di capra che ho scelto come antipasto forzando un po’ il concetto, divertente denominazione per crostini al formaggio di capra (molto generosi, porzione valida anche per due) con insalata a supporto. (more…)

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Weinsinn – Frankfurt am Main

Posted in food, viaggi by maurozz on maggio 6, 2013

Incuriosito dalla recente stella Michelin avevo nel mirino questo posto da un po’ di tempo. E ho fatto bene a tenerlo nel mirino perche’ un menu a 5 portate per 70 euro in un monostella Michelin in Italia non mi pare proprio cosi’ facile da trovare.

Non ho preso note sul cibo, ero pu’ attratto dal vedere il monostellato all’estero contro un monostellato in Italia particolarmente pomposo come questo.

Anzi un paio di note me le ricordo su un menu piu’ che degno della stella: un dessert troppo grasso e un piccolo errore, a mio giudizio naturalmente, nell’utilizzo dell’invadente cavolo che nella cucina tedesca spopola. Sara’ anche buono ma in un piatto delicato come quel pesce ha sconvolto tutto.

Bel posto, un po’ rumoroso nella serata da weekend classico. In due 220 Euro ma abbiamo gozzovigliato parecchio  in aggiunta al menu.

Consigliato, anche perche’ e’ nel quartiere che preferisco di Francoforte (il Westend).

Marriott Hotel – Roma

Posted in posti da evitare, viaggi by maurozz on febbraio 2, 2013

Che poi spiace perche’ la gente lavora bene e e’ anche gentile. Pero’ 16 euro al giorno per il wifi non si possono vedere nel 2013.

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Baku, elogio dell’energia vagabonda – Sylvain Tesson

Posted in libri, viaggi by maurozz on gennaio 4, 2013

Un tizio un po’ fuori di testa prende la bici e, sotto il sole piuttosto caldo di quelle parti, percorre il tragitto che da Baku (in Azerbaijan) porta a Ceyhan (in Turchia) passando per la Georgia … perche’ ?

Perche’ e’ il percorso della pipeline BTC (Baku – Tbilisi – Ceyhan), lunga 1768 km e che per prima ha messo fine al supremo controllo della decaduta Unione Sovietica sulle attivita’ di export del petrolio del Mar Caspio.

Tesson non e’ un fanatico del petrolio, anzi in certa misura lo odia pur comprendendone l’importanza. Nel suo viaggio incontra paesaggi aridi e meno aridi. Incontra persone simili ai paesaggi e incontra lavoratori del petrolio.

Non smette di meravigliarsi di nulla e imbastisce anche pensieri filosofici di una qualche profondita’.

Senza usare toni da assolutista imbraccia piano piano il mitragliatore del consumo responsabile (e del non consumo) aborrendo invece il cosiddetto sviluppo sostenibile.

Insomma un libro di riflessioni intorno all’uomo e allo scempio che ha fatto della terra in nome del dio petrolio.

Serve una minima dose di interesse per l’argomento, altrimenti il libro rischia la noia. A me e’ piaciuto parecchio.

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