La Linea dell'Inutile

Maldivian lectures

Posted in libri, viaggi by maurozz on maggio 2, 2009

Cioe’: i librotti che mi hanno condotto per le due settimane di tragicomica vacanza maldiviana.

Reuccio della situazione: Che ne e’ stato di te Buzz Aldrin ? di Johan Harstad.

Piccolo grande libro, che ho trovato da Hoepli autografato dall’autore. Bella storia di vinti dalla vita che non si arrendono, o meglio: che si arrendono ma ripartono, non che poi arrivino. Commovente a tratti, grottesco altrove, all in all molto divertente, anche se l’argomento e’ bello pesante.
Riassunto: prima o poi la devi piantare di fuggire da tutto e tutti e tentare di trovare una situazione dalla quale non tenterai piu’ di scappare semplicemente perche’ ti ci troverai bene.
Caldamente consigliato ai duri di cuore, ai facinorosi sociali, a quelli che gli altri non servono a niente, a quelli che sto bene da solo e chissenefrega del resto.
E agli amanti della letteratura nordica, qui ben temperata da un certo spirito latineggiante.
Matti o presunti tali che si ingegnano a nuova vita aiutati da un medico psichiatra ex alcolizzato, non so come si potrebbe far di meglio.
E sullo sfondo, sempre, Buzz Aldrin, il secondo uomo a calpestare il suolo lunare.

James Crumley invece scrive, scriveva perche’ e’ recentemente passato a miglior vita, roba che scotta, si direbbe hard-boiled in gergo. “Il caso sbagliato” e’ una di quelle storie un po’ sudate, un po’ lente, un po’ Texas sudista, che quasi pare di leggere un Lansdale al rallentatore. Come spesso capita leggo la data di prima pubblicazione solo dopo aver letto il libro: 1975. E capisco da dove arriva una certa letteratura di Lansdale.

Giancarlo de Cataldo e’ noto per la strapaesana saga di “Romanzo criminale“, di cui ho molto apprezzato la trasposizione cinematografica prima e quella televisiva poi. Ma che non ho mai letto, vittima del mio solito conformismo anticonformista. Ragion_per_cui questo “Il padre e lo straniero“, che ho presuntuosamente subito collocato tra le opere minori del Gianca, l’ho preso d’impulso. Bellissima storia srotolata quasi sottovoce, nonostante la violenza profusa a pieni gomiti. Storia di diversi, di handicap e di immigrazione, di amicizia ed emarginazione. Una piccola lezioncina per gli obesi da xenofobia.

Uno che invece mi ha piuttosto deluso e’ stato “L’ordine del giorno” di tal Quintreau. A leggere la controcopertina (e a lavorare in questo crazy world dove tutti parlano e parlano solo perche’ dotati di muscoli (in)opportuni) non puo’ non piacere: panoramica di una riunione di comitato direttivo di un’azienda x … dove tutti, ma proprio tutti, hanno da pensare male su tutti gli altri. Che tristezza, ma funziona propri ocosi’. Solo che il libro non fila; i flussi di cattiva coscienza di tutti quanti diventano un po’ troppo insistiti e claustrofobici.

Carlos Luis Zafon non ha cominciato a scrivere dai suoi due capolavori, anche prima faceva lo scrittore. E questo “Principe della Nebbia” e’ un po’ l’introduzione al genere: un mezzo gotico popolare con tocco di magia nera senza esagerare. Il libro prende ma non uccide le giornate. Buon antipasto per i due pezzi grossi.

Sara Gran scrive un noir, che la cotrocoperta definisce tra i pu’ crudi mai letti. Probabilmente non hanno mai letto Manchette … “Una del giro” rimane un buon noir, ma lontano dall’hardboiled e lontano dalle violenze pubblicizzate. Anche qui un buon libro, ma smettiamola con le esagerazioni da controcoperta !!

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