La Linea dell'Inutile

Contraste – Milano

Posted in food by maurozz on novembre 9, 2015

stolen @ Agrodolce.it

La cosa più bella di Contraste è il lampadario rivestito a un kitchissimo rosso. Anzi: i lampadari.
La cosa più brutta di Contraste è la nuvola azzurrognola sul tavolo. Anzi: le nuvole.
E Contraste è un ristorante, anzi il ristorante, di Matias Perdomo & friends. Non bastasse lo sguardo fisso e ammonitore della sfinge all’ingresso, ci pensano pure quegli altri dettagli a disorientare, anche se in precisa salsa bauscia meneghina. Quindi non troppo, che il troppo stroppia.
L’ingresso è di un modesto quasi mesto, con una singola lampadina una piccola targhetta sul cancello pedonale. Vien voglia che ci sia la nebbia per vedere l’effetto che fa.
E il dolce è splendido, anni 80, fumettistico o cinematografico, con questi sassi bianchi, i proiettili e il sangue che pare una locandina (“ma lui è sempre stato un po’ anni 80”). Nell’ordine quindi cocco, cioccolato e barbabietola. Peccato doverlo mangiare con meno lussuria per la fretta. Fretta per cosa ? Non si fa la degustazione se si ha fretta. Vero, ma chi se l’aspettava una degustazione di 4 ore e passa ?? Questo è l’unico punto davvero critico del servizio, il tempo. Si registreranno, spero.
Tra la lampadina e il parcheggio ci stanno una serie di piatti piuttosto sorprendenti, intonati a una voglia demodé’ di Milano-da.bere ben contenuta ma che a volte straripa.
Lo spaghetto di capesante per esempio, anzi noodles con brodo di dashi e sesamo nero non paiono avere troppo senso in mezzo al resto, tutto di livello superiore. Perché’ dannarsi l’anima a sistemare una capasanta (che comunque odio) in forma di noodle quando questo quasi non ritorna gusti particolari ?
Vuoi giocare con le forme ? Bene, allora fai come con le entrée: bolle di menta con sarda in saor, in cui, anche se il sapore della menta sparisce, la bella sarda in saor si sente tutta. E per una volta è verde clorofilla.
Dove il gioco cambia lega, pur restando sulle entrée, è nelle chips, che pure mi avrebbero annoiato tanto sono ripetute nei ristoranti di questo tipo. Qui invece il mix di sapori poco soliti – peperoni, maionese, ketchup e poi anche anguilla – le fa sembrare qualcosa di nuovo e in qualche modo avverte gli “utenti” che sta arrivando qualcosa di davvero strano, come la creme brûlé di fichi, foie gras e curry. Non qualcosa da scaffale insomma.
Giusto solo un altro paio di piatti, elencarli tutti diventerebbe puro esercizio, nonostante maialino, manzo (con i ricci di mare !), animelle, gnocchi, astice e palamita.
Rombo a bassa temperatura con crema di zucca e chorizo: facile no ? No, soprattutto per via della consistenza del pesce e poi per la sfrontatezza del chorizo sparato lì, come se fosse il suo unico lavoro nella vita quello di dare una sapidità sfacciata, ma in qualche modo amica della flemma del rombo.
E poi il santuario alla semplicità’: spaghetti aglio, olio, peperoncino, colatura di alici e calamaretti spillo. Difficile descriverli, serviti quasi “al chiodo” per lasciare in vista il sapore della pasta, avvolgono per il loro peperoncino dosato benissimo e per la consistenza di tutto il mix. E curiosa la loro collocazione a fine pasto, giusto prima del dolce. Curiosa, ma non fuori luogo.
Poi tutto finisce, e vien voglia di tornare. Dannato parcheggio.

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. Pig said, on novembre 20, 2015 at 5:34 pm

    il piccione (al cubo) val pure un parcheggio (a pagamento).


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: