La Linea dell'Inutile

Trattoria del Nuovo Macello – Milano

Posted in food by maurozz on gennaio 2, 2013

E qui si mancava da un po’, da un bel po’. Talmente un po’ da non ricordarsi nemmeno da quanto po’. Le ipotesi di “infighettamento” del posto si infrangono mentre commento soavemente agro con i commensali … e la signora di sala mi ascolta (forse) paziente. A volte rifletto: chissa’ cosa pensano quando vedono le facce di chi entra nei loro ristoranti. Questo e’ simpatico, questa e’ una natura morta, questo e’ uno s@*_-zo … io spero che entrando in un locale di me pensino: questo e’ un rompicoglioni.

Se leggessi questo pensiero negli occhi dei signori di sala mi sentirei davvero a mio agio, ancora piu’ a mio agio che nel  trovare il parcheggio fronte porta. Come ho trovato qui per altro.

Il Macello riesce a essere sobrio quasi quanto dovrebbe esserlo, pochi i ninnoli sopratono, poco o niente a fare il “vorrei ma non posso”. Mi piace. Nonostante un paio di credenze laccate a lustro.

Anche i ravioli mi piacciono, ma non prendendo quasi mai appunti ricordo principalmente una salsa ristretta al vino e un ripieno di carni miste, oltre a una consistenza di pasta variabile ma tendente al corretto dente … purtroppo ricordo anche un tiepidume insolito che il piatto non avrebbe meritato. Da rivedere, ma solo nella temperatura di servizio. Girano anche bei carciofoni in “insalata” di verdure nella un po’ usurata moda del vaso di conserva, piatto leggero e interessante per la bella consistenza del radicchio amaro (credo “primitivo” ma non vorrei dire altre atrocita’).

Il tempo della cotoletta e’ tornato e la pretendiamo quasi tutti … ma evidentemente i tagli classici sono finiti e arriva invece  una interessante composizione di vitello impanato (comunque alla milanese) con salsa di carota al cardamomo. Piuttosto shocked dalla forma inconsueta noto (anzi nota prima di me una gentile commensale) una persistenza di fondo dolce presente nei piatti, ripenso anche ai primi e non posso che confermare, qui e’ la salsa di carota. Curioso, sara’ un caso ? Niente di fastidioso, ma una nota durevole, si direbbe un “pianissimo” infinito, se qualche appassionato di musica si cimentasse nel descriverla.

Per il dessert non saprei cosa dire; da che (millanta anni fa) Domori smise la sua seria tavoletta di cioccolato fondente e sale, pare che piu’ nessuno volle intraprendere quella strada. Ogni sorta di sale accoppiato a dolciastri e lattei sedicenti cioccolati mi ha sempre deluso.

Qui invece la ganache di cioccolato incontra (cribbio, ma si puo’ ancora dire incontra in un raccontino foodie ?) il sale affumicato che la unisce a una spalmata di gelato. Da annegarci dentro piedi e guanti compresi.

50 Euro e abbiamo anche bevuto un vino, oltre all’acqua, alla focaccia e a piccola pasticceria. Tornabile.

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3 Risposte

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  1. Pig said, on gennaio 7, 2013 at 4:12 pm

    devo ancora provarlo e me ne hai fatto venir voglia leggendoti, maledetto rompicoglioni!😀

    • maurozz said, on gennaio 7, 2013 at 6:13 pm

      strano che tu sia “indietro”, questo e’ un must in zona da anni ormai … ma “maledetto rompicoglioni” e’ il miglior complimento che mi abbiano mai fatto😀

      • Pig said, on gennaio 9, 2013 at 5:07 pm

        eh lo so ma è uno di quei posti (purtroppo non l’unico e non son neppure pochi) in cui mi riprometto da tempo di andare e vuoi una cosa vuoi un’altra non ho ancora “assaggiato”. ci andrò presto.


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