La Linea dell'Inutile

Marco Pierre White @ Dublino, citta’ molto brutta

Posted in food by maurozz on febbraio 13, 2012

Quando mi ci mandano … di solito ci vado. Quindi ho brigato del mio per organizzare una cena frugale a Dublino con (caspita) altri 4 colleghi da Marco Pierre White, che ho descritto ai compagni di serata come una “steak-house di un certo livello”. Mi ci ha mandato il fido Bob , aggiungendo che e’ uno dei pochi posti mangiabili in centro. A Dublino, che e’ una citta’ molto brutta.

La serata si e’ ben prestata dopo una settimana luuuuunga di lavoro inteeeenso in periferia. Periferia di Dublino, che e’ una citta’ molto brutta con una periferia molto meno brutta ma comunque non bellissima.

Funghi e lampade abbronzanti fuori dalla porta per i fumatori, piccola veranda e fila (lunga) di taxi davanti.

Casino d’inferno dentro, roba che al confronto dal Matias Perdomo pre-stella si sarebbe potuta pregare tutta la novena. E accostarsi al sacramento anche.

Le occhiaie del cameriere arrivano fino alla nuca, la barbetta e’ incolta. Corre in spazi ristrettissimi, arranca fiero ma svelto come una madonna … dice “ciao !” e poi, povera stellina, spegne l’entusiasmo.  Non vedo una fava del menu, occhiali a casa e luce bassissima. Ordino.

Parfait of Fois Gras, Raisin Sec en gelee Madeira: suggerisco di servirlo a una temperatura superiore ai meno 20, vedrete che la gente apprezzera’ di piu’ l’equilibrio dei tre ingredienti, non originale ma (credo) indovinato; a queste temperature l’uvetta sparisce e con questa luce il madeira sembra una suola di scarpe. Anche una quantita’ inferiore al mezzo chilo potrebbe aiutare gli appettiti piu’ umani dei continentali.

Degli altri antipasti menzionabili solo il salmone irlandese e il carpaccio di steak che rimangono incompiuti piu’ per inappetenza da aperitivo che per desuetudine a questi stili. Non fanno il minimo testo il collega divoratutto e la sua terrina di anatra ripulita.

Poi vado sulla carne: filetto “Au Poivre Noir, Raisin Sec a l’Armagnac”, carne irlandese ovviamente, perche’ ci tengono a dirlo. Non sfalda ma e’ tenera, cottura media come da richiesta e senza una goccia di sangue in piu’ del dovuto. Molto steak davvero, crosticina di pepe quasi ancora croccante e dolcezza di uva che accompagna senza infastidire. Buona.

Dessert un po’ d’ordinanza ma ben fatto … forse dovrei smettere di ricorrere alla creme brulee quando sono pigro e tenare nuove strade.

Posto ri-frequentabile alla bisogna, ma meglio con un paio di tappi per le orecchie.

2 Risposte

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  1. sab said, on maggio 4, 2012 at 9:30 pm

    il piu grande chef degli ultimi 25 anni !!!! i suoi piattti ? arte allo stato puro !!!! gli sfigati del gambero ROSSO Hanno solo che da imparare !!!!! poretti lo chef piu famoso sembra un play boy sfigatissimo anni 60!!!!! fatelo cucinare a livello white e poi mettetelo in television !!!


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