La Linea dell’Inutile

La Crepa – Isola Dovarese (CR)

Posted in food & wine by maurozz on maggio 6, 2012

stolen @ http://www.manualino.com

Tre bambini deficienti in macchina (uno con la patente)  inventano il giro turistico del cremonese, macabro, ma che serve a superare la noia del paesaggio lento e monopiatto.

Ci sono queste porcilaie in zona (che poi non ne ho vista nemmeno una), i turisti vengono caricati direttamente in aeroporto e con un bus fanno un giro tra queste porcilaie. L’ultima mette in palio il viaggio stesso e se stendi un maiale al mattatoio con l’opportuna pistola sparachiodi fai il viaggio gratis. E’ una sciocchezza da bambini dementi e trogloditi ma almeno quando mangi il salame (in regalo anche quello) sai chi c’e’ (c’era) dentro.
La tradizione e’ anche questo, con rispetto infinito per il sempre amato JS Foer. (continua…)
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I pirla @dissapore

Posted in food & wine by maurozz on novembre 14, 2011
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Bau …

Posted in food & wine by maurozz on settembre 5, 2011

… bau, micio micio.

Bachman e i vendicatori. Quattro ore e 10 minuti. Michelin e le gomme. Le cinque del castello.

Richard Bachman e’ lo pseudonimo con cui scriveva un giovane e sconosciuto Stephen King. Poi in anni piu’ recenti ha ripreso lo pseudonimo e ha scritto “I vendicatori” (e altro). (continua…)

La Casa degli Spiriti (io ho un problema e ce l’ha anche Michelin)

Posted in food & wine by maurozz on maggio 24, 2011

E’ un problema, io lo vivo come un problema, forse sono il solo ma finche’ la barca va lasciala andare. Per voi non e’ un problema ? Bene. Per voi c’e’ di meglio nella vita di cui occuparsi ? Benissimo ! Fatelo.

Ma siamo comunque all’apice dell’ozio e quindi tendo a pensare che il menu degustazione servito per tutto il tavolo sia un problema. Negli stellati Michelin, perche’ nelle bettole di periferia non c’e’ mica questa limitazione. Che puo’ essere umanamente compresa quando si e’ in tanti. Non quando si e’ in due. No.

(continua…)

Mirta, trattoria …. mah ?!?!??

Posted in food & wine by maurozz on aprile 21, 2011

Che poi magari ero io, mica loro. Magari la biondina mi ha talmente distratto che non ho capito piu’ granche’.

O forse no, forse erano loro. Che ci mettono impegno, per carita’. Che i 40 euro che prendono, alla fine, ci starebbero anche … se ….

O forse no, forse ero proprio io, che mi accanisco sul parvenu  saggio e ormai tendo al fighetto contemporan-mediterraneo. Che anche da Bottura c’ha avuto da menarla su.

O forse erano loro, che la terrina di iberico sapeva molto di peperone, e un po’ poco di iberico (nel senso del maiale [cit.]). (continua…)

Officina Cucina: secondo piano, citofonare Andrea

Posted in food & wine by maurozz on aprile 19, 2011

“Buonasera” …

“…mmmm seraaaa !” (ho i piatti in bilico, se mi fai passare e’ meglio …)

“Abbiamo prenotato all’Officina per le nove”

” mmmm … Stasera ?”

Ahia …

“SI STASERA, PERCHE’ ??!!?”

“mmmm … Andreaaaaaa”, e Andrea scende le scale, jeans e scarponazzi figherrimi [cit.]

Cosi’ … e’ cominciata cosi’ all’Officina Cucina, un ristorante con un solo tavolo e uno chef che cucina solo per quel tavolo. Parcheggio comodo. (continua…)

“CompreNsione” di un’esperienza: Osteria Francescana

Posted in food & wine by maurozz on marzo 18, 2011

Non ho ancora tolto tutti i mie pastranotti che la Rottenmeier sibila qualcosa alla dolce collega di benvenuto riguardo al fatto che siamo in 7 e chissa’ che. Sottovoce e non sentita. Non e’ che mi stia simpatica a pelle ma una chance la si da’ a tutti. Quando non si rendono antipatici. E poi: ditelo pure al telefono se non ne volete 7 allo stesso tavolo. Che noi si va da un’altra parte. O si prenotano due tavoli separati, sappiamo far di conto.

Piccolo e innocente screzio di inzio serata, che mi lascio subito alle spalle (divertito) vivendo inebriato l’eccitante interpretazione (del suo ruolo) del comandante di sala. Tempo fa su Dissapore lo celebrarono, e pensai: i soliti perditempo che non sanno piu’ cosa scrivere. Invece e’ tutto vero. Riesce a umanizzare il contesto nonostante un austero grigio-bianco e un branco di clientela che sembra uscito da un film di Batman (lato cattivi).

Le tovaglie sono lunghe ai piedi (gosh), le poltroncine belle comode e i poggiaborse il dettaglio che noto sempre, soprattutto quando evita di avere borsoni da campeggio in mezzo ai piedi. (continua…)

Gatto’ – Milano

Posted in food & wine by maurozz on febbraio 11, 2011

Devo parte della mia lista di desideri food anche a  un blog che e’ esattamente il contrario di Dissapore. Qua si filosofeggia anche sul maccherone transgenico invecchiato 28 anni e 1 mese in botti di rovere della Georgia orientale, la’ proprio no. Brevi descrizioni di ristoranti, un rapido giudizio e via. Prova o non prova vedi te.

Si chiama Ruttino, tema scurissimo e testo arancione.

Il Gatto’ di Milano l’ho visto li’, poi era chiuso per la pausona natalizia e poi ci siamo andati. Si parcheggia anche facile se ignori le righe gialle dei residenti.

Ruffianissimo l’ingresso tirato a second hand shop di abbigliamento, campanello utile perche’ lo staff e’ tutto nel locale dietro. E occhio allo scalino.

Ruffiano anche il resto, ma si mangia bene, forse anche un  po’ abbondante. Roba napoletana sistemata un po’ alla milanese, si poteva fare un disastro. Invece no.

Da considerare.

Poi certo … l”Alfieri e’ un’altra roba :-)

Ancora Manna ma non dal cielo

Posted in food & wine by maurozz on febbraio 9, 2011

Che poi torni da Manna dopo un po’. Il sito rimane quello di qualche tempo fa :-)

Il risotto rimane quel capolavoro la’ e ormai abbiamo carpito l’incredibile segreto … il burro acido e due braccia della madonna. Gia’, anche il carnaroli invecchiato un anno.

Il Fronduti rimane quel muscoloso e baffuto ragazzo che fu, che sorride all’idea del Caffarri “bella penna” e che si ricorda anche di quei pirloni di Dissapore.

Anche la lotta tra carciofo e aringa …

Ma forse la bistecca … mumble.

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La Brioschina

Posted in food & wine by maurozz on febbraio 7, 2011

Ci sono diversi modi di mostrare i muscoli, o tirar fuori i coglioni che dir si voglia. Si puo’ urlare al mondo la propria capacita’ di stupire, in cucina come nella moda, o sparandole grosse su un blog. Si possono tenere i prezzi alti, o spocchiarsi per selezionare solo clientela al vertice (che VIP non e’ piu’ di moda) . E ancora, si puo’ avere sede in Piazza della Scala a Milano (per dire).

Poi c’e’ un altro modo, silenzioso. Da movimento verso la periferia. Con affaccio su un cavalcavia e un parchetto un po’ triste, frutto anche della fantasia di un  Guccini, per esempio quello di Poveri bimbi di Milano. E magari ricavando un bel giardino, da dove non si sa. Misteri milanesi.

E’ duro quest’altro modo, qualche volta un pelo sbavato. Ma e’ dove sta La Brioschina.

Il scintillante ingresso e la trasparenza  attraverso cui si vede subito la cucina non corrodono una voglia di tradizione tradita solo da qualche crasi di troppo sul menu (tortoccheri e’ proprio bruttino, ma anche cototrippa reclama la sua vendetta). Neanche il pastello oro dell’ambiente ci riesce, a corrodere.

Lista in legno fronte-retro, dichiarazione di qualita’ indiscussa in basso a destra e via che si va. (continua…)

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