La Linea dell'Inutile

Dispensa Pani e Vini

Posted in food by maurozz on settembre 1, 2009
Non incluse nel pur eccellente servizio

Non incluse nel pur eccellente servizio

Diciamolo subito, cosi’ togliamo suspense. Sono rimasto un po’ deluso da questa Dispensa, ma non tanto deluso. Solo un po’, quel tanto po’ che basta a farti tornare per riprovare, mica che possa avere sbagliato io (?).

L’immancabile maestro di vita scodella l’idea della Dispensa Pani e Vini per combattere una tardiva afa agostana, raccolgo e mi entusiasmo ricercando news_on_the_net_about_it. Chef gia’ Michelin_ato (Vittorio Fusari), location non male, una mezza ideina di serata vacanziera collinare in Franciacorta. Bon, si parte … moracciona e sorellina al seguito.

Si arriva sulla statale per Iseo e il fido Tom indica una nuovissima costruzione in puro stile McArthur-Glen, no buono. Pero’ si parcheggia senza animosita’, buono.

Ingresso su scaffalature farcite, e su quasi bottega da formagg_salumaio … bello, un po’ sgargiante ma bello. Belle anche le due carampane (non quelle al seguito) entrate insieme a noi e tirate a lucido come per l’esame di maturita’. Con tacco. Che male di solito non fa.

La retta via indica un giardino (o cortile), anche qui un po’ troppo levigato. Tavolo enorme, spaziature tra i tavoli ottime … potresti quasi cantare messa senza disturbare gli altri intenti (chesso’) a fornicare (e’ solo un esempio).
Il naso percepisce effluvi di uno strano Autan allo zafferano, non e’ la sorellina, sono invece le erbe aromatiche piantate dietro di te in quantita’ notevole. Bell’effetto, e zanze scio’ !

All-in-all una roba molto curata ma anche un po’ snobbina da aperitivo milanese di qualche anno fa. In salsa Franciacorta. Ben popolato.

Diciamo anche questo quasi subito: servizio ottimo, cortese senza stuccare, attento senza soffocare.

E si parte con le bollicine, non e’ in Franciacorta che si possono evitare, e non e’ qui che puo’ essere elegante rifiutarle.

Il salmone offerto con panna acida non e’ un entree che possa emozionare, pero’ almeno e’ corretto. Certo piu’ corretto della sfogliatina di patate con caviale … niente da dire su caviale, sfogliatina e cremina al seguito … ma la patata racchiusa e’ praticamente cruda, e costringe il commensale a distruggere composizione ed equilibrio del piatto per poter essere mangiata. Peccato, occasione persa.

Il secondo intermezzo e’ invece di molto livello: zuppetta tiepida di cozze, servita in una trasparente tazzina da caffe’. Bello e molto buono.

Come molto buono arriva dritto dritto dal prospicente (quasi) lago d’Iseo il filetto di coregone (Coregonus Lavaretus), pesciazzo di acqua dolce con un deciso e selvaggio sapore. Qui perfettamente addomesticato per non offendere, ma non troppo da volare via … che’ sempre un pesce ha da rimanere.

Sfilano intanto vitelli insieme agli immancabili tonni, zuppe di monococco (no, non e’ un batterio) e piccioni, trigliette e roast beef.

Mal me ne incolga … prendo anche il dessert: tortino al cioccolato caldo. Che non e’ male, ma poco originale si.

Beviamo bene e devo fare i complimenti al sommelier: e’ la seconda volta che lasciamo mano libera al vinaro di sala e questi non ci spenna, proponendo un bel bilanciamento personalita’-benefici. Bianco Maria Medici (Uberti) chardonnay e Bianco della Seta, sempre chardonnay, di Monzio Compagnoni. Ottimo soprattutto il primo, ma insuperabile il secondo, anche perche’ si sono dimenticati di mettercelo in conto :), me ne sono accorto il giorno dopo, non pensate male.

Ce ne andiamo. Ma torneremo.

3 Risposte

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  1. Giovanni Arcari said, on settembre 2, 2009 at 8:31 pm

    Caro Mauro,
    posso essere concorde con te per il fatto che non ci sia la continuità costante che ci si possa aspettare. Del resto Vittorio è cuoco di grande concettualità legata alle migliori materie prime e non è facile dare voce alle sue creazioni, sia che a metterle in pratica ci sia un cuoco di lunga esperienza che un novizio. Ricorderò sempre un piatto mangiato anni fa al “Volto”. Una zuppetta di porcini adagiati in una terrina rovente. I funghi erano freddi. Un contrasto ai limiti, ma ti posso garantire che quei funghi non li scorderò mai. La dispensa è un luogo che cerca di portare un messaggio nel territorio franciacortino e certe “inesattezze” frutto di pecche di gioventù, sono accettabili. La prossima volta che verrai, magari ci si prende un bicchiere insieme.

  2. maurozz said, on settembre 5, 2009 at 9:34 am

    Volentieri ! Ti tengo informato.

    Grazie per il commento.

    mauro

  3. […] differenza di chi può sedersi sulla linea dell’inutile, noi abbiamo i nostri problemi logistici, quindi facciamo una cosa brutale, un po’ stonata […]


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