La Linea dell’Inutile

Damman Freres, la sconfitta: Pu-erh Celeste

Posted in food, tea by maurozz on luglio 17, 2014

Referenza 313004152 del catalogo. Mi restera’ in testa come la sconfitta piu’ cocente di tutta la partita che sto giocando con i te’ di Damman.

Incapace di trovare il giusto equilibrio tra tempo di prima infusione, tempo di seconda infusione e quantita’. Incapace di trovare, sotto quel profluvio di sottobosco bagnato, quella nota di tabacco che il naso serio restituisce subito e che il mio ha avuto bisogno del suo tempo per trovare.

Incapace di tradurre una storia, quella dei pu-erh, la cui pagina wikipedia e’ lunga tanto quanto quella del te’ (in senso generale e solo per dire).

Forse piu’ per sfinimento, sui 100g il pu-erh mi ha graziato di un paio di tazze quasi giuste, cosi’ poteva almeno farmi cucu’, ci sono e non ci sono. Ti odio pu-erh Celeste. Ma prima o poi … intanto ti ho appena tradito con un tuo fratellino.

 

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Teabox

Posted in food, tea by maurozz on luglio 12, 2014

Nuova pippa sul te’ che gia’ non mi bastava Damman Freres. Vediamo cosa combino con questo Teabox, che oltre a un sito e’ anche un modo nuovo di bypassare tutti quanti nella filiera e dall’India spedire direttamente a destinazione. Non una rivoluzione quindi  ma in realta’ si.

E spedisce provando a fare anche un minimo di cultura di base, come questa sui miti veri o falsi dell’agricoltura organica.

Myth #2 Organic farming is better for the environment

Status : True. For now.

Say I give you a slice of chocolate cake and a leaf of lettuce. I am guessing you will take the warm, sweet cake instead of the lettuce. Would you like another slice? Of course yes. How about another? Around the tenth slice of cake, the lettuce starts looking very appealing.

This is the current state of the environment, especially soil.

Organic farming methods do show a significant improvement in soil quality but whether or not it is good for long-term, remains debatable. The soil is so abused with chemicals now that any even a mild change in methods is a great relief. However, to continue using organic methods till the top soil’s quality stabilizes, is recommended.

 

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Damman freres, parte terza

Posted in food by maurozz on giugno 18, 2014

Sicche’, di tutto cio’ che ho bevuto che sia te’, questo Shenhulin e’ di gran lunga quello con il profumo piu’ “inebriante”, non nel senso che ti spara in orbita a mo’ di droga, ma nel senso che proprio lo annuseresti per ore per via della sua finezza.

Della sua bellezza (si, e’ bello anche da vedere) e di quel suo sentore di cacao che gli da’ un tono in piu’ nella profondita’ dei profumi. La ragazza (con rispetto) che me lo ha dato probabilmente era una delle poche commesse a Milano entusiasta del proprio lavoro, e nel farmi scegliere mi ha notevolmente influenzato, e’ da ammettere.

Ma a casa, nella lunga colazione del weekend questo te’ (“rosso”) ha surclassato per manifesta inferiorita’ del secondo l’ Orange Douce (no, non il profumo di Hermes) che scade a misera acqua “che puzza di arancia”.

Non e’ del tutto vero naturalmente ma e’ un ottimo esempio di due profumi che combattono con armi diverse, uno la forza (l’orange douce) e l’altro il fascino. Vince facile il fascino e mica lo dico io, e’ cosi’ e basta :-)

L’Orange Douce rimane un discreto te’, quasi possibile da bere in fretta, leggerino nonstante appunto l’impatto olfattivo e buon compagno di lettura svagata. Ma nulla piu’.

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Ristorante Macelleria Motta – Bellinzago Lombardo (MI), ancora

Posted in food by maurozz on giugno 3, 2014

Cia’ dai rivediamo un po’ la Macelleria Motta, basilica della carne, con i quarti (non credo siano davvero quarti ma sono ignorante) che ti danno il benvenuto nella cella refrigerata, pero’ a vista.

Ci sono gia’ stato un paio di volte notando in sostanza l’assenza della cucina. Non che non ci fosse, ma era tutto un punto di luce (abbagliante pure) verso la carne, meglio se poco trattata.

Ecco, adesso la cucina c’e’.

C’e’ perche’ un tipo che avevo gia’ visto, prima si e’ rifugiato sui monti, e poi se ne e’ tornato in zona milanese, portando con se’ il suo amuleto: il pino mugo. Ma non la sera in cui c’ero io :-(

La sera che c’ero io c’era anche, oltre a diverse regalie di ingresso, un crudo di manzo con uovo di quaglia, caviale, burrata e katsuobushi. Che e’ in pratica tonno essiccato. Avrei aggiunto, o tolto,  qualcosa perche’ la sensazione da piatto ben equilibrato e’ … che sia un filo troppo ben equilibrato e che la burrata si porti via la delicatezza del resto. Comunque un’idea impegnativa e curiosa.

Nella serata del non-mangiamo-troppo ho dovuto pensare piu’ del dovuto per  la crema di asparagi con animelle croccanti, piccoli canederli e bottarga di gallina; ho pensato molto e ho fatto bene. Piatto di sostanza e di impatto  ma neanche troppo, la crema riesce nel difficile lavoro di “alleggerire” animelle e canederli senza snaturarli.

Tiramisu finale un po’ da rivedere (troppi liquidi ?), pero’ un’ottima impressione generale. E finalmente con cucina, che  a partire dalla carne girovaga un po’ nell’intorno.

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I want a new drug – Huey Lewis & The News

Posted in food by maurozz on maggio 25, 2014

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Princi (Pepe) – Milano

Posted in food by maurozz on maggio 22, 2014

WP_20140521_21_54_24_ProMa dai ok, c’erano le telecamere vero ?? era una candid-camera ? uno scherzone dei miei amici, su cui ho un po’ insistito per provare questa pizza cosi’ bistrattata. E’ cosi’ dai, lo dite, lo scherzo e’ finito e tutti a casa. Poi si torna per provare quella vera.

E invece mi sa di no, mi sa che la pizza e’ proprio cosi’, gommosetta, umidiccia, anzi proprio irrorata di umidita’.

Lo spicchio che non sta dritto non si puo’ proprio vedere in una pizza curata da 14 euro, e se si puo’ vedere non vengo certo qui a vederlo, e non a 14 euro.

Ci pensa il tiramisu a non farmi ammosciare troppo ma per forza di cose mi trovo a pensare a Dry, e a pensare cosa puo’ mai succedere in 500 metri scarsi a un’idea di pizza.

E bene han fatto a regalare i campioncini in foto prima di entrare :-)

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Bon Wei – Milano

Posted in food by maurozz on maggio 5, 2014

Piu’ del filetto di manzo alla salsa dello chef pote’ il raviolo, e piu’ di quello con i gamberi pote’ quello alle verdure. E’ su questo che si concentrera’ il ricordo’ del Bon Wei. Un raviolo al vapore alle verdure, esiste niente di apparentemente piu’ semplice nella cucina cinese ? Mancavo da molto in ambienti etnici di questo versante ma ne e’ valsa la pena. A parte il fatto che il parcheggio e’ gratuito per due ore.

L’ambiente non c’entra proprio nulla con cio’ che ci si attende da un “cinese”, paccottaglia e poco piu’ bandita per legge. Qui l’atmosfera e’  curata, tranquilla, per nulla “invadente”. Musica a modo.

Bacchette di metallo per sottolineare che non e’ il solito posto, servizio deferente, quasi troppo per uno rozzo come me. Vini opportuni e te’ in carta e una sola caratteristica “dubbia”, il menu’ corposo.

Finisco con un te’ appunto, dopo i ravioli, il manzo, e il riso saltato di doveroso accompagnamento.

Anzi no, finisco con il dessert, un tortino al cioccolato che, a dispetto del nome, non e’ banale come di norma. La sensazione e’ di aver mangiato bene ma aver perso molto, per esempio chissa’ come sarebbe stata l’anatra alla pechinese. Tocchera’ tornare.

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Al Mercato – Milano

Posted in food by maurozz on aprile 25, 2014

Quindi esiste la musica trap, e l’ho imparato mangiando un hamburger in questo posto qui. Proprio vero, non si finisce mai di imparare. Ma per fortuna non l’ho imparato ascoltandola in questo posto qui, altrimenti me ne sarei andato ma proprio subito.

Con una cucina grande quanto la sala dove ci si siede e un servizio piu’ sorridente e paziente di quanto sia umano attendersi, Al Mercato e’ preciso quel che deve essere, un hamburger bar. Piccolo bancone, piccoli tavoli, sedie che invitano all’uscita rapida. E noi che invece occupiamo un tot di sala per almeno 2 ore. Per scassare i maroni ? Nooooooooooooooooo.

Perche’ se giri con una allergica al pesce (allergica che muore, non che “le vengono gli eczemi”) devi ricordarti tu di dirlo a lei di dirlo al cameriere _____PRIMA_____ che lui le porti la comanda. non ___DOPO___ che lui gliel’abbia portata, altrimenti la deve buttare e rifare. Cribbio e’ cosi’ difficile ???

Carne buona, forse carente di un filo di sale, che non amo se non quando preso a se’, ma che in un ambiente complesso come quello dentro un hamburger parrebbe starci. Ottima la salsa ma un po’ carente in quantita’, quel qualcosa in piu’ avrebbe sopperito alla presunta assenza della riga qui sopra. Chips dimenticabili ma patate fritte molto rispettabili.

E presunta apple-pie finale lodevole per onesta’ zuccherina (cioe’ senza un kilo di).

Osteria della Villetta – Palazzolo sull’Oglio

Posted in food by maurozz on aprile 22, 2014

WP_20140404_20_51_30_Pro (Medium)Come spesso accade, se qualcuno troppo loda un posto dove si mangia io non capisco piu’. Se poi si spende iperboli e superlativi logaritmici, e se lo mette (prima) nei ranghi del Caffe’ della Crepa io (dopo) mi incazzo. Sempe con il dovuto rispetto.

La semplicita’ dell’Osteria della Villetta e’ una gran bella roba e la crema di lenticchie era una gran bella roba ma la semplicita’ e’ semplicita’, merita molte lodi  ma che dovrebbero far capire quanto poco ci vorrebbe a perdere la testa facendo il verso ai posti inutilmente infighettati.

Anche il budino era semplice e buono, molto, ma molto intenso, un cioccolato che quasi chiudeva la gola, ma che se lo finivi, e eri un monomanicao monomaniaco di cioccolato, un po’ ti dispiaceva.

Rimanevano un filo spostate dal mainstream le polpettine con sugo di pomodoro e polentina bianca, che parevano un piatto un po’ troppo semplice anche per un posto semplice. Non che pecchassero in qualcosa ma assomigliavano piu’ a un riempitivo tra qualcosa e qualcos’altro che non a un piatto vero.

Che invece aveva tutte le fattezze della lingua con salsa verde di cui avresti fatto tre o quattro bis. Poi si, si e’ anche bevuto, addirittura un vino rosso !

Tornabile, perche’ per noi gente di campagna la semplicita’ paga.

Der Ampelmann rulez !

Posted in viaggi, world by maurozz on aprile 21, 2014

 

ampelmann

Ossi, “by the grace of God” :-)

 

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