Assassinio di lunedi – Dan Turell
30 anni fa circa, questo tizio scriveva questo noir. Ben prima di Stieg Larsson che pure ho letto con immonda ingordigia. 30 anni fa circa, questo era danese, quindi scandinavo. 30 anni fa questo inzeppava di umorismo “fuori luogo” un noiretto metropolitano, con inflessioni nell’animo umano, ma senza esagerare.
Esagerando potrei dire che 30 anni fa questo scriveva avendo letto qualcosa di JP Manchette. Invece probabilmente scrissero contemporaneamente.
La ragazza che giocava con il fuoco

Erika e’ rimasta bruttarella, smorfiosetta e saccentona. Mikael e’ rimasto grassottello, butterato e con lo spazio tra gli occhi piu’ piccolo del mondo. Lisbeth e’ cambiata.
Abbandonati i toni punk piu’ duri nell’abbigliamento, pare avere interiorizzato quella cattiveria e, a fronte della bella frangetta, Lisbeth si e’ incazzata.
Il film numero 2 della serie abbandona decisamente i toni aperti, da paesaggio nordico, del film numero 1 per avvicinarsi a inquadrature e ritmi noir su trama quasi classica da giallo metropolitano.
Peccato per un paio di cose:
- il cattivone Zala assomiglia vagamente a Massimo Boldi, ma basta anche quel poco per renderlo un po’ meno credibile;
- la “resurrezione” di Lisbeth vista su schermo e’ davvero poco credibile.
Il libro numero 2 e’ stato decisamente il migliore della triade, il film numero 2 e’ stato molto bello ma piu’ “standard” del film numero 1 … che se non avesse smielato troppo alla fine avrebbe vinto sul filo di lana.
In generale, a mente fredda, Stieg Larsson scriveva bene, per farsi leggere veloce e con uno stile tutto sommato classico.
Dimenticato: la scena saffica di Lisbeth e Miriam ha scatenato la parte femminile della coppia che avevo di fianco … “che schifo, che schifo” mugolava lei. La scena, invero, e’ piuttosto casta.

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