The Restaurant Man – Joe Bastianich

stolen @ http://www.riccardocogo.it/
Che e’ un libro, non un nuovo locale del pelatino.
Ho saputo che avrei letto questo libro (saputo dell’esistenza del quale solo quando il Bastianich e’ andato dalla Bignardi) quando il look inside di Amazon ha distrutto qualsiasi mito di stupido romanticismo nelle prime pagine del libro.
A parte la notevole ricorrenza della parola _cazzo_ c’e’ parecchia verve in questo libro, chiara opera di un ghost writer ma non per questo meno credibile.
Piaciuto parecchio, anche se scritto proprio per piacere e con epica qualche volta eccessiva.
Educazione siberiana – Nicolai Lilin

stolen @ http://sppiblog.org/
C’e’ del bello nel perdere i libri, e il bello e’ che se li avevi comprati davvero per leggerli poi li ricompri, e li ricompri ormai fuori tempo massimo, quando il trend e’ calato.
Qui abbiamo un tizio molto cattivo, ma solo all’apparenza perche’ i bambini non sono mai cattivi, che cresce in un ambiente romantico e criminale con belle regole che fanno molta nostalgia. Si rispettano i nonni e le tradizioni.
Va bene, non e’ originale, e le dissertazioni simil-filosofiche rompono il ritmo in modo ossessivo. Pero’ la storia trova un suo bilanciamento quando comincia a vedersi qualche crepa nel romanticismo criminale.
Quando il dubbio comincia il suo lento percorso nella testa del ragazzo il libro prende una buona piega perche’ scende a patti con il mondo vero, prima era una pippa tipo che “il matrimonio e’ un favola”.
Poi finisce, e tutto sommato vuoi leggere il seguito. Che il tutto possa essere vero davvero mi interessa relativamente.
Dimenticavo: ambientato nella mitica Transnistria.
Auschwitz. Ero il numero 220543 – Denis Avey
Una bella storia in un brutto libro. O meglio, in un libro scritto per meta’ in modo appassionato e per meta’ in modo cronachistico. Rimane la meta’ appassionata mentre quella di cronaca delle grandi imprese degli eserciti buoni non vedi l’ora finisca.
Inutili le ricostruzioni belliche, anche se viste dagli occhi di un soldato semplice che certo non illude sull’arte (?) della guerra.
Ma il tono cambia tutto quando il libro entra nel campo di concentramento (e in quale se non Auschwitz ?) e la guerra lascia lo spazio al disastro nazista. Il resto e’, appunto, una passione che la vocazione comunque giornalistica non spegne, anzi ravviva.
Quindi meta’ libro che annoia e meta’ che esalta. E che lascia una discreta voglia di approfondire.
L’immigrato – Hengel Olav

stolen @ http://www.qdrmagazine.it
Non che rimanga tantissimo di questo page turner alla vecchia maniera, piu’ o meno lo stesso di quel che rimane del suo predecessore (Il fuggitivo).
Pero’ qualcosa rimane: una vaga nostalgia per la liscia e artefatta perfezione (tutta di facciata) dei paesi del Nord Europa e la sensazione di non aver capito una minkia delle politiche di integrazione.
La confessione – Lev Tolstoy

stolen @ http://www.ivid.it
La lenta rincorsa continua. Vedi che snobbare i classici quando sei nell’eta’ dei classici non paga ? Perche’ poi rimani curioso e prima o poi ti incaponisci a leggerli.
Questo poi, di una leggerezza inaudita, mi ha proprio tramortito (tutto). Lungo ben 75 pagine nella mia versione ebook vantera’ per un bel po’ di tempo il record di impossibilita’ di lettura. Ritorto, convulso e convoluto. Ripetitivo, noioso ma non banale. Mai piu’ di 5-6 pagine di fila, non ce l’ho proprio fatta.
Ma con una pagina finale che vale la pena … la condizione umana come meglio non si poteva descrivere.
E poi, comunque, Dio non esiste.
Baku, elogio dell’energia vagabonda – Sylvain Tesson
Un tizio un po’ fuori di testa prende la bici e, sotto il sole piuttosto caldo di quelle parti, percorre il tragitto che da Baku (in Azerbaijan) porta a Ceyhan (in Turchia) passando per la Georgia … perche’ ?
Perche’ e’ il percorso della pipeline BTC (Baku – Tbilisi – Ceyhan), lunga 1768 km e che per prima ha messo fine al supremo controllo della decaduta Unione Sovietica sulle attivita’ di export del petrolio del Mar Caspio.
Tesson non e’ un fanatico del petrolio, anzi in certa misura lo odia pur comprendendone l’importanza. Nel suo viaggio incontra paesaggi aridi e meno aridi. Incontra persone simili ai paesaggi e incontra lavoratori del petrolio.
Non smette di meravigliarsi di nulla e imbastisce anche pensieri filosofici di una qualche profondita’.
Senza usare toni da assolutista imbraccia piano piano il mitragliatore del consumo responsabile (e del non consumo) aborrendo invece il cosiddetto sviluppo sostenibile.
Insomma un libro di riflessioni intorno all’uomo e allo scempio che ha fatto della terra in nome del dio petrolio.
Serve una minima dose di interesse per l’argomento, altrimenti il libro rischia la noia. A me e’ piaciuto parecchio.
In Sardegna – Paolo Fresu

stolen @ http://www.cmsenaghese.it/
Un bel progetto, e anche un bel libro. Ha ragione Fresu se non vedi la Sardegna dell’interno non hai visto la Sardegna (non so se l’abbia detta cosi’ ma e’ cosi’ che ti rimane addosso questo libro).
50 concerti di fila, un giorno dopo l’altro, ti sembra di sudare con lui e la troupe mentre si spostano nei posti forse piu’ belli dell’isola, e forse perche’ molti sono posti poco conosciuti.
E’ vero, un po’ elegiaco ogni tanto ma che ci vuoi fare ? E’ la “malattia” della Sardegna, “l’amore per la terra da’ solo buoni frutti [cit.]“.
Godibile, a tratti quasi commovente. A tratti invece no.
Vergogna – JM Coetzee

stolen @ http://www.guardian.co.uk/
Calibrata, molto calibrata storia di testa a testa e contrappasso in piena regola. Il Sudafrica a maggioranza bianca che si vede soccombere piano piano, con le buone intenzioni da tenersi in tasca perche’ non sono quelle a fare la differenza. Il peccato originale e’ troppo grande e non lo puoi espiare con quel colore li’ in faccia.
Gaudenza delicata contro lavoro da braccia forti, distanze familiari che si accorciano, responsabilita’ che non ti aspetti e ripartenza.
Finalmente un libro che intepreta bene la ripartenza di una vita, anzi di due, complicato tema per cui leggo libri che poi mi annoiano.
Qui non succede nulla per 30 pagine, poi comincia.
Comprare due volte lo stesso libro …
… puo’ succedere. Sei li’ tutto indaffarato in libreria nel pieno orgasmo mistico da carta stampata e copertine colorate che non ti rendi conto di aver gia’ letto quel libro due anni prima. Dai, puo’ succedere. Nulla di grave, non serve lo psichiatra e nemmeno il neurologo.
Comprare lo stesso e-book dopo due giorni che lo si e’ comprato la prima volta e’ tutta un’altra storia.
(ma, oltre al titolo di deficiente dell’anno che mi autoassegno volentieri, mi sentirei di chiedere ai geniali curatori del sito La Feltrinelli di eliminare automaticamente dalla “collezione” i libri acquistati … se non proprio di inserire un popup di alert su due acquisti dello stesso libro a distanza ravvicinata)
Figlio di Dio – Cormac McCarthy
Libro che sarebbe da condensare in una piccola recensione, molto simile a: “Min@hia !”.
Per esempio: “Passo’ mezzanotte prima che la ragazza si fosse sciolta nelle membra abbastanza da poter essere spogliata. Ora giaceva nuda sul materasso, e i suoi seni giallastri occhieggiavano nella luce come fiori di cera. Ballard comincio’ a infilarle i nuovi …. “.


leave a comment