La Linea dell'Inutile

Filippo La Mantia – Milano

Posted in food by maurozz on giugno 27, 2015

Prima di capire che il ristorante di Filippo La Mantia a Milano si chiamasse proprio come il cuoco ci ho messo un po’; storture da web-economy che ormai ci portano a pensare che un cuoco possa o debba avere anche un ricchissimo angolo web personale.
Scoperto l’arcano, e passato il nodo alla gola per doversi recare in un luogo che già fu moda prima che cibo (il tristo Gold di D&G), cerco e trovo un menu pretenziosetto nei termini, ma meno nel contenuto. Con in bella mostra lo statement della casa: “qui non si cucina con cipolla e aglio”.
Con il senno di poi un peccato, perché’ la mente si sarebbe un bel po’ arrovellata sul cercar di capire cosa mancasse in certi condimenti, o cosa permettesse alle assenze di lasciare in libera uscita altri sapori, più delicati e di solito sbattuti in secondo piano dai prediletti della nonna.
Piazza Risorgimento in estate non è proprio il luogo dove trovare refrigerio, piena di marmi com’è, ma l’aria condizionata che esce dalle porte spalancate rischia di spettinare il distratto che lì si trovi a ciondolare.
Dentro un bel fresco quindi, toni scuri, forse un po’ troppo, e qui e là una sensazione di recuperato da gestione precedente. Fa niente, siamo qui per mangiare, ma se mi toglieste le figurine in porcellana dalla tavola starei meglio. Ah già: poltroncine assassine.
Si diceva che il tono pretenzioso passa al primo boccone e così è.
La fettuccina con il ragù di triglie e il pesto di pomodorino seccagno è forse il piatto che meglio gode dell’assenza di aglio e cipolla, rimane privo del retrogusto che accomuna molti intingoli per la pasta. E’ un piatto semplice, inusuale, con i sapori ben armonizzati, senza spari o punte e ingredienti che si sentono, uno a uno. Da solo varrebbe un ritorno.
E il pomodoro seccagno, che si trova solo in Sicilia, vale un giro in rete per scoprire come viene coltivato.
In fondo però anche l’insalata di mare di antipasto aveva una sua forte originalità con solo qualche dubbio sulla consistenza molto al dente dei suoi ingredienti. Tolto quello anche su questa si apprezza una delicatezza insolita.
Variante interessante ai secondi le frittate, idea non male, esecuzione nemmeno. Ma. Alla mia mancava un po’ di brio nonostante la tuma persa (formaggio siciliano), il cappero e l’acciuga oltre alla cicorietta.
Dolce da rivedere, soprattutto a 20 euro. Caso piuttosto raro di anonimato che a distanza di 10 giorni nemmeno ricordo se non per estrema scomposizione.
Conto in linea con Milano. Parcheggio irrisoriamente facile.

2 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Pig said, on giugno 27, 2015 at 5:43 pm

    certo che a 20 euro è lecito aspettarsi un dolce indimenticabile…


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: