La Linea dell'Inutile

Music does not respect borders

Posted in musica by maurozz on febbraio 14, 2009

cimbalomDi Budapest ricordo soprattutto il caffe’ Gerbaud … e in verita’ anche un piccolo locale equivoco su Vaci Utca, ma quest’ultimo non c’inzerta con il post.

Gerbaud non sfigurerebbe a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa che descrivere e’ tempo perso, tutti la conoscono, almeno per via di dozzine di film.

Il fatto che di Budapest io ricordi soprattutto Gerbaud (puo’ anche essere un problema mio, ma in realta’) e’ perche’ Budapest ha un po’ quell’aria li’, che non e’ Balcani, ma non e’ ancora non-Balcani. Diciamo che Budapest e l’Ungheria sono una uscita dai Balcani in direzione altro … anzi, in direzione “tutte le direzioni”.

Delle varie derive di ispirazione balcanica (nel senso di musica), quella ungherese spolvera un po’ la mia concezione di Budapest, balcanica ma non del tutto balcanica, caciarona si, ma con garbo … e con spruzzi di intellettualesimo.

Kalman Balogh e la sua Gypsy Cimbalon Band interpretano precisi il ruolo, manco gliel’avessi chiesto io. Il concerto, organizzato dall’instacabile Frame Events al Teatro Civico di Dalmine (benedetto understatement), va via bene nonostante la presenza di un fastidioso sax. Mi scuso, ma per me sax = Fausto Papetti … forse era troppo alto al mixer, non lo so … ma dava fastidio.  In ogni caso devo ammettere a malincuore che la sua presenza e’ proprio li’ a testimoniare quell’intelletualesimo di cui sopra.

Il cimbalon e’ uno strumento piuttosto difficile da digerire, il timbro delle corde sbatacchiate dagli sticks puo’ anche intorpidire. E quindi ero curioso di sentirlo live, su CD non mi aveva convinto troppo. Godibile, tra l’altro, la breve cronistoria della strumento che Kalman ha sciorinato.

Bel concerto. Bravi tutti i musicisti, con ovvia menzione per il violino tzigano. Su tutte ricordo la traditional di Serbia “Ederlezi” , ingiustamente assurta a inno dei serbi nazionalisti durante la guerra balcanica e che gia’ Bregovic ha tentato di riportare piu’ e piu’ volte alla sua dimensione di traditional popolare/religiosa.

La presenza di un solista rumeno alla voce, un rumeno proprio da film di Transilvania, con baffoni e lunghi capelli (unti), ha aggiunto qualcosa di curioso. Anche se non sempre azzeccato.

Alla fine mi pare di poter confermare l’idea iniziale (tanto me lo dico e me lo scrivo, che mi costa ?), un genere balkan che occhieggia a qualche passaggio jazz standard e che dimentica, per larga parte del concerto, l’iconografia classica di genere … tipo trombettisti ubriachi di Guca che fanno solo casino.

Inutile dire che il CD acquistato sull’onda dell’entusiasmo non e’ male, e che il titolo del post e’ l’apertura del booklet ivi contenuto.

Kalman Balogh & The Gypsy Cimbalon Band – Live in Germany, lo trovate su etichetta Traditional Crossroads, anche su iTunes & Amazon.

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