La Linea dell'Inutile

Delvuoto – Milano

Posted in food by maurozz on novembre 7, 2013

Il suo nome era … Cerutti Gino ma lo chiamavan Drago, gli amici al bar del Giambellino dicevan che era un mago”. Nel recente gioco di ruolo (ehm …) business il gruppo in cui ho “lavorato” ha deciso che il suo supereroe fosse un tale Cerutti Gino e il suo mezzo una bici anche un po’ scassata. Combatteva, il Gino, il superingegnere che aveva trovato un metodo semplice per arginare il consumo delle risorse sul pianeta. Semplice ma un filo drastico.

Naturale dunque che, andando a cena al Giambellino, mi tornasse in mente il pezzo di Gaber, con la fantasia volata addirittura a immaginare Delvuoto come l’ex bar del Cerutti Gino.

Delvuoto invece e’ un risorantino quasi timido che sta molto piu’ verso il centro di quel che pensassi. Il suo unico grosso neo e’ l’utilizzo del denim come tovagliato. Il resto e’ tutto a posto, cibo compreso.

L’entree e’ un pan brioche con marmellata di pomodoro e rilettes di maiale, strana il giusto per incuriosire ma un filo troppo dolce, forse la rilettes non riesce nel suo scopo di dare corpo. Ma comunque apprezzabile.

Dopo il fresco pomodoro di antipasto con crescenza alla verbena e un cracker al cumino (o era coriandolo ?) arriva il risotto alla borragine, bottarga e rafano. Ci chiediamo che fine abbia fatto il rafano. Invece il rafano e’ proprio li’ (si vede anche) solo che ha un gusto molto piu’ delicato del previsto. E’ una combinazione a alto rischio, con una mantecatura forse un pelo liquida rispetto alle cremosita’ che preferisco ma e’ un buon risotto. E in fin dei conti mica puo’ sempre e solo essere giallo il risotto a Milano no ?

Poi la tagliata di manzo con melanzane, cipolle rosse novelle e fiori di sambuco. Fatico a stare lontano dalla carne quando ho la sensazione di essere in un buon posto. Qui ancora piu’ della carne meritano le melanzane e le cipolle, che finiscono con l’essere le protgoniste del piatto al posto della carne. Buone, con decisione, con le cipolle che arrivano a essere quasi croccanti.

Non pago indago anche il dessert, scansando l’onnipresente amato cioccolato e investendo su una spugna (si, proprio una spugna) ghiacciata di limone con rabarbaro e yogurt secco. Ora: se si riesce a passare sopra al nome abominevole di spugna si prova un dessert a varie consistenze e acidita’, preciso per chiudere un pasto e con un rabarbaro che ti rimane in testa per un bel po’.

Tutto quanto il tour piu’ una bottiglia di vino in 3 per 60 euro, e non sono tanti.

Ah gia’ il nome: non credo voglia fare il verso all’ammiraglia di casa Bastianich, Delposto a New York, ma indicare la tecnica di cottura “tutta natura” che, soprattutto sulle verdure e nelle mani di uno chef (non di mia mamma) rende le cose semplici piu’ affascinanti.

PS: non si parcheggia facile, ma le fermate dei mezzi sono li’ davanti.

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3 Risposte

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  1. Dan Lerner said, on novembre 9, 2013 at 10:31 am

    Temo tu giunga fuori tempo massimo, Mauro: delvuoto ha purtroppo già tirato giù la claire.

    • maurozz said, on novembre 9, 2013 at 11:48 am

      il post in effetti e’ di qualche settimana fa, forse settembre … peccato, a parte il tovagliato mi intrigava

  2. andrea alfieri said, on novembre 9, 2013 at 3:08 pm

    e la madonna di gia ?????


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