La Linea dell'Inutile

Volm Ristorante – Pozzuolo M.na (MI)

Posted in food by maurozz on ottobre 20, 2016
carota

picture stolen @ http://www.viedelgusto.it

Caspita ! Anche se quello che ho detto davvero alla fine e’ stato: minkia ! perdiana ! E non solo alla fine perche’ coprendo la siderale distanza di minuti 15 da casa mia, e parcheggiando in 10 secondi,  non mi aspettavo un ambiente cosi’. Uno strano mix tra “c’era e l’abbiamo mantenuto” e “non c’era e l’abbiamo comprato/progettato” ma sempre utilizzando indigeni. Tipo i negozi, quegli strani posti dove gente normale vende(va) roba normale. Con che risultato ? Mad Men, la serie, ma con gusto ancora piu’ lo-fi. E tavoli ben distanziati.

“Maramao perche’ sei morto ?” che e’ una [cit.] troppo vecchia perche’ sia comprensibile ma che mi e’ saltata su al dolce, che era una carota. Non proprio dell’orto ma di qualche km piu’ in la’, in diretta da un latifondo (!) bio da decine di anni, contornata di fave di tonka, di mango acerbo (sottoforma di marmellata) e di un tortino di cioccolato. C’era anche qualcos’altro di croccante oltre alle fave. (more…)

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Testina – Milano

Posted in food by maurozz on ottobre 8, 2016

La torta fatta in casa, croce e delizia del vorrei ma non posso.

Che poi non e’ mica cosi’ difficile no ? E’ solo un pranzo di lavoro, nessuna pretesa gourmet o che.

Pero’ … ecco, se fai cosi’ te le tiri addosso.

Perche’ se la torta della nonna fatta in casa (“che mi e’ rimasta solo l’ultima fetta”) e’ una Bindi o simile, e me lo sottolinei anche che e’ fatta in casa …

E niente, cosi’ mi motivi proprio capisci ?

E allora via la pasta al tonno tristemente scotta che si capisce anche a vederla passare. Non serve mangiarla, e in ogni caso l’abbiamo mangiata. Caz.. era proprio scotta.

La costoletta alla Milanese, quella tradizionale, quella mitica di Milano, anche se nella sua versione sottiletta … vedi come sei ? si puo’ fare un disastro con la costoletta, tanto nella versione alta quanto in quella sottiletta. Invece la tua stava insieme, andava bene, considerato il contesto.

Ma perche’ mi devi prendere per i fondelli con la torta fatta in casa ? Daiiiiii !!

Testina, sei davvero evitabile ma se capito li’, in un rarissimo momento di calo di zuccheri, magari in compagia di un diabetico in quasi crisi ipoglicemica, dopo un lungo peregrinare cittadino in pieno luglio … e muoio di fame …

… ecco allora magari una fetta di torta della Bindi la prendo volentieri.

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Osteria della Buona Condotta – Ornago (MB)

Posted in food by maurozz on settembre 24, 2016

Tonno di coniglio. Tartare di carne piemontese.. Poi dalle altri parti del tavolo un risotto con la luganega e ancora una parmigiana, e paccheri di gragnano al doppio pomodoro, campano e pugliese.

Se non amate l’olio d’oliva abbondante non amerete il tonno, se non amate un intelligente e raro equilibrio nella tartare non amerete la tartare. Pane ? C’era.

Acqua. Caffe’. Per tre.

Conto allineato per un buon pranzo di lavoro senza ressa.

E poi c’e’ il capitolo simpatia. Strabordantemente lombarda quella della sciura, tanto al telefono quanto all’ingresso. E nonostante tutto … non fastidiosa.

Contenuta, nascosta, quasi retro’, poco esaltata, quella dello chef. Vado sopra la mia abituale ritrosia e lo dico: __assente__. Peccato, clienti persi per il giorno dopo. Probabilmente si sono divisi i compiti con la sciura.

Comunque si parcheggia facile.

Spazio – Milano

Posted in food by maurozz on aprile 20, 2016

Molte luci e poche ombre.

Ma solo in senso letterale. Mentre in quello cucinifero …. Visitato in pieno Fuori Salone, pirla io come al solito a non rifletterci, fatichiamo a raggiungere il terzo piano (non il 72esimo, il terzo) causa concomitanza “inaugurazione” di noto marchio dell’arredamento plasticoso. Per poi fiondarci prima in bagno, nel senso che sbagliamo direzione, e poi finalmente nello Spazio, non brutto, solo un po’ cosi’, molto “milanese”.

Ma la lista non delude, e nemmeno il rabarbaro caramellato di benvenuto. Cosi’ pure il brodo vegetale. Buona idea per lavarsi prima di mangiare.

E a dirla tutta anche la zuppa di pecorino non sarebbe male, pero’ perche’ non osare con la menta ? due foglie di quasi inutilita’ quando il sapido che incontra il balsamico e’ cosi’ un bel momento ?

Allora via alle tagliatelle con Parmigiano, pepe, limone e menta. Sono in un momento molto formaggioso e quindi mi va bene quasi tutto e quasi sempre quando c’e’ un formaggio. Quasi. Un allegro limone bilanciato non riesce, povera stella, a mitigare un parmigiano esagerato. Di quelli che dopo un po’ ti lega la gola. Complice, e’ vero, una porzione generosa. Ah, c’era la menta ?

Allora la seppia, dai … sulla seppia arrosto con estratto di seppia cosa potrai mai dire ?

Niente. Appunto. Poca personalita’, pochissima.

Chiude il cremoso di mandorle, gel di limone e frolla integrale salata, e chiude con gentilezza.

 

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rHome – Roma

Posted in food by maurozz on gennaio 23, 2016

Ma no daiiiiiiiiiiiiiiiiii, e’ la Grande Bellezza ! Non ci si crede.

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Oinos – Torino

Posted in food by maurozz on dicembre 19, 2015

Commento quick & dirty: un posto nel quale probabilmente non sarei mai entrato volontariamente. A causa di uno slogan-nickname-pay_off o altro che dir si voglia, che piu’ orrendo non si puo’.

Il “susciliano”.

E invece: trovo un incrocio contaminante tra i Jappo di cui e’ piena Milano e, mi dicono, anche Torino e i ristoranti siciliani che pure non mancano qui a nord.

Con un Negramaro a macerare il polpo di antipasto, ma prima di cuocerlo.

E un tataki di ricciola “cotto” con tempi perfetti, e in porzione pantagruel, di bella consistenza per secondo.

Anche sul dolce fanno gli spiritosi con panne, cioccolato e cialde, ovviando bene a un punto debole dei Jappo classici.

Tornabilissimo.

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Osteria di Monteverde – Roma

Posted in food by maurozz on dicembre 14, 2015

1024px-Cut_of_veal_sweetbreadsDice qualche sito che un ex ingegnere di telecomunicazioni ha piantato li’ antenne, bit e lan per dedicarsi all’Osteria. Dico che ci ha preso, e non solo perche’ mia nonna avrebbe voluto me medico.

Posto piccolo significa prenotazione d’obbligo, e cucina che per capire che c’e’ devi proprio guardare bene, sembra un buco e invece fa da mangiare con le palle. Per dire, l’antipasto e’ una Animella Glassata con Porri Stufati Polentina Cremosa e Crema Inglese alla Carbonara. Mica cotiche. Spariscono un po’ i porri ma in compenso tutto il resto e’ ben li.

Poi c’e’ la cacio e pepe, che volevo rimangiare a Roma da circa 1 anno. Seria e composta, al limite dell’aulico, alla quale basta un cacio deciso per tenere il tono. Non di quelle che sbrodolano burro eh !

Poi mi sarei preso la Piovra Rosticciata con Borlotti, Puntarelle alla Romana e Stracciatella di Andria, non fossi gia’ stato satollo. Azz…

Chiudo con il semprecaromifu tiramisu, con una crema talmente impegnativa che fa capire subito l’inconsistenza delle varie interpretazioni panna-based.

Con acqua e un calice di vino, assai abbondante, siamo a 35 euro !

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Ristorante Oltremare – Fiumicino (Roma)

Posted in food by maurozz on dicembre 12, 2015

Uh che peccato, una bella e semplice idea come quella dispersa su una pasta all’uovo, per quanto fresca :-(. Vero che, forse, invece dei gamberetti l’idea si sarebbe meritata almeno un paio di gamberi veri ma anche con i gamberetti l’idea rimane. Ma che voglia di vederla su una di quelle paste al chiodo tipo, non so, anche i soliti paccheri. Paccheri, pistacchio e gamberi, perche’ no ?

Non e’ un paese per fighetti proto-milanesi in trasferta Fiumicino e va bene cosi’; il Ristorante Oltremare, di conseguenza, non e’ un ristorante per fighetti (accomodarsi da Pascucci nel caso, e prima o poi …).

Ma il tiramisu’ e’ sorprendente, gli altri dolci che spio mi salivano tutto e la lista vini curiosamente baricentrata tra Lazio e nord. Ah gia’! il totano pane e pistacchio soddisfacente e pure abbondante, anche se un filo elastico.

Il tutto gurdando il mare, non fosse stata sera. E scoprendo un vecchio vitigno laziale, il Bombino Bianco in versione Bio da Cantine De Sanctis.

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Trippa – Milano

Posted in food by maurozz on dicembre 8, 2015

Su le mani ! Chi pensava che si puo’ tranquillamente mangiare con assennato gusto a Milano con 50 euro vino incluso alzi pure la mano. E pure in zona movidosa.

Funziona cosi’ invece da Trippa in quell’angolo di Porta Romana che si e’ riempito di ogni sorta di locale piu’ o meno sensato.

Messo in lista dopo una lettura da qualche parte che non ricordo, ci sono finalmente andato e, s-centrato tiramisu a parte, ho mangiato bene.

Antipasto di asinella in tartare ben equilibrata e servita alla temperatura giusta, che pare ovvio ma no, non lo e’.

E poi, poco incline ai secondi, ho scelto un doppio primo. Una sapida zuppa di cannellini e cavolo nero casalinga il giusto.

E soprattutto una pasta limone candito, guanciale e cime di rapa; a parte la mia perversione per il minuto in meno di cottura, l’inatteso effetto del limone candito fa girare il piatto su un piano diverso dalla semplice somma dei suoi ingredienti.

Su tutto un Pignatello di Barraco, che tanto io i vini rossi non li capisco. Anche se, ciucciato un po’ in bocca, questo si lascia andare a qualcosa di selvaggio piuttosto affascinante. O semplicemente giovane.

Gia’ detto del tiramisu s-centrato (poca materia liquida) non resta che riguardare lo scontrino: 50 euro a testa. Vedi tu.

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Soul Kitchen River – Ostia

Posted in food by maurozz on dicembre 5, 2015

Che ci sia un’idea dietro si vede, che questa idea sbocci nei piatti non sempre. L’idea che c’e’ dietro e’ comunque molto decisa, quasi violenta, quei sapori che stroncano il palato ma almeno capisci cosa stai mangiando senza troppe pippe.

Posto da primavera estate piu’ che da autunno inverno ma posto bello (e grezzo ma non troppo), a una sassata dal luogo di perdizione di Pasolini.

Gli antipasti sono fin troppi, il salmone con scorza d’arancia, il fritto (e si fotta la glassa al balsamico, usate balsamico e basta se proprio dovete !), l’insalata di moscardini un po’ fredda. Tutto in quantita’ monstre.

La pasta poi, ecco quella e’ la cosa decisa che piu’ decisa non si puo’: guanciale abbrustolito, ragu’ di mare su paccheri che avrei tenuto piu’ indietro. Con un zic di peperoncino, che sgrassa la bocca. Non c’e’ spazio per altro.

Come poi ho detto: un posto che identifichi con questa cucina, quindi inutile tornare se vuoi infighettarti. Vieni quando vuoi sbafare roba con comunque un senso.

E con un conto che a Milano non paghi piu’ nemmeno in Autogrill.

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