La Linea dell'Inutile

Innocenti Evasioni – 3 anni dopo – Milano

Posted in food by maurozz on giugno 10, 2017

E niente. Tre anni fa mi aveva fatto una impressione tipo: quindi quando comincia la cena ? ma avevamo appena finito.

Stavolta invece mi ha fatto la stessa identica impressione. Ma.

L’antipasto era buono, capasanta tiepida, salsa di pere all’extravergine e zenzero, fave alla vaniglia, gel al blody mary e crosta di pane. Elaborato ? neanche troppo, perche’ non tutti i sapori saltano proprio fuori dal piatto. Non che sia per forza un problema, ma.

Invece mi sa che i ravioli affumicati agli scampi il problema di risultare troppo delicati, ce l’hanno, con crema di mozzarella, piselli (!), salvia e polvere di camomilla.

E cosi’ un po’ anche il resto del menu’ degustazione. Proposto, sia detto a onor del merito, a un inusuale prezzo per un monostella a Milano.

Forse forse, con il menu della tradizione milanese sarebbe andata meglio ?

 

Ristorante Piazza Duomo – Alba (CN)

Posted in food by maurozz on maggio 22, 2017

2017_04_29_11_55_07_ProShotComincio pesante [cit.]. Il coniglio con la polenta no. E’ vero che dalle parti di Modena fanno, o facevano, la pasta e fagioli ma quella pareva un tiramisu’, mica quella di mia nonna. Non capivi nemmeno se c’erano la pasta e il fagiolo. Aveva un senso.

Qui no, un coniglio in umido con la polentina sotto, morbida eh per carita’. E per accomodarlo giustificarlo una (generosa) scaglia di tartufo nero sopra. Che pero’ no. non c’entra un tubo con il resto del menu, fa un po’ l’effetto di te che sei li’ che provi a volare  alto … e improvvisamente un incudine. E profuma di presa per il culo, magari non lo e’,  ma puzza di.

Del menu “Degustazione +2” e’ pero’ l’unico punto critico; il “+2” sono, filologicamente,  due piatti in piu’ rispetto al menu degustazione, che la cucina inserisce a sorpresa. Piatti “signature” dello chef. Il gia’ citato coniglio e un gambero alla cocktail anni ’80 con radicchio rosso al vapore. Che non ho amato particolarmente, ma, devo ammettere, piu’ per avere odiato il periodo della salsa cocktail ovunque che per eventuale inutilita’.

Il vertice rimane, e rimarra’ finche’ sara’ in carta, l’arcinota “Insalata 21… 31… 41 … 51…”. Lo dicono tutti, lo dico anch’io: e’ un trip tremendo, con queste pinzette chirurgiche che ti invitano al petalo dopo petalo, alla foglio dopo la foglia. E sempre, dopo ogni foglia: ma e’ verde come l’altra, eppure … Tremendo, spiazziante, anzi ESPERIENZIALE, come dicono adesso.

Galantina di vitello in gelatina e calamaro con patate, piselli e coste i miei preferiti. Ruffiano l’asparago al brusco. Troppo dolce per i miei gusti la torta di limone.

E piu’ freddi che tiepidi i ravioli, a far giustizia sarebbero dovuti tornare in cucina per una passata al micro-onde (e’ una battuta ne’), ma gia’ saturi dell’esperienza abbiamo comunque apprezzato gustato.

Meno abbiamo gustato apprezzato il conto, pagabilissimo per una esperienza superiore, non per questa.

Non si torna, nemmeno per l’insalata. Anche se si parcheggia facile.

Rimasugli di Savoia fuori tempo massimo avvistati in sala, cosi’, per i fan.

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Le Train Bleu – Parigi

Posted in food by maurozz on maggio 1, 2017

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Forse irriguardoso giudicare da una cena-comitiva, ma tant’e’, il mondo e’ fatto cosi’. E nulla possono gli stucchi e gli ori contro una carne fredda, non tiepida, fredda e un finto tartufo nel pure’. Peccato, perche’ la sempre impegnativa sleppa di foie gras e’ ben bilanciata da intelligenti composte di agrumi. Troppo facile riaversi con i formaggi, siamo in Francia !

Ciao.

A mai piu’, o forse ci vediamo al bar.

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Volm Ristorante – Pozzuolo M.na (MI)

Posted in food by maurozz on ottobre 20, 2016
carota

picture stolen @ http://www.viedelgusto.it

Caspita ! Anche se quello che ho detto davvero alla fine e’ stato: minkia ! perdiana ! E non solo alla fine perche’ coprendo la siderale distanza di minuti 15 da casa mia, e parcheggiando in 10 secondi,  non mi aspettavo un ambiente cosi’. Uno strano mix tra “c’era e l’abbiamo mantenuto” e “non c’era e l’abbiamo comprato/progettato” ma sempre utilizzando indigeni. Tipo i negozi, quegli strani posti dove gente normale vende(va) roba normale. Con che risultato ? Mad Men, la serie, ma con gusto ancora piu’ lo-fi. E tavoli ben distanziati.

“Maramao perche’ sei morto ?” che e’ una [cit.] troppo vecchia perche’ sia comprensibile ma che mi e’ saltata su al dolce, che era una carota. Non proprio dell’orto ma di qualche km piu’ in la’, in diretta da un latifondo (!) bio da decine di anni, contornata di fave di tonka, di mango acerbo (sottoforma di marmellata) e di un tortino di cioccolato. C’era anche qualcos’altro di croccante oltre alle fave. (more…)

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Testina – Milano

Posted in food by maurozz on ottobre 8, 2016

La torta fatta in casa, croce e delizia del vorrei ma non posso.

Che poi non e’ mica cosi’ difficile no ? E’ solo un pranzo di lavoro, nessuna pretesa gourmet o che.

Pero’ … ecco, se fai cosi’ te le tiri addosso.

Perche’ se la torta della nonna fatta in casa (“che mi e’ rimasta solo l’ultima fetta”) e’ una Bindi o simile, e me lo sottolinei anche che e’ fatta in casa …

E niente, cosi’ mi motivi proprio capisci ?

E allora via la pasta al tonno tristemente scotta che si capisce anche a vederla passare. Non serve mangiarla, e in ogni caso l’abbiamo mangiata. Caz.. era proprio scotta.

La costoletta alla Milanese, quella tradizionale, quella mitica di Milano, anche se nella sua versione sottiletta … vedi come sei ? si puo’ fare un disastro con la costoletta, tanto nella versione alta quanto in quella sottiletta. Invece la tua stava insieme, andava bene, considerato il contesto.

Ma perche’ mi devi prendere per i fondelli con la torta fatta in casa ? Daiiiiii !!

Testina, sei davvero evitabile ma se capito li’, in un rarissimo momento di calo di zuccheri, magari in compagia di un diabetico in quasi crisi ipoglicemica, dopo un lungo peregrinare cittadino in pieno luglio … e muoio di fame …

… ecco allora magari una fetta di torta della Bindi la prendo volentieri.

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Osteria della Buona Condotta – Ornago (MB)

Posted in food by maurozz on settembre 24, 2016

Tonno di coniglio. Tartare di carne piemontese.. Poi dalle altri parti del tavolo un risotto con la luganega e ancora una parmigiana, e paccheri di gragnano al doppio pomodoro, campano e pugliese.

Se non amate l’olio d’oliva abbondante non amerete il tonno, se non amate un intelligente e raro equilibrio nella tartare non amerete la tartare. Pane ? C’era.

Acqua. Caffe’. Per tre.

Conto allineato per un buon pranzo di lavoro senza ressa.

E poi c’e’ il capitolo simpatia. Strabordantemente lombarda quella della sciura, tanto al telefono quanto all’ingresso. E nonostante tutto … non fastidiosa.

Contenuta, nascosta, quasi retro’, poco esaltata, quella dello chef. Vado sopra la mia abituale ritrosia e lo dico: __assente__. Peccato, clienti persi per il giorno dopo. Probabilmente si sono divisi i compiti con la sciura.

Comunque si parcheggia facile.

The Floating Piers – work in progress

Posted in arte by maurozz on aprile 24, 2016

Difficile da trovare, si vede quasi meglio da una curva qualche km indietro. Comunque i lavori procedono in area blindatissima. Anche se, a mente fredda, forse sarebbe stato  sufficiente pagare l’economico ingresso al …

Accontentiamoci della mostra per ora, mancano solo un paio di mesi.

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Spazio – Milano

Posted in food by maurozz on aprile 20, 2016

Molte luci e poche ombre.

Ma solo in senso letterale. Mentre in quello cucinifero …. Visitato in pieno Fuori Salone, pirla io come al solito a non rifletterci, fatichiamo a raggiungere il terzo piano (non il 72esimo, il terzo) causa concomitanza “inaugurazione” di noto marchio dell’arredamento plasticoso. Per poi fiondarci prima in bagno, nel senso che sbagliamo direzione, e poi finalmente nello Spazio, non brutto, solo un po’ cosi’, molto “milanese”.

Ma la lista non delude, e nemmeno il rabarbaro caramellato di benvenuto. Cosi’ pure il brodo vegetale. Buona idea per lavarsi prima di mangiare.

E a dirla tutta anche la zuppa di pecorino non sarebbe male, pero’ perche’ non osare con la menta ? due foglie di quasi inutilita’ quando il sapido che incontra il balsamico e’ cosi’ un bel momento ?

Allora via alle tagliatelle con Parmigiano, pepe, limone e menta. Sono in un momento molto formaggioso e quindi mi va bene quasi tutto e quasi sempre quando c’e’ un formaggio. Quasi. Un allegro limone bilanciato non riesce, povera stella, a mitigare un parmigiano esagerato. Di quelli che dopo un po’ ti lega la gola. Complice, e’ vero, una porzione generosa. Ah, c’era la menta ?

Allora la seppia, dai … sulla seppia arrosto con estratto di seppia cosa potrai mai dire ?

Niente. Appunto. Poca personalita’, pochissima.

Chiude il cremoso di mandorle, gel di limone e frolla integrale salata, e chiude con gentilezza.

 

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Lavli Iteliens @ Lago d’Iseo

Posted in viaggi by maurozz on aprile 17, 2016

The Hateful Eight

Posted in cinema by maurozz on marzo 2, 2016

8ful

Quasi un peccato non poter godere del discernimento di Tarantino & Co. nella scelta dei pezzi della soundtrack. Ma neanche troppo male il tema di Morricone, che alla sua eta’ si prende la soddisfazione dell’Oscar. Tema piu’ horror che western, e piu’ gotico che country. Letta una cosa interessante dopo l’oscar: sembra piu’ l’opera di un giovane sperimentatore che quella di un venerando maestro, Piovani credo.

Tre ore che non rompono, e quella e’ gia’ una notizia. E un film con l’intervallo, non ne ricordavo da un altro Tarantino: “From Dusk till Dawn” o “Dal tramonto all’alba” per i detrattori.

E come la’, anche qui l’intervallo segna un cambio brusco, forse non di trama, non del tutto, ma sicuramente di velocita’. Dopo opportuna tirata nubian-fallocentrica.

Sorprendono gli scarsi entusiasmi intorno a questo film, e’ una estremizzazione di tutto quel che si conosceva gia’ di sto matto. Grand guignol, dialoghi e monologhi, molta tensione e niente azione (primo tempo), sempre tensione ma scaricata con piu’ “azione” (secondo tempo). Un paio di doppiaggi discutibili, come spesso capita.E poi politica a manetta, razzismo a pioggia e lo scemo del villaggio che non manca mai.

Bello. E con ‘sta storia del Panavision e’ anche vero che nello schermo ci sta un sacco di roba. (anche questa l’ho letta).