La Linea dell'Inutile

Bau …

Posted in food by maurozz on settembre 5, 2011

… bau, micio micio.

Bachman e i vendicatori. Quattro ore e 10 minuti. Michelin e le gomme. Le cinque del castello.

Richard Bachman e’ lo pseudonimo con cui scriveva un giovane e sconosciuto Stephen King. Poi in anni piu’ recenti ha ripreso lo pseudonimo e ha scritto “I vendicatori” (e altro).

C’era questa strada di una cittadina degli states, villettine basse molto uguali, auto uguali nei vialetti uguali, bambini e biciclette uguali.  Solite fandonie ‘mmericane  insomma. Arriva un furgone e spara a tutti. Casino. Morti. Delirio.

Perl Nennig ha questo piccolissimo rione espanso dal centrino storico che assomiglia molto a quello la’, senza (hashtag) pirla con i furgoni e i fucili. Zero delirio, niente casino.

Sopra c’e’ il castello. Dentro c’e’ un hotel che, si dice, sia 5 stelle ma ne vale solo 4 piene piene. A 10 minuti dal confine con il Lussemburgo. E dentro l’hotel/castello un ristorante 3 stelle Michelin. Dentro il ristorante c’e’ anche una bella toilette.

Strani casi della vita ci portano a sfruttare qui un buono ricevuto a rimborso di un errore di prenotazione di qualche anno fa da parte di un tour operator. Tedesco, mica italiano (#esterofilia).

E sempre uno strano caso ci porta, dopo poco piu´di un mese, a ricordare in due una cosa: i microdadini di gelatina di fragola con una microfoglia di menta sopra. Sapore intensissimo e pressoche´ chissache’ . In due di cui una affiliata al trashfood piu´ becero e l´altro chre non si rassegna e frequenta il dissablog con l´idea di imparare ma non ce la fa.

Ma Christian Bau e´un tre stelle delle gomme Michelin, come detto, e le portate totali sono state circa 14 (piu´varie regalie per fare la bocca). Qualcosa non funziona, probabilmente siamo noi.

Ho qui il menu’ personalizzato con quello che abbiamo mangiato e i nostri bei nomi stampati sopra, e senza leggerlo mi ricordo solo del dadino e della toilette. E di 4 ore e 10  minuti seduti in una poltroncina un po’ restringente-invadente, un servizio bravo, e bello teutonico con scorza di simpatia e della moglie di Christian Bau in sala. E del microdadino e della toilette ? Ma sono matto  ???

Per esempio: io ho mangiato “medaglioni di aragosta alla mela verde con mandorle affumicate” ? Certo, ma dopo un mese sono svanite, e non capita con tutti i piatti. Il sashimi di Perdomo me lo ricordo ancora adesso per non dire della patata di Bottura.

Mi ricordo qualche dettaglio dello Steinbutt dell’Atlantico ai 4 estremi: piccante, dolce, salato e acido, questo si; quelle 4 salse alle sardine, al limone salato, allo zenzero e alla patata dolce.

E niente dei gamberoni “a la plancha”.

“Nebraska beef ” ? Lontanissimo e solo se leggo (di cipolla strutturata, ovviamente delle beef ribs e della tapenade giapponese) e mi concentro.

La pasticceria di fine pasto, che’ abbiamo rifiutato causa completo esaurimento i pur interessanti formaggi, invece molto ficcante, con una miriade di note acide e su tutte: il dadino e l’intensita’ dei suoi sapori.

Presentazioni splendide, sulla pasticceria prende almeno 2 delle  stelle dell’omino smilzo (che sono io), le 3 dell’omino obeso di gomma non le capisco.

Interagisco con un blogger di madepatria e gli chiedo un parere: mi dice che lo preferiva quando era piu’ classico (GASP !!!!!).

Muoio pensando del pur bravo blogger di sicuro biondo: hai mangiato un bratwurst “a la plancha” con senape francese come tocco esotico ?

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