La leggenda del Santo Bevitore & Fuga senza fine – Joseph Roth
“In Germania, in Inghilterra, in Svezia, Danimarca, Norvegia, in molti paesi protestanti ci sono donne che stringono agli uomini la mano in quella maniera. È una dimostrazione di parità di diritti fra i sessi e di igiene, è un episodio importante nella lotta dell’umanità contro i bacilli e le galanterie.”
“In alto, dietro le nuvole, vive Dio, la cui infinita bontà è proverbiale. Un po’ più in basso vivono le persone viziate, che hanno la vita facile e che sono vaccinate contro ogni contagio da parte della povertà, a tal punto che in esse si sviluppano meravigliose virtù: comprensione per chi ha bisogno, pietà, bontà e addirittura mancanza di pregiudizi.”
“E dopo aver sprecato con leggerezza l’esperienza fondamentale data a un uomo e a una donna non sapevano più cosa farsene nemmeno l’uno dell’altra. Così scelsero l’unica cosa che resta agli uomini del nostro tempo quando non sanno cosa fare: andare al cinema.”
Una e’ una fiaba, profonda e matura quanto volete ma sempre una fiaba. C’e’ il bevitore che diventa santo, ma c’e’ anche tutto il genere umano con le sue debolezze.
L’altro e’ un raccontolungo o romanzobreve che spikka e spakka per truce realismo, atroce riduzione della societa’ umana a zoo di provincia e cortile.

Roth, Joseph e non Philip che invece è un passabile narciso, è uno dei miei autori preferiti.
La leggenda del santo bevitore è caduta, aspirazione, meschinità, codardia, redenzione cercata ed evitata, apatia, voglia di innocenza e autocommiserazione.
l’eroe moderno, che non combatte battaglie, che non porta a fine la sua missione e che crede che vada bene lo stesso.
Fiaba, certo, fiaba. Anche se non ricordo una scrittura “giudicante”.
Molto bello anche la “marcia di Radetzky”.
Non ho letto fuga senza fine, ma per quelle k meriteresti il gatto a nove code
disponiile per il gatto, ma solo per te … ho iniziato adesso la cripta dei cappuccini
scusa ma la fiaba seconod te e’ un genere giudicante ?
allora metto su gli stivali a mezza coscia!
La cripta non l’ho ancora letto, ma, ovviamente, è in coda.
Però dopo la leggenda del santo bevitore dovresti leggere la ribellione.
La fiaba si contraddistingue per l’intento moralizzante, ma dicevo, appunto, che non ricordavo una scrittura che condannasse o deplorasse le azioni del protagonista.
Anzi, uno dei motivi per cui amo quest’autore è la capacità di descrivere la miseria umana in maniera lieve e imparziale, ben diversa dalla scrittura fiabesca.
se metti mezza coscia ti invito a cena
Se metti le infradito accetto
Ma tocca aspettare estate
o un invito migliore