La Linea dell'Inutile

Breve eresia isterica: Se niente importa (Jonathan Safran Foer)

Posted in food, libri by maurozz on dicembre 14, 2011

E’ davvero un peccato che questo libro, ben scritto anche se troppo giornalistico per i miei gusti, basi tutto su un presupposto chiaramente sbagliato.

E’ un peccato perche’ spara dritto nel mirino e prende in pieno il suo obiettivo: farti pensare, obbligarti a guardare sotto il tappeto. Quello che non avresti bisogno di fare se avessi letto quest’altro libro, molto piu’ leggero, scritto da Anthony Bourdain. Che nel mirino spara solo nell’introduzione “sanguinolenta a fini alimentari” (6-7 pagine, la potete scroccare in qualsiasi libreria).

Siamo dunque delle bestie carnivore, mangiamo troppo e non trattiamo bene gli animali, quindi … perche’ non diventare vegetariani ?

“Coltiviamo” pulcini storpi che muoiono tra stenti e privazioni, si ammazzano tra di loro “solo” per riuscire a mettere le zampine per terra, si beccano nevrotici e allora gli tagliamo il becco. Diventano polli sbilenchi e gli diamo le vitamine per tenerli in piedi, tutti infilati in quei capannoni con luce a intermittenza per avere tante uova per avere tanti pulcini e cosi’ via … Non rispettiamo niente e nessuno solo per farci il nostro hamburgerone ipercalorico.

Vergogna !!!

Ma il presupposto del superbo (quando si ricorda di essere scrittore) Jonathan Safran Foer e’ sbagliato. Purtroppo.

Perche’ il presupposto e’ un dogma, in questo caso religioso. E come tutti i dogmi “perde” il significato sottostante e si impone solo come dogma. Quindi discutibile per definizione, almeno da queste parti.

Spariscono sotto i dogmi i cinquanta miliardi di animali (terrestri, dei pesci non si sa) che alleviamo intensivamente perche’ i dogmi si portano via tutto. Volendo, i dogmi si portano via anche la crudelta’ perche’ la crudelta’ non e’ oggettiva. E’ crudele chi spara i chiodi in testa ai maiali ? Si, ma che almeno li uccida al primo colpo, che abbiamo fame.

E’ crudele crescere gli stessi maiali nelle loro feci in una gabbia che fatica a contenerne la ciccia strabordante ? Cosa e’ piu’ crudele dunque ? “Infilare” loro un bastone per gioco prima di sparargli una scarica elettrica che comunque li fara’ soffrire fino alla morte ? E’ meno crudele farli ridere e correre contenti in un bel pratone e poi ammazzarli “di sorpresa” ?

E le stesse feci poi ? Pochi immaginano che quelle che derivano dagli allevamenti intensivi spesso diventano “un geyser di merda” (testuale) che danneggia seriamente la salute  della popolazione vicina.

C’e’ anche la notissima catena di fasf food, poco diffusa in Italia, che acquista circa un miliardo di polli all’anno … un miliardo di polli equivale (dice il libro) a coprire Manhattan completamente, inclusi tutti i piani degli edifici. Quello che un’azienda di queste dimensioni fa viene praticamente copiato da tutte le altre aziende del settore. E quello che questa azienda fa e’ permettere ad alcuni addetti di strappare la testa ai polli vivi, giusto per dire.

Sono solo alcuni dei “casi” che gocciolano sangue dal libro.

E’ pesante da leggere questo tomo, perche’ 286 pagine di puro giornalismo a me rompono le scatole, ma lo sforzo vale il tempo speso. JSF elenca paginate di riferimenti a studi e statistiche rintracciabili facilmente in rete e, indignato, si domanda perche’ nessuno sia interessato a leggerne.

Mangeremo ancora carne dopo la lettura ?

Io si. Ma non so spiegarmi il perche’.

Una Risposta

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  1. […] Tre bambini deficienti in macchina (uno con la patente)  inventano il giro turistico del cremonese, macabro, ma che serve a superare la noia del paesaggio lento e monopiatto. Ci sono queste porcilaie in zona (che poi non ne ho vista nemmeno una), i turisti vengono caricati direttamente in aeroporto e con un bus fanno un giro tra queste porcilaie. L’ultima mette in palio il viaggio stesso e se stendi un maiale al mattatoio con l’opportuna pistola sparachiodi fai il viaggio gratis. E’ una sciocchezza da bambini dementi e trogloditi ma almeno quando mangi il salame (in regalo anche quello) sai chi c’e’ (c’era) dentro. La tradizione e’ anche questo, con rispetto infinito per il sempre amato JS Foer. […]


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