La Linea dell'Inutile

Damman Freres: sconfitto dal Pu-erh pongo fine

Posted in food, tea by maurozz on marzo 24, 2015

Proseguendo “l’infinita fatica” di provarne tanti, anche se non tutti, finisco su questo affascinante Guranse Handrolled 1st flush 2012; perche’ affascinante ? Perche’ una volta infuso le foglie si srotolano nel loro splendido splendore splendente e ti viene voglia di mangiarle, mica di berle. Certo poi pensi a chi l’ha arrotolato a mano e ti senti anche un po’ stronzo (a metterci solo una mezz’ora a berne una tazza), ma tant’e’. La nota astringente c’e’ ma c’e’ anche una personalita’ forte e complessa senza essere violenta. Un concerto, con tante frequenze medie.

Piacevole intermezzo senza troppe pretese: Oriental Beauty, un mix provato credo direttamente in negozio, qualche volta la bocca necessita di qualcosa di tranquillo, floreale (fin troppo), e senza alcun fine se non l’evasione. Si potrebbe dimenticare senonche’ potrebbe essere questo, e se a questo attinente, mi stimolerebbe storico approfondimento.

C’e’ poi da dire che da Damman a Milano ti ascoltano quando chiedi le cose; qui avevo chiesto un assam forte, provenienete come ero da una serie di sapori di personalita’ ma, appunto, non forti. Mi recapitano dunque questo Assam Doomni TGBOP che e’ un elefante piuttosto pesante. Forte e delinquente, basta mezzo cucchiaio di troppo o 30 secondi di infusione in piu’ perche’ ti porti via papille e soprattutto  stomaco. Inebriante si, ma poi devi prenderti un Maalox.

Piu’ accomodante, senza perdere mordente e’ l’Assam TGBOP Marangi, che qundo ho snasato lo scatolone ho detto: “No grazie, le avevo detto niente di aromatizzato”. E infatti non lo e’, aromatizzato. Ma comunque molto profumato, un profumo che non si ritrova in tazza ma che mette allegria. Si, allegria.

Saturo di Assam un darjeeling Printemp (che in negozio te lo danno come rinfrescante, nel senso di servito freddo) l’ho voluto provare, e da allora l’ho considerato l’allappatore. Chiude e asciuga la boccuccia che si lascia cadere nella sue braccia, ma poi la apre con una lama astringente acuta, puntuta, affilata, bastarda. E quindi affascinante.

Poi ho preso un’altra scoppola e avevo (avevo ? ho ?) deciso di smettere con i Pu-Erh. Nel fustino del Dixan questo Menghai mi pareva meglio dell’altro … invece era vero. Solo che “meglio dell’altro” non e’ ancora sufficiente per il neofita. Ma stai a vedere che …

A nulla vale la leggerezza del Rukeri, un africano che ricorda vagamente il roiboos, e nemmeno (udite) l’ennesimo Assam (stavolta Ramunnager). Sono sfinito, stavolta e’ la fine.

Sob.

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