La Linea dell'Inutile

La Morra

Posted in food, viaggi by maurozz on marzo 21, 2009

28022009153La cantina comunale di La Morra e’ sita in La Morra, via (immagino) Carlo (e son sicuro) Alberto al civico 2. A uno sputo c’e’ un bel belvedere, che spazia su buona parte delle Langhe e dove si possono ancora trovare quelle indicazioni molto seventies che ti dicono che in quella direzione a circa 3245 (punto 6)  km c’e’ il polo nord. O roba simile.

Tempo fa, in una giornata frizzante di finta primavera, alla cantina comunale di La Morra si presenta un tipo alto e allampanato, bello ma un po’ scalcagnato, sveglio, simpatico e piuttosto alticcio: io (Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio)

La secolare, proverbiale, insuperabile … aperta cortesia piemontese mi scruta da dietro il bancone, senza emettere suono alcuno. Mi guarda e non favella, novello Michelangelo.

Lo incalzo: non mi frega niente che siamo nelle Langhe, io voglio qualche bottiglia di bianco locale che sia decente, che abbia una personalita’ e che non costi 60 euri la bottiglia. Il tizio e’ in evidente difficolta’ … vuole provare un Barolo ??? Noooooooooo, ho detto biancooooooooooooooo. Ma forse un buon Nebbiolo ? Noneeeeeeeeeeeee’, ho detto biancoooooooooo.

Lo abbandono alla sua afasia e scelgo come al solito su un misto di cromia di vino e di etichetta, prezzo e sulle quattro note scarnite che trovi sul retro bottiglia. Si, poi guardo anche se per caso ti dicono di quale uva si tratti.

Ecco cosa ne esce.

Oddero Collaretto: orripilante.

SAS Eugenio Bocchino Riesling: decisamente il piu’ personale del gruppo, da ritrovare, anche se non pare piu’ in produzione. E poi il riesling (renano) e’ il riesling (renano). All’Eugenio ho permesso anche di farsi acquistare una bottiglia di Nebbiolo, che era buono e titanico (ma io il rosso non lo bevo mai).

Ballarin Langhe Bianco: ci puo’ stare, ma al posto dell’acqua.

Mauro Molino Chardonnay Livrot: c’ha il suo perche’ ma temo che la deriva chardonnay da queste parti non sia delle migliori.

Renato Ratti Monferrato Bianco: una curiosa interpretazione del sauvignon, anche questo sarebbe da riprovare.

Una Risposta

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  1. rob said, on marzo 22, 2009 at 5:54 pm

    ammetto ci voglia fantasia, e mi scopro a deludermi di rossi friulani. terroir direbbero i miei vecchi maestri vinosi. e contro la natura non vai mai. la prossima volta chiama marco parusso, o domenico clerico, a nome mio se vuoi, e godi…


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