La Linea dell'Inutile

Le vite degli altri

Posted in cinema by maurozz on dicembre 1, 2009

Non so cosa stessi facendo il 9 novembre 1989. Di sicuro non stavo li’ a guardare il Berliner Mauer andare lentamente in pezzi … la barriera antifascista veniva giu’ mattone per mattone e io non ero granche’ interessato.

Poi dopo 12 anni e’ arrivata la kastigamatti, uscita dal profondo est , e naturalmente ho cominciato a interessarmi un po’ alle vicende east vs. west. Sono anche andato sulle rovine del muro, ormai un po’ turistizzate … e ho fatto il mio sforzo di immaginazione.

E’ per questo che solitamente non  perdo film che in qualche modo rievoca quel periodo, dai lunedi di Lipsia fino all’annuncio, comicamente shock, dell’apertura della frontiera da parte del ministro della propaganda DDR Günter Schabowski, fino al crollo. Il recente Final Days per esempio, anche se un po’ posticcio, mi ha commosso nel suo essere cosi’ didascalico.

Ma “Le vite degli altri” e’ un’altra dimensione. L’assenza di dialoghi, di vita se vogliamo, intorno al protagonista, lineare funzionario del Ministerium fuer Staatssicherheit (Stasi per gli amici, la sicurezza nazionale), contrasta secca con l’attivita’ febbrile e appassionata degli intellettuali che sorveglia.

La salsa che spreme direttamente dal tubetto per condire la pasta mentre accende la TV, nel silenzio del suo appartamento uguale a cento  altri nello stesso stabile,  e’ solo un fotogramma, ma racconta piu’ di tutta wikipedia. La puttana che riceve, la stessa che gira tutti i funzionari del palazzo.

E il viral marketing, possiamo dirlo tra di noi, l’ha inventato la Stasi. Con quel suo andare di casa in casa, di vicino in vicino, fino a raccogliere non si sa neanche quanti collaboratori … una mostra che vidi a Francoforte qualche anno fa raccontava di 300.000.

Non se ne parla troppo spesso con la kastigamatti, il graffio non si rimargina … nonostante gli Spreewald Gurken, gia’ celebrati in Goodbye Lenin se non erro, siano ancora nei suoi sogni.

Non ha nemmeno voluto andare a verificare il suo fascicolo quando e’ stato messo a disposizione, dopo l’apertura degli archivi. Per il timore di scoprire amici-spia e distruggere un passato che fa meno male sotterrare un po’.

Le vite degli altri” tutto questo te lo racconta, senza troppo gridare, sommesso, mentre il funzionario lentamente abbandona il fervore totalitarista e diventa __comprensivo__, fino all’impensabile gesto finale.

E cosi’ facendo ti racconta il dramma dell’anima di chi aveva forse gia’ capito … o era sulla strada.

Capolavoro se ce n’e’ uno.

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