La Linea dell'Inutile

Erba Brusca – Milano

Posted in food by maurozz on marzo 26, 2013

“Ma perche’ ma perche’ ma percheeee’ … ma perche’ non facciamo l’amore, garantisco e’ il sistema migliore …” e poi non me la ricordo piu’. E’ un vecchio pezzo, che era gia’ piuttosto usato quando io ero giovane. A parte le ovvie turbe giovanili non so perche’ mi sia rimasto in mente ma so perche’ mi e’ venuto in mente dopo il dessert.

La povera torta di mele all’olio di oliva, buona e scivolevole di suo perche’ non troppo dolce, sacrificata sull’altare di una glassa all’acero di poco o nessun senso. Che naturalmente ha riportato il tasso glicemico alle stelle e il proprio aspetto a quello della panna in bombola (“Spraypan” mi pare), quella che spruzzavamo direttamente in bocca (e vai di turbe).

Peccato, brutta chiusura di una cena cosi’-cosi’ ma non proprio da buttare. Che poi Erba Brusca e’ un po’ come Cuneo … se provieni da est non ci arrivi mai … ma se arrivi dalla citta’ e’ bello il diradare lento di edifici e automobili fino a ritrovarsi su una sponda del naviglio pavese che attacca la “campagna”. Rappresentata da Assago, e poi Rozzano (sigh). Se non sbagli sensi unici e i cartelli li sai leggere puoi anche parcheggiare comodo. E se non avessi una isterica in macchina potresti anche rilassarti.

Si dica subito che il piatto piu’ convincente e’ stata la “vellutata di radici e mele con maggiorana e aceto balsamico 20 anni”, ma diciamo anche che vale la pena riflettere piu’ in largo su un piatto come questo. Personalita’ da balsamico a parte il gusto e’ molto tenue e la natura, forse, e’ cosi’ che si vuole lasciar mangiare (riflessione filosofica), senza sapidita’ lavorate o punte di gusto acuite. Un buon piatto di fine inverno anche se per boccacce delicate.

Prima pero’ c’erano stati gli agretti saltati con uovo poscie’ e bottarga … con la bottarga un po’ missing e una bella botta di “naturita’”, apprezzabile per dare il tono al locale.

Dove qualche dubbio si fara’ largo e’ nel filetto di salmerino speziato con insalata di cavolo rosso mele e crema al rafano. Troppi gusti … le mele sbilanciano il piatto senza essere fonte di particolare piacere , se qualcosa non serve si toglie e quello che non c’e’ non rompe (quasi cit.). Ma e’ soprattutto la quantita’ da mensa anni ’80 che non aiuta, pregasi vivamente ridurre le porzioni.

Menzione di disonore per l’altro antipasto, radicchio brasato alla saba con crema di lenticchie, semi di girasole e maggiorana nel quale, ancora, la quantita’ e’ esagerata e la crema di lenticchie assume un tono da “mappazzone” semisolido difficile da guardare … anche se commestibile. Non indovinata la presentazione del piatto, con il radicchio che, piu’ che brasato, pare morto e lungo disteso sul mappazzone.

Peccato quindi per quella maledetta glassa, che esalta il dubbio e fa dimenticare il buono. Compreso un vino (Bourgogne Aligoté 2010, Louis Latour) piacevole senza montarsi la testa e un pane ottimo.

Note finali: non accettano mancia su carta di credito (mah !) … e in ogni caso gli spazi sono troppo stretti per tornarci di mia spontanea volonta’.

80 euro in due, che per Milano va bene.

Una Risposta

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  1. Pig said, on aprile 16, 2013 at 12:40 pm

    il menù primaverile lo trovo più appagante.
    gli darei un’altra chance fossi in te.


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