Dante – Inferno
Biglietto tipo salumiere all’ingresso, coda … poi vai all’accoglienza … vago profumo di resti biologici. Signora gentile. Mi dona un nuovo biglietto tipo salumiere.
Vai all’accettazione. (continua…)
Domenica mattina al PS
Caspita ma questi sono proprio forti, sempre quelli dei Riuniti naturalmente. A parte la volatile depressione per la giornatina grigia e lo scarso appeal del luogo, devo dire che il welcome al Pronto Soccorso funziona egregiamente, che in 5 minuti ti hanno gia’ provato la pressione (e le altre amenita’) e che in un’ora da quando hai lasciato casa sei gia’ sotto la TAC.
Poi il neuro ci mette un po’ e arriva annunciando una giornata campale.
Ma te ne esci comunque meno di 3 ore dopo essere entrato.
E vabbe’, ogni tanto la sanita’ funziona
Brividi e referti
Ha ragione il fido Bob, mia inestimabile guida in questo caos emangio-cavernoso … tornare procura una bella dose di brividi. Non sempre … ero gia’ tornato ai Riuniti per prenotare alcumi esami ma ero appena uscito. Devi tornare a mente piu’ fredda, e non freddissima … bah, che ne so … comunque tornare sul luogo del misfatto qualche volta regala affascinanti (?) brividi di terrore.
Fine della parte lamentosa (piiiinzig direbbe la kastigamatti), inizio parte ludica.
Dunque che i Riuniti hanno questo bel servizio di richiesta cartella clinica, uno sportello dedicato tra i 20 e piu’ del CUPS che sta li’ per distribuire le cartelle cliniche agli ex degenti che ne fanno richiesta. Ogni cartella descrive per filo e per segno tutto quello che “ti hanno fatto” durante la degenza relativa. Se hai fatto la pp o la popo’, quanta ne hai fatta e blablabla.
Non c’e’ mai la coda e puoi addirittura telefonare per chiedere informazioni. Colmo del 2.0 la richiesta la puoi fare anche via fax !! Come ho puntualmente fatto il 14 gennaio 2010 (il 14 gennaio 2010 … il 14 gennaio 2010).
Top of the pops, si occupano loro di richiedere le copie ai singoli reparti di cui sei stato ospite … da non credere. E ti chiamano quando sono pronte … e io sempre a lamentarmi della sanita’ pubblica. Ingrato.
Rapidamente, quindi a meta’ marzo, recupero una delle cartelle, ma non la piu’ vecchia perche’ e’ sotto sequestro (!) per controlli amministrativi. E neanche la piu’ recente, perche’ non l’hanno ancora terminata (aggiornamento ad oggi: non l’hanno ancora terminata, e l’altra e’ sempre sotto sequestro).
La cartella e’ scevra da qualsiasi CD. Allora chiedo: guardi che sulla richiesta avevo espressamente indicato di volere anche i CD, vede qui sul fax ? Si ma si e’ espresso male (naturalmente mi scuso, la kastigamatti avrebbe ribaltato la sportellista seduta stante … tanto per sottolineare la differenza di cultura), doveva scrivere blabla invece di bibi’ e bibo’.
E come faccio per avere i CD degli esami ? Semplice, deve rivolgersi ai singoli reparti (!!!!!), noi non raccogliamo i CD dei singoli esami. Oppure, solo per alcuni reparti, deve chiedere a noi compilando un apposito modulo.
Ma va’ a da’ via i ciapp va’ !!!!
Iperpiressia
Minkia ma scrivere febbre (magari alta) non era piu’ facile !?!?!. Per capire cosa intendessro (i medici che hanno scritto la lettera di dimissioni) ho dovuto aspettare di essere davanti al leptop !
Pero’ almeno adesso ho capito il senso di antipiretico
Meno 5 – Last @ home
Stomaco piuttosto chiuso stamattina, lo yogurt (il yogurt ?, the yogurt ?, das yogurt ? der yogurt ??? mah !!!) non mi andava e mi sono sbafato un paio di fette Pan Bauletto Mulino Bianco integrale con marmellata Rigoni “sensa sucur”. Che non si capisce come il Pan Bauletto possa durare piu’ di un mese … secondo me ci mettono della gomma sintetica dentro. Comunque: mi son messo sul divano anziche’ al tavolo e ho capito che e’ bello avere delle abitudini se ogni tanto ti ricordi di cambiarle, senno’ alla fine ti rompi … si va bene non e’ un grandissima novita’, non avro’ il Nobel per questa riflessione ma tanto non avro’ il Nobel nemmeno per il blog … quindi scrivo un po’ quel che mi pare.
Vancouver chiama Bergamo
Il 12 Febbraio 2010, venerdi, alle ore 18, locali, le TV di mezzo mondo trasmetteranno la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Vancouver. In Italia saranno le 9 di mattina (credevo, ma mi hanno gia’ corretto).
Il 12 Febbraio 2010, venerdi, poco prima delle 8 (locali), mi presentero’, ma solo dopo essere passato dal CUPS, in reparto … Unita’ Operativa Neurochirurgia. Dovrei essere in tempo per la prima colazione e non credo ci saranno TV, e nemmeno qualche inviato de L’Eco di Bergamo (almeno spero).
Il 16 Febbraio 2010, martedi, al Vancouver Olympic Center il programma dei Giochi comincia con il curling.
Il 16 Febbraio 2010, martedi, alla Unita’ Operativa Neurochirurgia, il programma comincia con me medesimo … almeno spero. Che se invece mi dovessero dare tempo mi nasconderei che non mi troverebbero neanche quelli di Giochi senza Frontiere !!!
Rattle … rattle …
Liste di attesa
Nel pieno del turbinio del “niente da fare tranne aspettare” intorno a the thing, in snervante attesa di intervento a cielo aperto … ooops … sorry: a cranio aperto e da sveglio, provo a googlare “lista attesa“.
Indovinare prego il primo sito della lista … dai dai, un piccolo sforzo e ce la fate … fate due piu’ due, su ! Animo !
Va bene, ve lo dico io: Ministero della Salute… provare per credere.
Avalon
Neurochirurgo e’ uno, neurochirurghi sono gli altri.
Ma uno ti riceve in un ambientino cosi:
Gli altri in uno cosi’:
Ue’ nini, anche se ti dicono le stesse cose, fa una certa differenza
Sono stato cattivo ?
Arrivo con il solito anticipo e mi siedo a un tavolo del bar di fronte. Ordino cappuccino (ottimo) e una brioche al cioccolato (inutile, come tante). Scrocchio svogliato il giornale, bevo e mangiucchio. Alzo lo sguardo, che gira qua e la’. Ai tavoli vicini mille storie cliniche, lunghe di anni o appena cominciate … referti che vanno e vengono, uomini, donne, bambini. Mancano giusto i cani.
Mr. Primario, il mio Mr. Primario, e’ la’, al bancone, solo, sguardo basso. Beve un cappuccino e mangia una brioche. Non e’ un Barone della Sanita’ Pubblica, e’ un uomo … che sembra stanco, e che sta probabilmente pranzando per tornare di corsa in ospedale.
Lo vedo uscire, davvero mesto, con il mezzo sorriso d’intesa passato alla cassiera, quel mezzo sorriso che hanno i clienti abituali. Mi fa una tenerezza infinita e mi pento, mi pento di essere stato forse cattivo nei suoi confronti … ma non mi viene in mente quando.
Io vado, dopo un po’, a incontrare la mia dottoressa … che mi spiega con calma e sorridendo l’evoluzione di the thing. Con lei so di essere stato cattivo, ma al tempo temo se lo meritasse … oggi, oggi no. Oggi mi ha ascoltato e spiegato. E non ho motivo per essere cattivo.
Ecco, oggi mi sento bene. Tanto, poi, passera’.







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