L’Ultima Thule – Francesco Guccini

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Be’, non mi aspettavo certo grosse novita’ musicali ma la title track ha un bel sapore etno-rock … un po’ un “Asia” dei nostri anni e chiude un lavoro-complesso di generi anche mischiati nello stesso pezzo. Non una brutta idea che, con la forte impronta alla produzione di JC Flaco Biondini, e’ probabilmente diventata tema dominante.
Nel complesso l’album, declamato come ultimo per sempre, e’ il Guccini che si conosce, un porto sicuro che con l’avanzare dell’ esperienza-eta’ diventa piu’ sarcastico e amarognolo ma mantiene tutto su un tono di voce piuttosto basso. Non un bisbiglio di chiesa ma piu’ un brontolio da circolino. Anche con una ironia che si scova piano piano. Graffia meno ma la troietta di regime non manca.
Trovo un bel pezzo di Marta Cagnola su S24 che dice molto nello spazio di un minuto. Poi un paio di analisi quasi grammaticali su Rockol (anche di … un Bertoncelli, un prete …).
In Sardegna – Paolo Fresu

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Un bel progetto, e anche un bel libro. Ha ragione Fresu se non vedi la Sardegna dell’interno non hai visto la Sardegna (non so se l’abbia detta cosi’ ma e’ cosi’ che ti rimane addosso questo libro).
50 concerti di fila, un giorno dopo l’altro, ti sembra di sudare con lui e la troupe mentre si spostano nei posti forse piu’ belli dell’isola, e forse perche’ molti sono posti poco conosciuti.
E’ vero, un po’ elegiaco ogni tanto ma che ci vuoi fare ? E’ la “malattia” della Sardegna, “l’amore per la terra da’ solo buoni frutti [cit.]“.
Godibile, a tratti quasi commovente. A tratti invece no.
Mr. Loba Loba: Andrea Berton
(in canna da una vita, adesso che la separazione pare consumata con soddisfazione per le parti ripropongo con piacere)
“Tres Hombres” e’ un album del combo trio blues-rock ZZ Top. Data circa 1973 e l’interno della copertina dell’LP e’ uno spettacolo di colori forti in primissimo piano … cioe’ una montagna di cibo tex-mex, con birra al seguito. Nient’altro, non una scritta, niente, solo e soltanto cibo colorato, grasso e unto. Mi sono tornati in mente gli ZZ Top per una sensazione con lento e lunghissimo persistere dell’acqua al pomodoro di un piatto di Andrea Berton. Il pezzo era Brown Sugar e la nota di chitarra moriva lenta ma lenta ma proprio lenta. Il piatto invece e’ la capasanta cruda (le capesante mi perseguitano) con limone salato, noce moscata, acqua di pomodoro e sfera di ricotta. L’acqua di pomodoro e’ quasi gia’ morta mentre ti ingegni a capire come si mangia questo affare ma quando hai finito lei e’ sempre li’. Tenue. Che aspetta solo un sorso di acqua minerale per riattaccare in tutta la sua ferocia. Esagerato ? No no, riattaccava anche la chitarra. (continua…)
#Gomalanbrass strikes back !!! @ San Paolo d’Argon
Cinque #pirla su un palco non sono un evento cosi’ eccezionale, basta guardare qualsiasi comizio o talk-show … oppure ancora aver visto il dibattito delle recenti primarie della zona sinistra del nostro bel parlamento. Ma cinque #pirla con strumenti a fiato, vestiti da Egiziani del tempo, con trucchi sofisticatissimi per simulare carnagione di colore, che suonano l’Aida, che danzano senza grazia alcuna, che si prendono in giro a palla e che divertono per elegante leggerezza di danza sono una piccola notizia bomba.
I Gomalanbrass erano un quintetto di archi chitarre tamburi fiati piuttosto noto prima che una legge ne vietasse le esibizioni per un intricato e complesso e menoso e sommariamente noioso combinamento di prescrizioni del governo di Sua Maesta’ S.
La legge pare decaduta, loro sono tornati, e gli strumenti li sanno suonare, cazzo ! (Li sapevano suonare anche prima, ho anche due CD).
Bentornati, bravi, tenete duro e vestitevi meglio
Watch “Flash mob in the Copenhagen Metro”
e ridi …azzo !!! Anche se capita a Milano, e anche se chi suona e’ un po’ piu’ straccione …
El Camino – The Black Keys
Perdiana !! era un po’ che non mi capitava una bomba cosi’. Nel mio scarno portafoglio iTunes con 2 album avevano raccolto 4 pezzi con 4 stelle, con questo si fatica a trovare 3 pezzi che valgano meno di 4 stelle. Superlativo.
Museo del Novecento – #italiansdoitbetter
Niente, non ce la possiamo fare … se ci sono due porte, una e’ chiusa, perche’ ? “dobbiamo calmierare gli ingressi”.
Al concerto nella sala del museo ci sono solo 50 sedie ma l’ingresso e’ gratuito, perche’ ? “la polizia annonaria ci rompe i maroni, l’omologazione della sala e’ solo per 50 posti” … “tra l’altro non potete neanche stare in piedi” perche’? “ostruite i corridoi di sicurezza”. Allora dove lo sentiamo il concerto ? “nell’altra sala, tanto si sente lo stesso, ma non nei corridoi dell’altra sala perche’ ostruite i corridoi di sicurezza”.
Non ce la possiamo fare, siamo italiani … facciamo un bel museo con un bel concerto e poi non lo possiamo far sentire.
Mi distraggo con i quaderni futuristi, per i quali potrei anche fare due piani di scale in ginocchio sui ceci ardenti.
Playlist di today
You – Bonnie Raitt
Long Nights – Eddie Vedder
Society – Eddie Vedder
Rise – Eddie Vedder
Hard Sun – Eddie Vedder
Erik Satie – Piano works
Respighi – Le fontane di Roma
MiTo al Mediolanum Forum
Non serve una lezione di storia per sapere che siamo nell’Evo Medio. E’ sufficiente andare al Mediolanum Forum per un evento, una cosa qualsiasi che attiri piu’ di 10-12 spettatori insieme. Anche un concerto di classica musica (peraltro godibile) del MiTo.
La coda in ingresso ai parcheggi e’ fantastica e degna di un trattato filosofico sull’incapacita’ umana italiana di organizzarsi. Vigili pressoche’ impazziti inclusi.
Pecore brade al rifornimento convulso di cocaina.
Il cui ingresso al parcheggio avviene solo dopo rilascio di un biglietto e pagamento (solo in contanti naturalmente) a un paio di omini che stanno, appunto, all’ingresso.
Se piove … si bagnano, loro, i denari e i biglietti. Se piove forte … si bagnano di piu’.
Ma non una macchinetta automatica. No.



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