La Linea dell'Inutile

Soffocare – Chuck Palahniuk

Posted in libri by maurozz on agosto 19, 2015

Disclaimer: Purtroppo commentare un libro di Chuck Palahniuk significa utilizzare almeno un centesimo dell’aulicita’ del suo linguaggio … minorenni, perbenisti e eventuali HR manager avvisati. Fine disclaimer. E la sinossi, se gradita, la cercate altrove.

Peraltro se conoscessi Palahniuk gli darei un calcio nelle palle. La fatica che si deve fare per finire un suo libro è tanta, a volte semplicemente troppa, per cui uno non comincia nemmeno. Infatti ho letto poco a dispetto di un certo rispetto per il tipo.

Ho preso questo solo per la sua estremamente vaga connessione con il cibo. Talmente vaga da non esserci proprio. Meglio così, perché invece ci sono connessioni a un sacco di altre belle cose. Le pietre, gli ospizi, i matti, i turisti, e Tracy naturalmente. Oh mio Dio Tracy !

La fatica grossa e’ levare di mezzo mentalmente tutti quei cazzi e quelle fighe, quei culi quelle tette e quei “soldatini bianchi”, sperma pareva brutto, in questa opera di bene. E trovare i molti significati dietro.

Qui ce ne sono, di quelli che stai li e ci pensi su bene. Tipo che se sei ancora legato a un concetto di accumulo e rincorsa non hai proprio capito un cazzo, tanto poi muori.

Oppure che “Il punto secondo me è che in America è così, cominci con una sega e ti trovi a fare le orge”. Beninteso che il problema non è mica l’America secondo me. “Perché se siamo arrivati al punto di ballare al ritmo degli allarmi antincendio allora il mondo è andato proprio a male.” E per quanto ti arrovelli mica lo capisci se Palahniuk ti sta prendendo per il culo.

Da leggere, anche per gli eventuali HR manager.

Mostra Food – Milano

Posted in arte, food, libri by maurozz on gennaio 10, 2015

WP_20150105_13_45_44_ProDi una mostra mi piace che non sia troppo piena, di questa mi e’ piaciuto che fosse praticamente vuota, complice un buon orario scelto per la visita.

Pero' una mostra cosi' vuota su un tema che ti sta a cuore un po' ti spiace, e ti ricorda la fila monstre fuori dalla mostra simile di qualche mese fa, … simile il tema, certo non il fighettismo foodie che in quella sembrava il vero motore.

Comunque.

Togliendo quell’orribile megaschermo con tre idioti demode’ (niente di personale signori) che declamano ricette disturbando la quiete pubblica si avrebbe un ambiente tranquillo in cui leggere con calma le molte didascalie e storielle intorno al cibo che mangiamo tutti i giorni, anche a casa, non solo quello stellato.

Dall’origine dei semi, alla loro lavorazione, il riso e la resatrice (!?!!!?), le macchine per il caffe’, la breve storia del caffe’, il cioccolato (a proposito: a tale Van Houten tutti i miei complimenti),la carne, le spezie, il grano e il Sig. Strampelli (per non dire del Cappelli)  e un po’ tutto insomma.

Forse una critica pero’ la mostra la merita: rimane un po’ a meta’ tra la divulgazione scientifica messa facile per adulti e la medesima divulgazione messa facile ma per bambini, rischiando di scontentare entrambi. Forse voluto, forse no. Chissa’. Ottimo il catalogo.

Estate 2014, i libri – due

Posted in libri by maurozz on novembre 8, 2014

altAit_xIgeLJ1O4MsdU266U_zjc9zYSvJHd6_l05enWPLg (Medium)Un posto anche per me (F. Abate)

Quanto mi piace lo “scemo” del villaggio ! E’ un personaggio che mi affascina dai tempi de “L’ombra dello scorpione”. Qui ce n’e’ una versione molto particolare, nato sfigato che cresce peggio e sempre in tono minore, che trova un suo ruolo e che non gli sta bene. Romanzo di formazione o di ribellione … mah …  a modo suo entrambi, con un Francesco Abate in bella forma e una Roma che non splende mai, anzi che sgretola anche dove riluce. Bello, bello, gran film (sarebbe).

La cuoca di Himmler (F. Giesbert)

Evasione si, ma in salsa un po’ politica e un po’ di formazione, non troppo dissimile in atmosfera, dalla simpatica, ma troppo fantasiosa, Maga delle Spezie di tempo fa. Comunque molto divertente.

Alla fine di un giorno noioso (M. Carlotto)

Torna di qui che torno di la’ rimettiamoci in pari anche con Carlotto, conosciuto al tempo solo (more…)

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Estate 2014, i libri – uno

Posted in libri by maurozz on settembre 19, 2014

sail fish

Harvard Square (A. Aciman)

Il piu’ sorprendente di questo gruppo, una storia, di formazione, che parte da un padre affermato e ripercorre a ritroso il giovane solitario e pauroso che era. L’incontro con un mezzo matto, disilluso eppure ingaggiato, che assaggia la vita di successo, ne rimane affascinato e irretito ma che poi, sputato, la sputa. E sullo sfondo la cultura araba. Straniante romanzo che restera’ una piccola cicatrice per chi e’ nel bel mezzo di un passaggio cruciale della propria miserevole vita. O per chi lo progetta.

La figlia del capitano – A. Puskin

Se non mi passa al piu’ presto la fregola di lettura classiche finisce che mi faccio del male. Affascinante lo e’ di sicuro questa “storiella” della quale mi rimane piu’ di ogni altra cosa il senso del disfacimento e dell’abbandono di antiche opulenze imperiali (qualcosa di simile me lo suscito’ Joseph Roth a suo tempo). Nello stesso ebook anche “Storia di Pugacev”, illeggibile tanto quanto il Silmarillion di Tolkien o le prime 30-40 pagine di La Versione di Barney.

Demenza Digitale (M. Spitzer)

Non un libro da leggere d’un fiato, piuttosto capitolo per capitolo e con adeguata ponderazione. Con un filo conduttore ben marcato: scienza neurologica alla mano il web (o meglio: alcune sue derive) ci stanno rovianando il cervello. E l’e-learning e’ dannoso.

La rivincita di Capablanca (F. Stassi)

Scopro questo autore grazie a Neri Marcore’ e a una sua intervista in cui racconta il suo modo di intendere la lettura. Romantico, molto romantico, questo racconto sulla follia progressiva di Capablanca, campione del mondo di scacchi detronizzato e con immensa fatica issatosi di nuovo per interposta persona. Bellissimo, e … commovente.

Bestie (S. Dazieri)

Torno volentieri da Dazieri dopo assenza prolungata per questo breve romanzo, sento ancora la sua capacita’ di rendere i luoghi adatti a tutte le storie e naturalmente un po’ mi interesso al traffico di animali, in questo caso orsi, ma prima di ‘sta minchia di storia di Daniza.

Le Madri Atroci (S. Dazieri)

E se ci torno perche’ non abbondare ? Storia dell’assurdo e lisergica, termine demode’ ma che un altro non ce n’e’. Amsterdam e liberismo droghereccio a nascondere solite domande esistenziali, ma con il twist dello scrittore di misteri. Tratto da una piece teatrale, che forse rende meglio le tante atmosfere oniriche, e’ un buon libro che mette voglia di leggerne una versione piu’ romanzo.

(segue)

Sangue, ossa e burro – Gabrielle Hamilton

Posted in food, libri by maurozz on luglio 28, 2013

sangue ossa burroSorprendentemente questo libro … mi manchera’.

ps: grazie ai soliti segnalatori anonimi

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La fine dei giorni – Alessandro De Roma

Posted in libri by maurozz on giugno 24, 2013

Intanto non fa ridere per niente, e visto che non era negli scopi va tutto bene. Poi farebbe anche  inamidare l’intimo arrivando piu’ o meno dove arrivano i noir quelli veri (cioe’ nel punto G  dell’anima) facendo un percorso diametralmente opposto. Il quotidiano che si sfalda.

La realta’ di tutti i giorni in versione seriamente complottata (lo so, non si dovrebbe dire) ma che fa paura, anche se  dopo diverse pagine di spaesamento. Forse una lettura non estiva, anzi, che piu’ autunnale non si potrebbe.

E molto, molto realistica.

The Restaurant Man – Joe Bastianich

Posted in food, libri by maurozz on maggio 11, 2013

Che e’ un libro, non un nuovo locale del pelatino.

Ho saputo che avrei letto questo libro (saputo dell’esistenza del quale solo quando il Bastianich e’ andato dalla Bignardi) quando il look inside di Amazon ha distrutto qualsiasi mito di stupido romanticismo nelle prime pagine del libro.

A parte la notevole ricorrenza della parola _cazzo_ c’e’ parecchia verve in questo libro, chiara opera di un ghost writer ma non per questo meno credibile.

Piaciuto parecchio, anche se scritto proprio per piacere e con epica qualche volta eccessiva.

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Educazione siberiana – Nicolai Lilin

Posted in libri by maurozz on aprile 22, 2013

C’e’ del bello nel perdere i libri, e il bello e’ che se li avevi comprati davvero per leggerli poi li ricompri, e li ricompri ormai fuori tempo massimo, quando il trend e’ calato.

Qui abbiamo un tizio molto cattivo, ma solo all’apparenza perche’ i bambini non sono mai cattivi, che cresce in un ambiente romantico e criminale con belle regole che fanno molta nostalgia. Si rispettano i nonni e le tradizioni.

Va bene, non e’ originale, e le dissertazioni simil-filosofiche rompono il ritmo in modo ossessivo. Pero’ la storia trova un suo bilanciamento quando comincia a vedersi qualche crepa nel romanticismo criminale.

Quando il dubbio comincia il suo lento percorso nella testa del ragazzo il libro prende una buona piega perche’ scende a patti con il mondo vero, prima era una pippa tipo che “il matrimonio e’ un favola”.

Poi finisce, e tutto sommato vuoi leggere il seguito. Che il tutto possa essere vero davvero mi interessa relativamente.

Dimenticavo: ambientato nella mitica Transnistria.

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Auschwitz. Ero il numero 220543 – Denis Avey

Posted in libri by maurozz on aprile 6, 2013
stolen @wikipedia.org

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Una bella storia in un brutto libro. O meglio, in un libro scritto per meta’ in modo appassionato e per meta’ in modo cronachistico. Rimane la meta’ appassionata mentre quella di cronaca delle grandi imprese degli eserciti buoni non vedi l’ora finisca.

Inutili le ricostruzioni belliche, anche se viste dagli occhi di un soldato semplice che certo non illude sull’arte (?) della guerra.

Ma il tono cambia tutto quando il libro entra nel campo di concentramento (e in quale se non Auschwitz ?) e la guerra lascia lo spazio al disastro nazista. Il resto e’, appunto, una passione che la vocazione comunque giornalistica non spegne, anzi ravviva.

Quindi meta’ libro che annoia e meta’ che esalta. E che lascia una discreta voglia di approfondire.

 

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L’immigrato – Hengel Olav

Posted in libri by maurozz on febbraio 27, 2013

Non che rimanga tantissimo di questo page turner alla vecchia maniera, piu’ o meno lo stesso di quel che rimane del suo predecessore (Il fuggitivo).

Pero’ qualcosa rimane: una vaga nostalgia per la liscia e artefatta perfezione (tutta di facciata) dei paesi del Nord Europa e la sensazione di non aver capito una minkia delle politiche di integrazione.

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