Osteria dell’Acquacheta – Montepulciano
L’ Osteria dell’ Acquacheta e’ un posto che gia’ dal sito dice tutto, anzi’ e’ sufficiente la Sua foto; l’oste (che non e’ un uomo, e’ un’oste) ti attende sulla porta, ti caccia se non hai prenotato, ti guarda male se fai il fighetto e impersona il personaggio. Normalmente lo manderei a quel paese, lui, la sua parade di tic locali in proiezione business e il sito furbo, ma qualcosa di sinistro sembra averlo, quindi soprassiedo. E poi e’ il fido Bob che ci ha portati qui, di solito lui non sbaglia. Ha anche una bottiglia di Salco 2004, non paglia secca (non fatelo anche voi di portarvi il vino da casa, che il truculento oste potrebbe farvi a pezzi). Ma la kastigamatti teutonica apprezza l’atmosfera ventre a terra e gli americani USA king size con cui dividiamo (soccombendo) il tavolo sembrano a disneyland tanto si divertono.
Suggerisco di non scegliere la porta di ingresso piu’ bassa di Montepulciano per raggiungerla, pena una scarpinata memorabile.
La pasta e’ fresca (che il giorno dopo ne fanno di nuova al piano di sopra) e mi rendo conto, da padano ignorante, di aver sempre intimamente coniugato anatra e porcini con la panna; qui invece il senso di pesantezza alla prima forchettata non esiste, il fungo sta li’ senza esagerare e l’assaggio diventa comune, svelto e ha l’effetto di un antipasto.
Ripassiamo la lezione durante la pausa pre-bisteccona, 2 chili in tre mi si dice essere la misura giusta. Arriva l’oste con la carne cruda, ce la sbatte sul tavolo e ci chiede (anche Foscolo faceva domande retoriche) se ci va bene.
Civico 17 – via Passione Gourmet
Un post prima, vedremo poi stasera quando scrivere un post dopo
via Passione Gourmet
La Lucanda
Forse saranno stati i pantaloni a quasi zampa bianchi. O i sandali, rigorosamente Birkenstock e molto aperti, forse la solita incongrua, greve e tintinnante accozzaglia di catene, anelli e bracciali. Fatto sta che al Devero Hotel di Cavenago Brianza entro, con la simpatica (?) baldanza che sempre porto da casa, seguito, ma intellettualmente preceduto, dal maestro di vita. E fatto sta che in men che non si dica, nelle educate menti del personale, diventiamo una coppia di attempati frollocconi.
Il Devero Hotel e’ un blocco di cemento molto stylish (dentro) a mezzo sputacchio (piu’ cavalcavia) dal casello di Cavenago-Cambiago, sulla nostrana Route 66, la A4.
Il Devero Hotel ospita un ristorante che per anni ha rappresentato un tormentone, e che, per manifesta incapacita’ organizzativa e per certo timore reverenziale, non abbiamo mai visitato nella sua dimora storica in Osio Sotto, terra bergamasca.
Il ristorante si chiama La Lucanda.

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