La Linea dell'Inutile

Estate 2014, i libri – due

Posted in libri by maurozz on novembre 8, 2014

altAit_xIgeLJ1O4MsdU266U_zjc9zYSvJHd6_l05enWPLg (Medium)Un posto anche per me (F. Abate)

Quanto mi piace lo “scemo” del villaggio ! E’ un personaggio che mi affascina dai tempi de “L’ombra dello scorpione”. Qui ce n’e’ una versione molto particolare, nato sfigato che cresce peggio e sempre in tono minore, che trova un suo ruolo e che non gli sta bene. Romanzo di formazione o di ribellione … mah …  a modo suo entrambi, con un Francesco Abate in bella forma e una Roma che non splende mai, anzi che sgretola anche dove riluce. Bello, bello, gran film (sarebbe).

La cuoca di Himmler (F. Giesbert)

Evasione si, ma in salsa un po’ politica e un po’ di formazione, non troppo dissimile in atmosfera, dalla simpatica, ma troppo fantasiosa, Maga delle Spezie di tempo fa. Comunque molto divertente.

Alla fine di un giorno noioso (M. Carlotto)

Torna di qui che torno di la’ rimettiamoci in pari anche con Carlotto, conosciuto al tempo solo perche’ il titolo di alcuni suoi romanzi conteneva la parola blues. Quelli erano ambientati a Cagliari adesso quasi tutti nel nordest. Ma la freddezza nella descrizione del male sotto la crosta perbene e’ la stessa. Carlotto e’ davvero strano, molto violento ma non con ovvie e truci scene di sangue.

Acque morte (W Somerset Maugham)

Sorpresina “classici”, mai saputo chi fosse ‘sto tizio, sono arrivato al titolo per uno di quegli algoritmi dementi che, nei bookshop, ti portano la’ dove mai avresti pensato. Forse in questo non sono dissimili dal girovagare spaesato nelle librerie fisiche. Bello comunque, autore da tenersi a mente.

La musica e’ cambiata (R. Doyle)

Gli anni passano e difficilmente gli sgarzoli di oggi ricorderanno i Committments ma quelli di ieri ci sono cresciuti. Qui uno di loro e’ pure cresciuto, tra soldi non molti, una famiglia piuttosto unita, un padre dal “cazzo” facile e un cancro al colon. Ma sempre sorridendo. Romanzo piuttosto buonista ma non senza senso.

L’anno del coniglio (T. Kyro)

Sottile, e percio’ grandissima, presa per il culo di quel che siamo diventati a colpa di ignoranza politically correct. Non lontano per morale, ma lontanissimo per sviluppo, da quest’altro “inno ai deficienti”. E ovvia apologia di un altro classico della letteratura scandinava prima dell’avvento di sedicenti “noir del nord”.

Quando c’era il tennis (A. Aiello – R. Tommasi)

Breve intervista con il guru televisivo del tennis dei miei anni. Sorprendente la modernita’ del pensiero e il rifiuto dei bei tempi andati.

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